{"id":28437,"date":"2016-12-16T10:48:35","date_gmt":"2016-12-16T09:48:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.missiotoscana.it\/firenze\/?p=28437"},"modified":"2018-11-07T12:58:29","modified_gmt":"2018-11-07T11:58:29","slug":"lettera-dal-ciad-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.missiotoscana.it\/firenze\/2016\/12\/16\/lettera-dal-ciad-2\/","title":{"rendered":"lettera dal Ciad"},"content":{"rendered":"<p>N\u2019Djamena, 12 dicembre 2016<\/p>\n<p>Carissimi\/e,<\/p>\n<p>Il tempo liturgico dell\u2019Avvento che stiamo vivendo \u00e8 un\u2019occasione propizia non solo per prepararci alla festa del Natale, ma soprattutto per riscoprire una dimensione fondamentale della nostra fede, quella dell\u2019attesa del ritorno del Signore Ges\u00f9. Davanti alle tante situazioni di sofferenza del nostro mondo, tuttavia, sembra sempre pi\u00f9 difficile credere all\u2019adempimento delle profezie che annunciano la venuta di un giorno in cui il lupo e l\u2019agnello dimoreranno insieme, in cui il leone si ciber\u00e0 di paglia come il bue (Is 11, 1-10). Spesso ci viene da chiederci, come Gedeone: \u201cSe il Signore \u00e8 con noi, perch\u00e9 ci \u00e8 capitato tutto questo? Dove sono tutti i prodigi che i nostri padri ci hanno narrato&#8230;?\u201d \u00c8 bella la risposta che il Signore gli d\u00e0 in questa circostanza: \u201cVa con questa tua forza e salva Israele dalla mano di Madian\u201d (Gdc 9,13). Potrebbe sembrare che Dio non prenda seriamente in conto la difficolt\u00e0 di Gedeone, ma in verit\u00e0 gli fa capire l\u2019importanza di fidarsi di Lui e di credere alla sua parola pi\u00f9 che alle sue convinzioni interiori, anche quelle che sembrano pi\u00f9 evidenti. L\u2019accensione progressiva delle quattro candele nel tempo di Avvento, ci ricorda l\u2019importanza di condividere le luci di speranza che il Signore accende nel cuore di noi, soprattutto quando impariamo a disobbedire alle paure, correndo il rischio di mettere qualche volta la mano nella buca del serpente velonoso. \u201cLa fede \u00e8 come un cammino dello sguardo in cui gli occhi si abituano a vedere in profondit\u00e0\u201d, ci ricorda papa Francesco e in questo pellegrinaggio interiore possiamo sostenerci reciprocamente, per attendere vigilanti il ritorno del Signore. In questo spirito, provo a condividere con voi alcune riflessioni ispirate dalla mia esperienza missionaria.<\/p>\n<p>Un momento molto bello di gioia, che viviamo ogni anno per la festa di Pasqua, \u00e8 la celebrazione dei battesimi. Ultimamente c\u2019\u00e8 stata una leggera dimunzione del numero dei catecumeni, ma ogni anno ci sono sempre circa trecento giovani e adulti che si iscrivono per la prima volta alla catechesi e che si preparano a ricevere i sacrementi durante quattro anni. La preparazione, alla fine, \u00e8 molto intensa e il sabato santo pomeriggio \u00e8 consacrato alla prova generale della celebrazione, insieme ai padrini e alle madrine. Una scena quest\u2019anno mi ha molto colpito. Tra i candidati c\u2019\u00e8 una giovane mamma, la moglie di un nostro caro amico, il tecnico che ci ha aiutato a montare i pannelli solari. \u00c8 venuta sola con la sua piccola bambina, perch\u00e9 il pap\u00e0 \u00e8 occupato per il lavoro. La bambina, nonostante la confusione, sta dormendo profondamente. Quando viene il suo turno per avvicinarsi all\u2019altare decide di lasciare la bambina a Antoine, il nostro seminarista en stage. Mentre i catechisti danno le istruzioni meticolose per i gesti e i movimenti da fare, osservo in silenzio la bambina che dorme sulle ginocchia di Antoine e mi viene in mente quell\u2019immagine molto bella di papa Francesco a proposito della chiesa come ospedale da campo e anche quello che diceva san Giovanni Paolo II: \u201cTutti siamo davvero responsabili di tutti\u201d. Qui in Ciad si insiste molto sull\u2019idea della chiesa come famiglia di Dio e la scena mi fa pensare alla bellezza di questa realt\u00e0, dove tutti i fedeli sono sollecitati ad aver cura gli uni degli altri in modo semplice e immediato, come in una famiglia, sapendo che il Signore suscita sempre le forze e le competenze necessarie per rispondere con amore ai bisogni del prossimo.<\/p>\n<p>Grazie alla presenza da noi lo scorso anno di Simone Lazzerini, della comunit\u00e0 del Mulino di Casole, i ponti di amicizia fra l\u2019Italia e il Ciad diventano ancora pi\u00f9 solidi e pi\u00f9 belli. Durante le vacanze estive, ho avuto la gioia di passare due giorni con gli amici del Mulino. Un giorno, durante una passeggiata nei dintorni di Vicchio, mi sono avvicinato a una casa colonica ristrutturata, che doveva essere nel passato una vecchia canonica. L\u00ec vicino, infatti, c\u2019\u00e8 un campanile senza campane. Mi \u00e8 venuto da pensare al Ciad dove, al contrario, ci sono campane senza campanili. Sarebbe bello se riuscissimo a mettere insieme le forze per avere campane e campanili nello stesso luogo. L\u2019iniziativa delle borse di studio per gli studenti universitari, creata dalla comunit\u00e0 del Mulino, \u00e8 davvero un segno si speranza che va in tal senso, soprattutto in questo grave momento di crisi economica per il Ciad. La drastica riduzione del prezzo del petrolio ha messo in ginocchio il paese. Gli impiegati statali non ricevono il salario da almeno quattro mesi. Ci sono scioperi dappertutto, quelli pi\u00f9 penalizzanti riguardano i settori della sanit\u00e0, della scuola e dell\u2019universit\u00e0. In parrocchia ci stiamo attrezzando per organizzare dei corsi di recupero per i ragazzi delle scuole superiori, mentre per gli universitari la sola possibilit\u00e0 \u00e8 quella di andare all\u2019estero, in Camerun, in Burkina Faso o in qualche altro paese francofono.<\/p>\n<p>La collaborazione fra le Chiese del Ciad e quella di Firenze progredisce anche per quanto riguarda la formazione dei preti, al punto tale che oggi con una battuta, possiamo dire che nei due Seminari maggiori si parla fiorentino. Ben tre sui dodici formatori, hanno fatto gli studi a Firenze. Il nuovo rettore, l\u2019abb\u00e9 Dominique, ha passato diversi anni a Rifredi e poi a Montagnana e Montegufoni, l\u2019abb\u00e9 Albert all\u2019Immacolata a Montughi e l\u2019abb\u00e9 Samuel al Virgigniolo. Un nuovo prete ciadiano, l\u2019abb\u00e9 Carlo, \u00e8 arrivato a Firenze e sta frequentando il primo anno di licenza alla Facolt\u00e0 Teologica.<\/p>\n<p>Nel ministero dell\u2019accompagnamento dei malati della parrocchia, mi stupisce sempre la forza inetriore con la quale le persone qui sanno reagire davanti alle sofferenze. Penso in particolare all\u2019esempio di resilienza di madame Rosine, che \u00e8 uscita viva da un terribile incidente stradale. Caduta dalla moto, un camion \u00e8 passato sopra di lei. Le hanno amputato le due gambe e il braccio sinistro. Dopo una lunga degenza all\u2019ospedale \u00e8 rientrata a casa e, ogni volta che vado a trovarla per la confessione, ha sempre voglia di ridere e di scherzare. Prima di ripartire chiede alle sue figlie di prepararmi un po\u2019 di pesce. Mangiandolo, mi viene da pensare a quel misterioso cibo che il Signore risorto prepara ai suoi discepoli sulla riva del lago di Galilea, mentre loro sono intenti a trarre le reti a terra (Gv 21,9-13). Se i discepoli non osano domandare a Ges\u00f9: \u201cChi sei?\u201d, io non oso domandare a Rosine: \u201cCome fai?\u201d, credo comunque che mi risponderebbe semplicemente con un altro sorriso.<\/p>\n<p>La conclusione del Giubileo della Misericordia \u00e8 stata segnata da un evento di grande gioia: la nomina e l\u2019installazione del nuovo Arcivescovo di N\u2019Djamena, monsignor Edmond Djitanagar. La Messa, a cui hanno partecipato pi\u00f9 di cinquemila persone, ha visto la presenza anche di numerosi Vescovi dell\u2019Africa centrale. Fra questi c\u2019era anche l\u2019Arcivescovo di Bangui, nominato recentemente cardinale. Quest\u2019ultimo, prima di ripartire, ha rilasciato un\u2019intervista a un giornale locale, parlando della situazione in Centrafrica. Mi ha molto colpito il racconto di una sua visita nel quartiere PK5 che \u00e8 la roccaforte dei jiahadisti di Bangui. Era partito insieme a una delegazione, formata da cattolici protestanti e musulmani per consegnare un messaggio di pace. A un certo punto, nel corteo, si \u00e8 inserita anche una capretta e quando si sono fermati anche lei si \u00e8 fermata e quando sono partiti, anche lei \u00e8 ripartita insieme a loro. Il cardinale ha commentato: \u201cAnche gli animali capiscono l\u2019importanza della pace\u201d. Nel messaggio consegnato si insisteva soprattutto sul comandamento \u201cNon ucciderai\u201d. I jihadisti, colpiti dal coraggio dell\u2019Arcivescovo che era venuto a fargli visita, hanno deciso cos\u00ec di rilasciare un prigioniero che era gi\u00e0 stato condannato a morte.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un ecumenismo del sangue, un ecumenismo della sofferenza, che ci permette di progredire nell\u2019unit\u00e0 visibile fra le chiese e che diventa una forza grande davanti alla minaccia dell\u2019estremismo e della violenza. Ne ho avuto un\u2019ulteriore prova alcuni mesi fa, dopo la morte del p. Jacques Hamel, ucciso in Francia alla fine della Messa, nella chiesa di Saint Etienne di Rouvray. Un amico delle chiesa protestante, il pastore Yake, \u00e8 venuto a farmi visita e a esprimermi il suo dolore e il suo rammarico per questo tragico avvenimento. Il suo modo di parlare, talvolta, mi fa un po\u2019 sorridere perch\u00e9 non smette di ripetere che questi eventi rivelano che la fine del mondo \u00e8 vicina. Lo dice, non in modo minaccioso come i testimoni di Geova, ma con la luce della fede che permette di vedere l\u2019invisibile e di restare saldi nelle prove. Queste sue parole allora mi incoraggiano molto e mi spingono a andare avanti a credere che il male, per quanto si presenti forte e invincibile, \u00e8 in verit\u00e0 prigioniero di se stesso (Sap 17,15). Il bene invece, per quanto piccolo e insignificante agli occhi del mondo, porta sempre frutto. Benedetto XVI diceva che nel mondo i deserti esteriori avanzano perch\u00e9 aumentano i deserti interiori. Potremmo allora impegnarci a frenare questi deserti attraverso una cintura verde interiore, fatta di gesti di accoglienza e di rispetto della dignit\u00e0 di ogni persona. Il libro della Genesi ci ricorda che a un certo punto Abramo, nostro padre nella fede, smette di costruire altari e inizia a piantare alberi, perch\u00e9 capisce che la comunione col Signore \u00e8 pi\u00f9 di carattere conviviale che cultuale. Proprio all\u2019ombra degli alberi, riceve l\u2019annuncio definitivo della nascita del figlio della promessa.<\/p>\n<p>Chiunque \u00e8 dalla verit\u00e0 dell\u2019amore, ascolta veramente la parola di Ges\u00f9, lo accoglie e riceve il potere di diventare figlio di Dio. La nuova nascita del Signore nella notra storia ci conceda di rinascere in questa fede.<\/p>\n<p>Buon Natale. Con amicizia e affetto, don Gherardo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>don Gherardo ci scrive dal Ciad per l&#8217;Avvento 2016<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","footnotes":""},"categories":[2],"tags":[],"class_list":["post-28437","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-animazione","et-doesnt-have-format-content","et_post_format-et-post-format-standard"],"cc_featured_image_caption":{"caption_text":false,"source_text":false,"source_url":false},"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v15.8 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>lettera dal Ciad - Missio Firenze<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"http:\/\/www.missiotoscana.it\/firenze\/2016\/12\/16\/lettera-dal-ciad-2\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"lettera dal Ciad - 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