Sanna ha 19 anni e viene dal Gambia; a causa del decreto sicurezza rischiava di non avere più un posto dove dormire ed è stato costretto ad abbandonare il Centro di accoglienza straordinaria dove aveva trascorso gli ultimi due anni. Non potendo accedere allo Sprar, adesso è accolto da Michela, Andrea e i loro due figli Daniele e Giosuè, sei e tre anni, che da qualche settimana hanno un nuovo amico con cui giocare.
“Sono stato salvato per la seconda volta. La prima è quando sono arrivato sano e salvo a Lampedusa. La seconda è ora: grazie all’aiuto di tante persone, sono riuscito a trovare una nuova famiglia, ad avere una nuova quotidianità. La parte più bella della giornata è quando sento aprire la porta e vengo travolto dall’entusiasmo di Daniele e Giosuè che mi chiedono di giocare a nascondino. Per me è come tornare indietro nel tempo, a quando io e i miei fratelli ci rincorrevamo per casa o inventavamo mondi fantastici da esplorare”.
Michela e Andrea, appena saputo che Sanna non aveva un posto dove andare, hanno messo a disposizione il loro appartamento. Per Sanna è utile stare a Firenze anche perché può proseguire in autonomia il corso che aveva iniziato. Il ragazzo, infatti ha vinto le selezioni per il corso di formazione “Voglio fare il sarto”, corso voluto dall’associazione Officine Creativa Lab in cui vengono coinvolti richiedenti asilo e rifugiati che erano sarti nei loro paesi di origine e ora risiedono nel territorio toscano. Anche Sanna in Africa aveva imparato a cucire i vestiti tradizionale e, grazie anche a questo appoggio nella città, può approfondire le sue conoscenze e sperare di trovare lavoro in questo ambito.
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