{"id":28532,"date":"2017-02-15T15:11:32","date_gmt":"2017-02-15T14:11:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.missiotoscana.it\/firenze\/?p=28532"},"modified":"2018-11-07T12:58:25","modified_gmt":"2018-11-07T11:58:25","slug":"lettera-dalla-turchia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.missiotoscana.it\/firenze\/2017\/02\/15\/lettera-dalla-turchia\/","title":{"rendered":"lettera dalla Turchia"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section admin_label=&#8221;section&#8221;][et_pb_row admin_label=&#8221;row&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243;][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;]<\/p>\n<p id=\"yui_3_16_0_ym19_1_1487345990973_2224\" class=\"yiv3711859602MsoNormal\">Stavolta non \u00e8 della Famiglia Ugolini, ma di Franco, un caro amico della Comunit\u00e0 del Mulino, a Vicchio, Comunit\u00e0 seguita da P. Paolo Bizzeti, da poco pi\u00f9 di un anno nominato Vicario Apostolico del Vicariato di Anatolia (la pi\u00f9 estesa delle tre Diocesi della Turchia). Franco \u00e8 andato per poco pi\u00f9 di un mese a Iskenderun per aiutare P. Paolo a preparare alcuni progetti di manutenzione e conservazione dell&#8217;Episcopio, ridotto maluccio negli ultimi tempi, soprattutto per la mancanza per oltre 6 anni del vescovo, dopo l&#8217;uccisione drammatica di Mons. Padovese.<\/p>\n<p id=\"yui_3_16_0_ym19_1_1487345990973_2229\" class=\"yiv3711859602MsoNormal\">La testimonianza di Franco \u00e8 un altro tassello che si aggiunge alle testimonianze della famiglia Ugolini.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_toggle admin_label=&#8221;Toggle&#8221; title=&#8221;qui il contenuto di tutta la lettera&#8221; open=&#8221;off&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221; title_text_color=&#8221;#e02b20&#8243;]<\/p>\n<p>salve a tutti,<\/p>\n<p>sono trascorse oltre due settimane dal mio arrivo in Turchia;<\/p>\n<p>fino a qualche tempo fa, per me, la Turchia era quella nazione ai confini del nostro mondo che pensava di entrare in Europa nonostante fosse un paese islamico, nonostante il suo regime fosse poco democratico, nonostante il 90% del suo territorio ricadesse in Asia \u00a0!<\/p>\n<p>Inutile negare che il mio interessamento per questa parte di mondo distante due ore di aereo da casa nostra, si \u00e8 concretizzato &#8220;per colpa&#8221; di Padre Paolo &#8230; prima con le sue proposte di pellegrinaggi, poi con il suo \u00a0SI \u00a0a diventare vescovo dell&#8217;Anatolia; \u00a0 \u00a0quando si parlava di pellegrinaggi con Paolo, tanto mi affascinava la Terra Santa, quanto mi lasciava abbastanza indifferente la Turchia nonostante le sue insistenze e le sue ampie argomentazioni.<\/p>\n<p>Anche la famiglia Ugolini ha \u00a0&#8220;la sua parte di colpa&#8221; \u00a0con la scelta di viverci ormai da tanti anni.<\/p>\n<p>Ci si pu\u00f2 giustamente chiedere come mai con tali premesse, adesso mi trovo per un mese quaggi\u00f9, nel profondo sud della Turchia, a pochi chilometri dal confine con la Siria \u00a0? \u00a0 \u00a0 il giorno della partenza me lo sono chiesto anch&#8217;io nonostante che la scelta sia maturata con convinzione; \u00a0 viaggiando in aereo una parte di me sussurrava: &#8220;ma dove stai andando ? \u00a0con tutto il da fare che hai a casa &#8230; \u00a0ma cosa credi di fare \u00a0??&#8221;; \u00a0 tornavano alla mente anche vari discorsi e commenti sulla &#8220;pericolosit\u00e0&#8221;, specialmente per un cristiano, a recarsi in Turchia &#8211; paese islamico turbolento con terroristi pronti a farsi esplodere. \u00a0 \u00a0Ebbene, \u00e8 la storia che si ripete &#8230; \u00a0le voci dentro di noi ci sono e sono spesso contrapposte fra di loro, \u00a0ignazianamente credo che la cosa buona da fare sia non buttare via nulla ma imparare a riconoscerle e dargli il loro nome.<\/p>\n<p>Appena arrivato ho potuto partecipare a Mersin (grande citt\u00e0 a due passi da Tarso) alla festa della conversione di San Paolo che vissuta qui con il vescovo ed i fedeli locali ha avuto un sapore davvero molto speciale. \u00a0Poi una visita a Tarso con le tre suore che perseverano in una silenziosa e preziosissima presenza.<\/p>\n<p>Dal giorno successivo all&#8217;arrivo ho iniziato a lavorare sulla &#8220;progettazione&#8221; dei lavori di ristrutturazione di una parte dell&#8217;Episcopio un po&#8217; malmessa, necessari per ricavare una zona dignitosa per le accoglienze e una zona per la vita quotidiana del vescovo e dei frati in servizio qui; \u00a0 chiamare progettazione i miei poveri schizzi realizzati &#8220;come una volta&#8221; con riga, squadra, pennarelli a china, lapis, gomma, fotocopie \u00a0&#8230; \u00a0 \u00e8 un po&#8217; esagerato &#8230; \u00a0 comunque sembra che il sistema stia funzionando e sia sufficiente per le necessit\u00e0; \u00a0 abbiamo predisposto gli schemi dell&#8217;intervento edilizio, quello degli impianti, dei nuovi infissi, i sanitari, i controsoffitti, i pavimenti ed i rivestimenti &#8230; \u00a0insomma quello che serve in lavori di questo tipo &#8230; \u00a0soltanto in maniera semplificata senza computer, programmi autocad, plotter, rendering, \u00a0etc&#8230; \u00a0 un modo povero di affrontare la realt\u00e0 cos\u00ec com&#8217;\u00e8, \u00a0coscienti che dobbiamo farci i conti senza navigare di fantasia.<\/p>\n<p>Il mio tempo per ora \u00e8 stato investito in queste cose cercando insieme al vescovo e al fedele John (che parla bene il turco e l&#8217;italiano avendo studiato da noi), di risolvere i problemi quotidiani; \u00a0\u00e8 comprensibile una certa difficolt\u00e0 ad intendersi con l&#8217;Impresa, con i lavoratori e con i fornitori soprattutto per la lingua, le abitudini, i modi di lavorare, \u00a0le tecnologie &#8230; \u00a0 fra i lavoratori nel cantiere ci sono alcuni ragazzi che vengono dalla martoriata Siria.<\/p>\n<p>Si notano qui tante presenze di profughi-rifugiati provenienti da Siria ed Iraq (la Turchia ne sta ospitando alcuni milioni &#8230;), \u00a0fuggiti dalle loro case senza niente a causa dei bombardamenti e della guerra; \u00a0i poveri pi\u00f9 poveri che i potenti di turno decretano debbano essere cacciati indietro &#8230; \u00a0mi chiedo: \u00a0ma quali sono i veri poveri &#8230; \u00a0gli uni o gli altri \u00a0?<\/p>\n<p>Il vicariato di Anatolia cerca di fare quello che pu\u00f2 per loro; \u00a0 sono stati predisposti vari progetti e si cerca di sostenerli con gli strumenti disponibili \u00a0fra cui la Caritas locale; \u00a0 le emergenze riguardano il cibo e un tetto ma anche l&#8217;istruzione a bambini e ragazzi che da anni non vanno pi\u00f9 a scuola ed una minima assistenza spirituale che in queste condizioni aiuti a mantenere una speranza di futuro.<\/p>\n<p>Nel vivere in un contesto di povert\u00e0 diffusa \u00a0(non mancano neanche qui i riccastri che viaggiano con auto fuoriserie &#8230;), \u00a0mi accorgo che si pu\u00f2 fare anche con molto meno e che alla fine, questo pu\u00f2 essere un vero aiuto anzich\u00e8 una disgrazia.<\/p>\n<p>Mi rendo conto che la povert\u00e0 di cose aiuta a riconoscere l&#8217;essenziale e a gustarlo &#8230; in altre situazioni, sembra di averlo trovato ma spesso \u00e8 una illusione; \u00a0 \u00a0meno oggetti, meno abiti, meno cibo &#8211; pu\u00f2 bastare un piatto unico a pranzo e uno a cena, meno scelta, il vino la domenica; \u00a0 di solito noi usiamo porre l&#8217;asticella del &#8220;basta&#8221; a nostro piacimento con una eccessiva libert\u00e0 \u00a0&#8230; \u00a0ed \u00e8 una fregatura.<\/p>\n<p>In un contesto come questo emerge anche quanto siamo normalmente autocentrati; \u00a0 \u00a0sento quanto sia decisivo\u00a0nella nostra\u00a0ricerca di felicit\u00e0,\u00a0guardare fuori, andare verso la dimensione dell&#8217;oltre noi stessi, le nostre cose, i nostri affetti &#8230;<\/p>\n<p>Fin dai primi giorni, \u00e8 successo che sono uscito per le strade di Iskenderun anche da solo; \u00a0 \u00a0all&#8217;inizio \u00e8 capitato di guardarmi dietro e di fermarmi ogni tanto ad osservare chi avevo intorno in queste strade trafficate e caotiche \u00a0 &#8230; \u00a0 \u00a0poi per\u00f2 l&#8217;andare prende il sopravvento e quella soffice e discreta forma di paura\/timore non mi impedisce di muovermi, di entrare nei negozi usando quel po&#8217; di inglese che biascico e le tre parole di turco che ho imparato: \u00a0 ciao, buongiorno, grazie.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 stato anche modo di fare un breve giro con il vescovo Paolo sulle montagne qui intorno (che separano Turchia e Siria) e di apprezzarne la bellezza; \u00a0 emoziona sapere che siamo a poca distanza da Antiochia sull&#8217;Oronte (Antakya) che riveste un ruolo notevolissimo nella storia della salvezza; \u00a0 scuote un po&#8217; anche sapere che la citt\u00e0-olocausto di Aleppo \u00e8 ad una manciata di km.<\/p>\n<p>Indubbiamente poter vivere un&#8217;esperienza come questa nella &#8220;Terra Santa della Chiesa&#8221; da cui tutto \u00e8 partito per l&#8217;evangelizzazione di noi pagani, \u00e8 una forte emozione; \u00a0 per tutto questo devo ringraziare chi me lo ha permesso: \u00a0mia moglie, i miei figli, la mia comunit\u00e0, il mio datore di lavoro.<\/p>\n<p>Concludo mettendo in evidenza alcune motivazioni per cui oggi sono qu\u00e0.<\/p>\n<p>Sicuramente poter dare una mano al vescovo Paolo che con un coraggio leonino, ha accettato questa sfida dando a tutti noi una alta lezione di obbedienza, dedizione e soprattutto di fiducia nel Signore che guida le vite e la storia \u00a0&#8230; \u00a0tanto che al primo superficiale di turno, pu\u00f2 apparire &#8220;banale incoscienza&#8221;. \u00a0 \u00a0 Dare una mano per i lavori dunque, ma anche condividere un tempo con lui e farlo sentire non-solo in modo concreto. \u00a0Dare un piccolo contributo all&#8217;opera di &#8220;costruire ponti&#8221; \u00a0che ritengo sia la geniale trovata ma anche l&#8217;unica strada per dare un futuro a tutti noi. \u00a0Molto bello quanto raro per me poter godere dell&#8217;eucaristia giornaliera.<\/p>\n<p>Altro motivo risiede in un mio bisogno di &#8220;staccare&#8221; rispetto alla vita ordinaria fatta di corse e di &#8220;responsabilit\u00e0&#8221;; \u00a0specialmente in questo ultimo anno e mezzo la progettazione e la realizzazione della \u00a0CASA DELLA PAROLA \u00a0al Mulino (aggiunta al resto della vita), mi ha molto coinvolto e mi ha segnato profondamente &#8230; \u00a0come accade per le cose buone impegnative; \u00a0decidere di andarmene per oltre un mese poco prima della inaugurazione della nuova struttura con tanto ancora da fare, non \u00e8 stata una scelta da poco; \u00a0superando tentazioni di essere indispensabile (anche se non dichiarate) e sottili sensi di colpa, ho pensato che i miei fratelli comunitari sarebbero stati benissimo in grado di fare quello che avrei potuto fare io &#8230; \u00a0anzi certamente possono agire con maggiore libert\u00e0 e minore coinvolgimento.<\/p>\n<p>Un terzo aspetto sul senso della mia presenza qui l&#8217;ho soperto quando ero gi\u00e0 in Turchia ! \u00a0 \u00a0mi sono spesso venuti in mente Roberto e Gabriella Ugolini \u00a0quando nelle loro testimonianze dicono che a Van dove risiedono, &#8220;non fanno niente&#8221; &#8230; \u00a0semplicemente stanno accanto alle persone e vivono insieme a loro; \u00a0 scoprire questa dimensione dello \u00a0STARE \u00a0in questo luogo insieme a questa gente in semplicit\u00e0 al di l\u00e0 di quello che posso fare, la sento una benedizione; \u00a0 posso dire che questo \u00e8 oggi uno dei preziosi frutti che sto raccogliendo dalla scelta di venire; \u00a0\u00e8 una sensazione bella di pace e di liberazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un caro saluto a tutti,<\/p>\n<p>un abbraccio e un invito a venire in questo bel posto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Franco<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[\/et_pb_toggle][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Franco \u00e8 andato per poco pi\u00f9 di un mese a Iskenderun per aiutare P. 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