{"id":13128,"date":"2016-08-09T09:33:18","date_gmt":"2016-08-09T07:33:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.missiotoscana.it\/firenze\/?p=13128"},"modified":"2023-12-08T09:19:54","modified_gmt":"2023-12-08T08:19:54","slug":"le-ore-del-golpe-turchia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.missiotoscana.it\/firenze\/2016\/08\/09\/le-ore-del-golpe-turchia\/","title":{"rendered":"LE ORE DEL GOLPE IN TURCHIA"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center\">Testimonianza da parte della famiglia Ugolini, da anni in Turchia<\/p>\n<p><strong><em><u>LA NOTTE DEL 15.<\/u><\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Sono le ore del golpe:<\/strong><\/p>\n<p><strong>l\u2019altra sera, quando \u00e8 successo tutto quello che \u00e8 successo, ci siamo sentiti un po\u2019\u2026 lontani. Niente aerei, autobus, confini chiusi, coprifuoco. Anche pensare dove poter andare, se le cose si fossero messe al peggio, per una non improbabile guerra civile, tutto impossibile. Per avere notizie saltiamo dai canali tv turchi a Rai news 24. Le notizie sono confuse, talvolta contradditorie, le immagini che ci arrivano fanno impressione. Vedere luoghi che conosciamo bene come Istanbul, Ankara, con i carri armati per strade che anche noi abbiamo percorso, i ponti sul Bosforo bloccati e con lunghissime code di auto ferme, il rumore degli spari, soldati con le mani alzate in segno di resa, il fragore degli aerei che sorvolano le citt\u00e0 a bassa quota, tutto questo fa male! E\u2019 difficile scrivervi tante impressioni. Altalena di sentimenti per cui in alcuni momenti avremmo voluto essere lontani da qui, da tutto quello che stava accadendo, ma al tempo stesso non potevamo pensarci in un altro posto che non fosse questo. L\u2019incertezza ci combina strani scherzi portando il nostro pensiero indietro nel tempo, ai ricordi, oppure ci fa precorrere sprazzi di futuro, che ancora non esiste: se le cose cambieranno radicalmente chi saranno i nostri prossimi interlocutori? Potremo restare, dovremo andare via? S\u00ec, siamo stranieri\u2026 ma sicuramente non e-stranei. Estranei affatto. Gli amici che abbiamo sparsi un po\u2019 ovunque in questa nazione come staranno? Che ne sar\u00e0 dei profughi che conosciamo? Certamente lo scenario che le televisioni ci presentano ci introduce bene al significato della parola <em>fragilit\u00e0<\/em>. Avranno pi\u00f9 peso le frasi del libro del Qoelet o quelle del libro della Sapienza? Ad un tratto \u2018sentiamo\u2019 che \u00e8 tardi, gli avvenimenti scavano. Sono ore che guardiamo la televisione e allora, quasi ritornando ad essere padroni di noi stessi, prendiamo la decisione che si \u00e8 rivelata la pi\u00f9 importante: Gabri ed io ci siamo seduti nella stanza dove in genere preghiamo, abbiamo fatto silenzio\u2026 dopo tanto rumore, e Gli abbiamo affidato tutto e tutti. L\u2019assalitore e l\u2019assalito, il giusto e l\u2019ingiusto, i morti e i vivi, i prigionieri e i liberi\u2026 <\/strong><\/p>\n<p><strong>E\u2019 stato facile fare questo perch\u00e9 anche noi in quelle ore siamo stati l\u2019uno e l\u2019altro. Niente altro che\u2026 l\u2019uno e l\u2019altro.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Gi\u00e0 dalla mattina seguente, tutto \u00e8 incredibilmente diverso. I casi sono due: o la citt\u00e0 non ha memoria o ci siamo immaginati tutto come in un incubo. Siamo andati in centro e tutti i negozi sono aperti, sembra un giorno qualunque, la gente cammina per le strade, vediamo anche diversi matrimoni, con le auto degli sposi che girano addobbate a festa come scatole da regalo con nastri dai colori sgargianti tra un frastuono di clacson. L\u2019unica nota \u2018politica\u2019: un nutrito gruppo di donne di tutte le et\u00e0 che in una delle piazze principali sventolano le bandiere turche e cantano inneggiando alla vittoria.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Saranno i tg della sera a farci capire che non abbiamo sognato, mentre fanno il resoconto della notte precedente, commentando e mostrando i filmati. Conosciamo cos\u00ec il numero dei morti, degli arrestati, dei giudici dei tribunali sollevati dal loro incarico, degli istituti di istruzione chiusi, delle reazioni locali e estere. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Oggi, a distanza di poco pi\u00f9 di quindici giorni, ogni sera in tutte le citt\u00e0 della Turchia, secondo il desiderio del Presidente, folle di cittadini si radunano nelle piazze pi\u00f9 importanti e cantano, dormono, vi restano fino al mattino. Comuni cittadini che vegliano sulla \u2018sicurezza\u2019 della nazione.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Vedremo i prossimi sviluppi. <\/strong><\/p>\n<p><strong><em><u>\u201cPERCHE\u2019 LORO SI?\u201d.<\/u><\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Uno spazio veramente grande, digradante, posto su un lato di una montagna a pochi chilometri da Van, accoglie la discarica dei rifiuti della citt\u00e0. L\u2019abbiamo scoperta casualmente pi\u00f9 o meno dodici anni fa, i primi giorni del nostro arrivo qui. Ve ne abbiamo gi\u00e0 scritto allora per raccontarvi le storie di vita dei ragazzi che vi avevamo conosciuto e che vi lavoravano. Qualche giorno fa abbiamo incontrato uno di loro. E\u2019 stato lui a riconoscerci e fermarci. Adesso ha lasciato la discarica, lavora altrove. Desideriamo condividere con voi queste righe per una riflessione che lui ci ha fatto e ci ha colpito molto. Parlavamo della situazione in generale alla luce degli attentati di Istanbul, Ankara, Germania, Francia. Ad un certo punto ci ha detto: \u201cvi ricordate quando venivate alla discarica? Ricordate quello che vi dicevamo a proposito degli animali che vivono sulla collina intorno alla spazzatura? Noi ragazzi e altre persone lavoravamo fino verso le 5 del pomeriggio. Appena noi ce ne andavamo e la zona era libera\u2026 ecco arrivare le persone pi\u00f9 povere della citt\u00e0 per cercare qualcosa da poter riutilizzare e talvolta\u2026 mangiare. Insieme a loro arrivavano anche i gabbiani, centinaia e centinaia, in cerca di cibo, e ce n\u2019era tanto tra quei rifiuti. Poi, dopo aver mangiato, gli uccelli se ne andavano e subito arrivavano i cani selvatici, anche loro per lo stesso motivo. Vi restavano un po\u2019 a razzolare tra i rifiuti. Dopo ancora, quando la notte si faceva pi\u00f9 fonda era il turno dei lupi che scendevano dalle parti pi\u00f9 alte della montagna. Per alcune ore, tranquillamente, si cibavano di tutto quello che era rimasto\u2026 ed era sempre sufficiente. Ancora oggi \u00e8 cos\u00ec\u201d. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Poi l\u2019ex ragazzo della discarica continua con questo pensiero:<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u201cIn questi giorni di attentati, di incapacit\u00e0 di convivenza politica, religiosa, proprio su una delle\u00a0 nostre montagne \u00e8 ancora possibile vedere come persone, gabbiani, cani selvatici, lupi, abbiano trovato un modo di convivere che permette a ogni gruppo di stare insieme senza l\u2019uso della violenza e nel rispetto gli uni degli altri\u201d. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Caro ragazzo cresciuto alla scuola della discarica, quando venivamo a trovare te e tutti i tuoi compagni, coprivate con una vostra maglietta o con una giacca le latte di olio o benzina vuote per far sedere Gabri, Costanza e me<\/strong> <strong>per non farci sporcare. Mentre ti ascoltavo mi hai fatto pensare a quella frase di una canzone di De Andr\u00e9 che dice: \u201c dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori\u201d e siamo felici di vederti crescere come un bel fiore. Grazie!<\/strong><\/p>\n<p><strong><em><u>OLTRE IL CONFINE<\/u><\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Desideriamo condividere con voi quanto riceviamo da un amico che non abita qui in Turchia ma che \u00e8 assai vicino alla situazione di cui vi scriviamo. E\u2019 il resoconto di un\u2019analisi di Human Rights Watch ed \u00e8 una risposta parziale alla domanda: \u201cPerch\u00e9 voi afghani continuate a scappare per venire in Turchia e iniziare un\u2019attesa che \u00e8 quasi infinita e senza soluzione dato che l\u2019Alto Commissariato per i Rifugiati vi ha praticamente esclusi da ogni possibilit\u00e0 di richiesta di asilo?\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><strong>E\u2019 con questa semplice domanda che viene fuori una realt\u00e0 che non conoscevamo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u201cOrmai da molti anni, ma ultimamente sempre di pi\u00f9, gli Afghani si sono rifugiati in Iran per sfuggire alla guerra e alle invasioni militari. La maggioranza di questi rifugiati sono di etnia Hazara, una minoranza sciita nel loro paese, di lingua persiana, che \u00e8 stata e continua ad essere perseguitata e discriminata dai talebani, di etnia Pashtun.\u00a0 Anche nel paese in cui cercano riparo per\u00f2, la loro vita \u00e8 segnata dall\u2019incertezza, in quanto l\u2019Iran non rilascia loro documenti legali. Non hanno accesso all\u2019impiego e per l\u2019educazione scolare ci sono tasse altissime.<\/strong> <strong>Questa situazione li rende doppiamente ricattabili, infatti tutti quelli fra loro, compresi i minori di et\u00e0 che accettano di unirsi ai Guardiani della Rivoluzione iraniana per andare in Siria a combattere per il sostegno ad Assad, al loro ritorno in Iran avranno un permesso di soggiorno e per il tempo del \u2018servizio militare\u2019 un salario fino a seicento dollari. Per chi non accetta c\u2019\u00e8 lo spettro della deportazione in Afghanistan e minacce alle loro famiglie. Sempre secondo lo studio di HRW e di Al Jazeera, sono stati cooptati anche dei rifugiati detenuti per reati comuni, con la promessa di un annullamento di pena. Questa proposta di \u2018arruolamento\u2019 nasce dal fatto che le perdite dei soldati iraniani in Siria sono ingenti. Facile intuire come una sola sia la possibilit\u00e0 di scelta: la fuga. Un altro difficile esodo che li porta in Turchia. Questa realt\u00e0 \u00e8 solo una cima di una \u2018catena di montagne\u2019 di problemi che affliggono questa parte di vicino-medio oriente\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<em><u>GESTI e PENSIERI.<\/u><\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Domenica scorsa, al termine dei canti che danno inizio alla celebrazione festiva alla quale partecipiamo, il Pastore della chiesa domestica si \u00e8 avvicinato a sua moglie e le ha <em>imposto<\/em> le mani sul capo soffermandosi in un momento di preghiera. Dopo questo gesto, sua moglie \u00e8 andata al piccolo ambone e ha letto alcuni brani della Bibbia, introducendo degli argomenti che poi sono stati ripresi e spiegati dal Pastore stesso.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Questo gesto, effettuato in estrema semplicit\u00e0 tra moglie e marito, davanti all\u2019Assemblea e ai loro due figli mi ha colpito molto e ha suscitato una serie di pensieri.<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Imporre:<\/em><\/strong><strong> quanto vasto e diverso il significato di questo verbo \u2018<em>imporre<\/em>\u2019 se letto con una mentalit\u00e0 di possesso, di violenza o di amore. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Per fede non ti <em>impongo<\/em> la mia forza, la mia scienza, ricchezza o potere, ma solo il mio bene per te, il mio mettermi al tuo servizio per invocare qualcosa o Qualcuno per te e per noi. Non <em>impongo<\/em> perch\u00e9 sono pi\u00f9 di te, ma perch\u00e9 chiedo per te ci\u00f2 che io non ho e che desidero tu possa avere. Desidero che tu possa darci la tua profondit\u00e0, che invoco. Per me desidero unicamente l\u2019umilt\u00e0 per servirti perch\u00e9 insieme si possa condividere il Bene per offrirlo a tutti. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Sono anche questi i momenti in cui per Gabri e per me corde profonde si sentono toccate, al di l\u00e0 dell\u2019essere cattolici, protestanti, ortodossi.\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Vi abbiamo scritto quello che \u00e8 possibile, che pensiamo e che sentiamo. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Con grande affetto.<\/strong><\/p>\n<p><strong>RobGab<\/strong><\/p>\n<p><strong>Edremit-Van<\/strong><\/p>\n<p><strong>Agosto 2016<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Testimonianza da parte della famiglia Ugolini, da anni in Turchia LA NOTTE DEL 15. 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