-QUARESIMA-PASQUA 2017-

Mentre vi scriviamo sta nevicando a tratti da alcuni giorni.

Qui a Van le vasche delle fontane hanno ancora un bello strato di ghiaccio e anche se la settimana scorsa, talvolta, il sole ci ha fatto pensare alla primavera, dopo il tramonto abbiamo dovuto fare i conti con la temperatura che scende bene sotto lo zero.

Sole e ghiaccio, ghiaccio e sole, sono anche immagini della quotidianità della vita in un periodo complesso come questo.

Il prossimo mese, nello stesso giorno in cui noi celebreremo la Pasqua, qui ci sarà una consultazione elettorale molto importante. La nazione dovrà rispondere se accogliere il progetto del governo di modifica costituzionale e passare da una forma di democrazia parlamentare ad una presidenziale.

In questi giorni, a turbare la situazione, è arrivata prima la crisi con l’Olanda, poi con la Germania e già ci è capitato tre volte, da parte di persone che non ci conoscono, di sentirci rivolgere la domanda: “siete olandesi?”. Tutto è finito con la nostra risposta: “siamo italiani”. Ma la domanda che senso aveva?

 

Una data importante sta portando ossigeno alla città. Gli iraniani sono diventati ‘padroni’ di Van. Vera manna per alberghi e negozi che altrimenti sarebbero vuoti per la mancanza di turismo. In sole quattro ore con l’autobus sono a Van e questo è un periodo particolarmente favorevole perché il 21 marzo festeggiano il Capodanno e sono circa quindici i giorni in cui in Iran chiudono gli uffici statali.

Noi ‘festeggeremo’ l’arrivo del 1396 alle tredici e trenta di mattina del venti marzo, invitati a casa per il pranzo da una famiglia afghana che conosciamo da tanti anni.

Con Gabri ci siamo sempre ripromessi che nella ‘Lettera agli Amici’ non vi avremmo scritto direttamente di noi due ma vi avremmo detto, indirettamente, qualcosa di noi raccontando delle persone con cui viviamo e della vita qui.

Quasi niente è definitivo ed oggi andremo in deroga:

Io Rob, dopo aver preso una bella influenza un mese fa, da allora non riesco a togliermi la tosse di dosso. Due mattine fa volevo guardarmi la gola e così sono andato allo specchio. In quel momento ho notato qualcosa che non mi ‘tornava’ alla base del collo, un piccolo gonfietto che non avevo mai visto. Paura! Contattato un amico medico, ci ha detto di raggiungerlo all’ospedale.

Mi ha visitato e ha detto che dovevo fare una radiografia al torace e una ecografia del collo. Ci ha affidati ad un infermiere che ci ha portati nel ‘bunker delle radiazioni’, poco più in là lo studio dell’ecografista. Il momento più bello è stato quando il medico ecografista ha pronunciato la parola ”Yag“ ed io gli ho chiesto: ”Lipoma? Si è un lipoma”.

Come sempre queste esperienze colpiscono ma c’è sempre un pericolo presente: che tutta la congerie di pensieri, propositi, riflessioni, passati i primi momenti non si annullino pochi giorni dopo la… paura. Come è facile dimenticare.

Come sempre in ogni ospedale tante persone erano lì in attesa con noi, una varia umanità. Alcuni facevano una grande tenerezza coi loro volti e modi semplici di gente che lavora o ha vissuto con fatica in queste zone. In quel bunker eravamo tutti uguali davanti ad un qualcosa così più grande di noi.

In quei momenti mi è venuto da ripensare a questo episodio del Vangelo:

“Ed ecco, una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni, gli si avvicinò alle spalle e toccò il lembo del suo mantello. Diceva infatti tra sé: «Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò salvata». Gesù si voltò, la vide e disse: «Coraggio, figlia, la tua fede ti ha salvata». E da quell’istante la donna fu salvata.” (Mt 9, 20-22)

Perché proprio questo brano? Perché in quel momento avevo bisogno di ‘sentire’ la bellezza di una fede pura, semplice, fiduciosa…

…un lembo, un semplice lembo era tutto ciò che la donna cercava di toccare con le sue mani, sì, ma prima ancora l’aveva già raggiunto e toccato nel suo cuore. Una fede che non ricerca chissà quali azioni, ma che si fonda nell’Amore che ci attende anche in un solo, minimo, pezzetto di stoffa…

I mesi scorsi

Nel mese di febbraio avevamo un compito molto importante: rinnovare il permesso di soggiorno. Con grande soddisfazione tutto è andato nel migliore dei modi. Gentilezza e rapidità negli Uffici della Sicurezza e… il rinnovo per un altro anno.  Da circa tre anni il nostro permesso è classificato come visto ‘turistico’. Quando siamo andati per il rinnovo ci hanno detto che Van, per la sua posizione, non è più compresa tra le città ‘turistiche’ e così abbiamo avuto qualche timore ma poi, forse per la nostra ‘fedeltà’, tutto si è risolto nel migliore dei modi.

Al contrario sono già arrivati i primi problemi per alcune famiglie afghane e iraniane che sono qui con noi da non meno di sei anni e pur essendo state riconosciute come aventi diritto all’accoglienza negli Stati Uniti, si sono viste posporre la data di partenza di circa quattro mesi, per ora, a causa degli ostacoli posti dalla nuova presidenza americana. Anche per loro… sole e ghiaccio, ma quando il prossimo sole?

Sempre rimanendo tra le esperienze veramente forti che abbiamo vissuto ultimamente non possiamo tralasciare questa:

abbiamo conosciuto, non qui a Van, un uomo di un paese latino americano di circa quarantacinque anni uscito da poche settimane dal carcere. Da ora in poi lo chiameremo R.

Aveva avuto una condanna molto pesante, ma poi di anni ne ha scontati dodici per buona condotta. Sono moltissimi i ‘corrieri per un viaggio ’, donne e uomini di tutte le età che, per guadagnare un po’ di soldi portando un certo quantitativo di droga, accettano di rischiare anche trent’anni di galera. Giustamente le leggi in Turchia sono molto severe in proposito. Ciò che ci ha colpito di più è il modo in cui la portano. Nei loro paesi di origine la polvere bianca viene inserita in ovuli di medie dimensioni che i corrieri dovranno ingoiare. Più ne buttano giù nel loro stomaco più aumenta il guadagno. Per tutto il viaggio aereo, circa quindici-diciotto ore, non possono mangiare né bere niente. Se per caso dovessero avere un bisogno fisiologico, dovranno recuperare, ripulire l’involucro e… ingoiarlo di nuovo!

Ripensando a quello che R. ci raccontava nei giorni trascorsi insieme – ma in particolare in questo periodo di Quaresima –  a come si comportava nell’ambiente che lo aveva accolto per qualche settimana prima della partenza e in particolare vedendo la sua trasformazione umana e di fede avvenuta anche grazie al ‘lavoro’ di sacerdoti e suore che in carcere visitano i carcerati, è stato bello riflettere sul Mistero che avvolge la vita di ognuno di noi.

Altro momento particolarmente emozionante è stato quando l’amico sacerdote che lo ospitava ci ha raccontato di quando ha consegnato a R. le chiavi di casa. Per più di un attimo è rimasto come paralizzato. Poi R. ha spiegato che erano dodici anni che non aveva mai più avuto in mano delle chiavi, che per tutto quel tempo mai aveva potuto decidere se aprire o chiudere una porta. La fiducia che gli veniva data era per lui un dono immenso. Spesso lo trovavano fermo per la strada a guardare il cielo.

Da qualche settimana R. è tornato a casa dalla sua famiglia. Se chiaro è l’errore che ha commesso, desideriamo fargli un augurio per una sua personale Pasqua di Resurrezione con questo pensiero di P. Ermes Ronchi, scritto a commento per il Vangelo della Samaritana:

(Gesù) trova verità e bene, il buono e il vero anche in quella vita accidentata. Vede la sincerità di un cuore vivo ed è su questo frammento d’oro che si appoggia il resto del dialogo.
Non ci sono rimproveri, non giudizi, non consigli, Gesù invece fa di quella donna un tempio. “Mi domandi dove adorare Dio, su quale monte? Ma sei tu, in spirito e verità, il monte; tu il tempio in cui Dio viene”.
La sua debolezza diventa la sua forza, le ferite di ieri feritoie di futuro. Sopra di esse costruisce la sua testimonianza di Dio.
Un racconto che vale per ciascuno di noi: non temere le tue debolezze, ma costruiscici sopra. Possono diventare la pietra d’angolo della tua casa, del tempio santo che è il tuo cuore. 

(P. E. Ronchi)

A tutti voi, insieme a noi un Augurio di Cuore per questo cammino quaresimale in attesa ancora e sempre della Sua Resurrezione per tutti noi.

Grazie. Con affetto.

Rob Gab.

Sieger Koder

Edremit- Van  19 marzo 2017

(mentre continua a nevicare)