{"id":28859,"date":"2018-03-29T15:04:35","date_gmt":"2018-03-29T13:04:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.missiotoscana.it\/firenze\/?p=28859"},"modified":"2018-11-07T12:56:40","modified_gmt":"2018-11-07T11:56:40","slug":"lettera-dal-ciad-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.missiotoscana.it\/firenze\/2018\/03\/29\/lettera-dal-ciad-3\/","title":{"rendered":"lettera dal Ciad"},"content":{"rendered":"<p>N\u2019Djamena, 23 marzo 2018<\/p>\n<p>Carissimi\/e,<\/p>\n<p>La festa di Pasqua, alla quale ci stiamo preparando, \u00e8 sempre una bella occasione per riflettere sul senso della libert\u00e0. La storia di santa Bakhita, patrona della nostra parrocchia a N\u2019Djamena, ci offre un bell\u2019esempio di una donna veramente libera. Di origine sudanese, rapita all\u2019et\u00e0 di nove anni, venduta e rivenduta cinque volte, arriva finalmente in Italia, al tempo in cui la legge ha abolito la schiavit\u00f9. Bakhita capisce, tuttavia, che la libert\u00e0 non \u00e8 solo una questione esteriore, ma \u00e8 legata paradossalmente al fatto di mettersi a servizio di una nuova persona che lei chiama ancora familiarmente, in dialetto veneziano <em>El Paron<\/em>. L\u2019articolo determinativo davanti al sostantivo, fa comprendere bene che questo padrone non \u00e8 come gli altri: servirlo e farlo conoscere non \u00e8 un giogo che opprime, ma un dono che ci riempie di fierezza e di gioia. Il libro dell\u2019Esodo ci ricorda che, per restare e crescere in questa libert\u00e0 che il Signore ci concede, \u00e8 necessario vegliare per non cedere alla tentazione di divenire a nostra volta oppressori dei nostri fratelli: \u201cNon molesterai il forestiero n\u00e9 l\u2019opprimerai, perch\u00e9 voi siete stati forestieri in terra d\u2019Egitto\u201d (Es 20,22). In questa lettera di Pasqua vorrei provare a dire qualcosa sulla situazione di oppressione che sta vivendo il popolo ciadiano soprattutto in questo tempo, nella consapevolezza che conoscere, compatire e portare i pesi gli uni degli altri, potr\u00e0 permetterci di adempiere la legge di Cristo (Gal 6,2).<\/p>\n<p>In uno studio recente realizzato dalla Lund University e pubblicato dalla rivista dei gesuiti <em>Tchad et Culture<\/em> sulla vulnerabilit\u00e0 climatica, il Ciad figura fra i paesi pi\u00f9 a rischio del mondo. I problemi legati alla sua difficile posizione geografica, stretto fra il Sahara e il Camerun, senza sbocchi al mare, sono divenuti ancora pi\u00f9 complessi a causa delle numerose guerre civili. Sui 57 anni dall\u2019indipendenza a oggi, 35 sono stati trascorsi in conflitti armati. A partire dalla met\u00e0 del XX secolo, inoltre, l\u2019innalzamento delle temperature, la riduzione delle precipitazioni e l\u2019aumento dei prelevamenti idrici per l\u2019irrigazione, ha provocato una riduzione di circa il 90% delle riserve d\u2019acque del lago Tchad. Gli studi prevedono un\u2019intensificazione di questo clima secco e arido nel corso del XXI secolo che comporter\u00e0 una riduzione dei rendimenti agricoli, pascoli degradati e un quotidiano difficile per quanti dipendono dalle risorse del lago Tchad. La riduzione delle risorse dell\u2019agricoltura e dell\u2019allevamento rende pi\u00f9 difficile la coabitazione coi numerosi rifugiati presenti sul territorio. All\u2019est, alla frontiera col Sudan, sono circa 300.000 i profughi del Darfur e a sud sono circa 67.000 quelli provenienti dal Centrafrica. Al nord, la crisi alimentata dalla setta Boko Haram, con le sue ripercussioni sulla regione del lago Tchad, ha provocato gi\u00e0 pi\u00f9 di 60.000 migranti. La chiusura della frontiera con la Nigeria, a causa del problema del terrorismo, sta provocando gravi perdite al mercato dei bovini. Per fare un esempio, prima del 2015, un capo poteva essere venduto a 300.000 franchi (circa 450 euro), oggi difficilmente si trova un acquirente disposto a pagarlo al prezzo di 100.000 franchi (150 euro). La caduta del prezzo del petrolio a partire dal 2014, che contribuiva al 90% delle esportazioni di beni e al 30% del prodotto interno lordo, ha provocato una profonda recessione dal 2016 a oggi, che non cessa di aggravarsi. Praticamente adesso il Ciad non riceve pi\u00f9 niente dalla vendita del suo greggio, i cui proventi sono assorbiti gi\u00e0 da due anni dal pagamento di un debito contratto con l\u2019impresa svizzera Glencore per acquistare delle parti nel consorzio che sfrutta il bacino petrolifero di Doba, nel sud del paese. Dal 2003, anno di inizio dell\u2019estrazione del petrolio fino al 2014, il prodotto interno lordo per abitante \u00e8 cresciuto da 220 a 1024 dollari e con esso la propensione marginale a consumare dei ciadiani. Si pu\u00f2 facilmente capire che, quando il presidente della Repubblica invita a ritornare alla situazione del prima 2003, i suoi discorsi suscitano una forte opposizione della societ\u00e0 civile. La Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale condizionano i loro aiuti a una drastica riduzione del debito interno e esterno. Tutto ci\u00f2 ha provocato il taglio dei salari nella funzione pubblica e l\u2019inizio degli scioperi che perdurano da febbraio fino a oggi, specialmente nella scuola e nella sanit\u00e0.<\/p>\n<p>Purtroppo la politica estera dei paesi occidentali nei confronti dell\u2019Africa non \u00e8 molto cambiata e anche certe decisioni prese recentemente per lottare contro il terrorismo, non brillano per lungimiranza. Federica Mogherini, in una conferenza stampa al termine del G5 Sahel a fine febbraio, ha ribadito che l\u2019Unione Europea ha sborsato 400 milioni di euro per la sicurezza nella zona saheliana, ma dubito fortemente che questo tipo di strategia sia efficace. Papa Francesco, in un libro intervista a cura di D. Wolton, pubblicato in francese col titolo <em>Politique e soci\u00e9t\u00e9<\/em>, offre delle belle riflessioni in proposito. Rispondendo a una domanda sulla situazione in Libia, dice: \u201cCerto Gheddafi non era sant\u2019Agostino. Ma oggi i Libici si domandano: \u2018Perch\u00e9 gli occidentali sono venuti a dirci ci\u00f2 che deve essere la democrazia? Avevamo un Gheddafi, adesso ne abbiamo cinquanta\u201d.<\/p>\n<p>Come per l\u2019annuncio del Vangelo, cos\u00ec per la politica estera bisogna avere il coraggio di studiare delle soluzioni inculturate. Sono convinto che il Signore ci dona la creativit\u00e0 e la forza per farlo. La speranza, accesa soprattutto dalla fede nel Signore risorto, ci permette di combattere l\u2019apatia e la rassegnazione. Mi ha molto colpito un passaggio dell\u2019omelia di papa Francesco per il mercoled\u00ec delle ceneri, in cui invitava a volgere lo sguardo ai bambini e ai giovani: \u201cGuarda i volti che ci interpellano, i volti dei nostri bambini e giovani carichi di futuro e di speranza, carichi di domani e di potenzialit\u00e0 che esigono dedizione e protezione. Germogli viventi dell\u2019amore e della vita che sempre si fanno largo in mezzo ai nostri calcoli meschini e egoistici\u201d. Durante gli ultimi tempi mi \u00e8 capito varie volte di gurdare i volti dei bambini e dei giovani della parrocchia. Mi ricordo che quando ero giovane, lo sciopero a scuola era una mezza festa, un\u2019occasione per fare un po\u2019 di vacanza. Qui invece \u00e8 il contrario: essere obbligati a restare a casa senza far nulla \u00e8 una vera punizione e talvolta motivo di angoscia fino alle lacrime, soprattutto per quei giovani che si preparano all\u2019esame di maturit\u00e0 e si domandano se mai riusciranno quest\u2019anno a terminare la scuola superiore. Davanti al perdurare dello sciopero, abbiamo convocato in parrocchia un consiglio pastorale straordinario al termine del quale abbiamo deciso di cominciare dei corsi di recupero per i bambini e i giovani delle nostre comunit\u00e0 di base. Nel frattempo i sindacati e il governo hanno trovato un accordo che dovrebbe mettere fine allo sciopero nei prossimi giorni, ma restiamo vigilanti. Quello che mi ha colpito e rallegrato profondamente \u00e8 stata la gara di solidariet\u00e0 dei fedeli della parrocchia per l\u2019organizzazione di questi corsi. Mi sono sentito, ed \u00e8 un\u2019esperienza che mi capita spesso, non solo qui in Ciad, come un allenatore di calcio molto modesto, ma con uno squadrone da Champions League. Il giocatore-capitano che prende in mano la squadra nel caso specifico, \u00e8 un ex-preside con grandissima esperienza professionale, che in tre balletti ha fatto un ottimo programma per suddividere gli oltre mille allievi nei vari gruppi, assegnare loro gli insegnanti, stabilire luogo e orari delle lezioni. Moltissime altre persone si sono offerte per sostenere l\u2019iniziativa attraverso l\u2019offerta di quaderni, penne, gessi, lavagne,&#8230;Certamente non \u00e8 che una piccola goccia, ma tanto basta per vedere rifiorire dei sorrisi e dei segni di speranza sui volti dei giovani.<\/p>\n<p>Molto, moltissimo resta ancora da fare e cerco di ricordarmelo in particolare tenendo sulla mia scrivania, vicino alla croce davanti alla quale prego la mattina, la carta di battesimo di una giovane mamma, che ci ha lasciati tragicamente all\u2019inizio di febbraio. Abbandonata dal marito, era rientrata nella casa paterna insieme alle sue due figlie. In un momento di disperazione si \u00e8 tolta la vita bevendo dell\u2019acido. Abbiamo pregato invocando il perdono del Signore, non solo per la giovane mamma, ma anche per tutta la comunit\u00e0. \u201cSiamo tutti responsabili di tutti\u201d, come diceva san Giovanni Paolo II e se qualcuno non riesce pi\u00f9 a vedere dei motivi validi per vivere, mi viene da pensare che alla radice c\u2019\u00e8 questo male della globalizzazione dell\u2019indifferenza, di cui anch\u2019io sono complice.<\/p>\n<p>Un segno di speranza e di perdono mi \u00e8 sembrato di coglierlo qualche giorno dopo. Vicino alla parrocchia c\u2019\u00e8 un terreno che \u00e8 stato asseganato dallo stato alla chiesa cattolica per la realizzazione di una basilica. Per il momento c\u2019\u00e8 stata solo la posa della prima pietra e da alcuni anni il terreno \u00e8 occupato abusivamente da commercianti di materiale edilizio. Siamo riusciti a recuperare almeno una porzione del terreno e a costruire una bella croce, intorno alla quale ci ritroviamo ogni mercoled\u00ec, a turno con una delle nostre comunit\u00e0 di base, per la Messa. Per arrivare bisogna attraversare una strada molto trafficata. Il mercoled\u00ec in cui celebravo con la comunit\u00e0 St. Pierre, mentre cantavamo all\u2019inizio della Messa, sono arrivati dei bambini della comunit\u00e0 che hanno cominciato a attraversare la prima parte della carreggiata e poi si sono fermati in piedi sullo spartitraffico al centro. A questo punto, prima di fare l\u2019ultimo tratto, si sono dati la mano e ci hanno raggiunti tutti soddisfatti. Questa piccola colorata catena umana mi \u00e8 sembrata come la coda di un aquilone che illumina un cielo grigio. Mi \u00e8 venuto da pensare che l\u2019aquilone invisibile nascosto dietro le nuvole \u00e8 Ges\u00f9, che ci lascia ancora dei segni della sua vittoria sulla morte (come le bende e il sudario che avvolgevano il suo corpo). Ciascuno pu\u00f2 vederli, ma soltanto insieme, dandoci la mano, possiamo vedere e credere (Gv 20,8).<\/p>\n<p>Buona Pasqua, con amicizia, don Gherardo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>P.S. Un ringraziamento speciale a don Fabio Masi e agli amici di Paterno per il loro generoso, fedele e prezioso aiuto che ci ha permesso di realizzare una nuova aula per i bambini della nostra scuola parrocchiale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>don Gherardo Gambelli<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-28859","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-spiritualita","et-doesnt-have-format-content","et_post_format-et-post-format-standard"],"cc_featured_image_caption":{"caption_text":"","source_text":"","source_url":""},"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v15.8 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>lettera dal Ciad - Missio Firenze<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"http:\/\/www.missiotoscana.it\/firenze\/2018\/03\/29\/lettera-dal-ciad-3\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"lettera dal Ciad - 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