Cari tutti,
vi saluto nuovamente da Salvador “da Bahia” con i migliori auguri per un buon 2017!!!
Direi che qua procede tutto bene. Dopo il nostro periodo estivo/natalizio anche noi stiamo per riprendere il nuovo anno pastorale con riunioni, assemblee e liturgie particolari… per gli incontri dei gruppi c’è ancora un po’ da aspettare. Diciamo che è un po’ come nelle parrocchie a Firenze quando si è a fine agosto, cioè quando qualcosa ricomincia a muoversi in parrocchia.
Proprio ieri c’è stato un incontro importante per discutere e definire varie cose all’inizio di questo anno mariano. Sì perché per tutto il Brasile questo è un anno dedicato a Maria. Qualcuno si potrebbe chiedere: perché il Brasile in questo fa storia a sé? Perché un anno mariano solo in Brasile?
Semplice: perché ricorrono i 300 anni dal ritrovamento della statua della Madonna: “Nostra Signora di Aparecida”.
Tutto comincia nel 1717, quando un conte venuto dal Portogallo (di cui il Brasile era una colonia) si reca nel villaggio di Guaratinguetá. Alcuni pescatori vengono incaricati di fornire il pesce per il banchetto in occasione della visita del conte. Tre di loro, Domingos, Filipe e João, vanno a pescare nel fiume Paraíba. Secondo la tradizione, dopo alcuni tentativi João trova nella sua rete una statua della Madonna. I tre pescatori gettano ancora le reti e queste si riempiono di pesci. In seguito per 15 anni la statua rimane nella casa di Filipe, dove la gente si riunisce per pregare il rosario. La devozione comincia a diffondersi quando alcuni fedeli, che avevano pregato davanti alla statua, affermano di aver ricevuto delle grazie. Da quel momento “Nossa Senhora de Aparecida” si comincia a conoscere in tutto il Brasile. E ad Aparecida sorgerà il più grande santuario dell’America Latina, che ha ospitato eventi molto importanti negli ultimi dieci anni.
Perfino Papa Francesco ha visitato più di una volta la basilica di Aparecida e ha affermato, a proposito di questo culto, quanto sia importante lasciarsi sorprendere da Dio.
<<Chi è uomo, donna di speranza – la grande speranza che ci dà la fede – sa che, anche in mezzo alle difficoltà, Dio agisce e ci sorprende. La storia di questo Santuario ne è un esempio: tre pescatori, dopo una giornata a vuoto, senza riuscire a prendere pesci, nelle acque del Rio Paraíba, trovano qualcosa di inaspettato: un’immagine di Nostra Signora della Concezione. Chi avrebbe mai immaginato che il luogo di una pesca infruttuosa sarebbe diventato il luogo in cui tutti i brasiliani possono sentirsi figli di una stessa Madre? Dio sempre stupisce (…). Dio riserva sempre il meglio per noi. Ma chiede che noi ci lasciamo sorprendere dal suo amore, che accogliamo le sue sorprese. Fidiamoci di Dio! Lontano da Lui il vino della gioia, il vino della speranza, si esaurisce. Se ci avviciniamo a Lui, se rimaniamo con Lui, ciò che sembra acqua fredda, ciò che è difficoltà, ciò che è peccato, si trasforma in vino nuovo di amicizia con Lui>>. (Papa Francesco – Mercoledì, 24 luglio 2013 – Messa nella Basilica del Santuario di Nostra Signora di Aparecida in occasione della GMG a Rio de Janeiro).
È questo l’augurio che anche io, don Marco, vi faccio all’inizio di questo 2017: “Fidiamoci di Dio, lasciamoci sorprendere da Dio”. Tante volte pensiamo che tutto dipenda dal nostro fare e disfare… È vero che il nostro impegno e la nostra fatica sono fondamentali, ma quanto tempo diamo al Signore per lasciarci amare da Lui? Quanto tempo diamo per esempio alla preghiera, alla lettura del Vangelo o ad andare a visitare chi ha bisogno? Sono occasioni che diamo a Dio per lasciarci sorprendere. Non per mettere al centro il nostro fare, ma quello che siamo: figli amati da Dio… anche nel tran, tran quotidiano, in cui non mancano le sofferenze (questo mi avete insegnato voi che state leggendo).
Qui in Brasile si ha l’impressione che non ci sia una grande chiarezza nella maggior parte delle persone sui contenuti di fede: e questo non è bene. D’altra parte c’è un sorprendente senso religioso diffuso: mi è capitato di andare a trovare dei malati (anche molto giovani) e quando ho detto loro di ricordarsi di pregare (come avrei detto a qualsiasi giovane disteso a letto) quasi si mettevano a ridere, perché qua è chiaro che bisogna pregare e accogliere la Misericordia di Dio. Qua le persone mi insegnano ad accogliere di cuore. Mi insegnano a lasciarmi sorprendere dalla vita, a cominciare dalla preghiera del mattino…
A proposito di preghiera: affido a voi tutti due bambine del nostro quartiere. Pochi giorni fa hanno ucciso il loro babbo per un affare relativo al traffico di droga… Conseguono dolore e sgomento, anche in un paese dove gli omicidi (ahimè) sono all’ordine del giorno. Non specifico altro sulle bambine, anche perché forse, a causa degli scontri fra bande di trafficanti, dovranno cambiare identità.
In questo periodo ho ritrovato altri bimbi con storie incredibili alle spalle. I loro occhi a due, quattro, dieci anni ci insegnano a guardare il mondo in modo diverso (come nella canzone “…e imparerò a guardare tutto il mondo con gli occhi trasparenti di un bambino”).
Per quanto riguarda il mio portoghese: sono uno zuccone!!! Più studio e più mi sembra di non sapere… ma, per chi ha studiato un po’, si sa che questo è normale. Per fortuna qua la gente è paziente. Anche troppo. “Troppo” perché non mi correggono quasi mai, e poi quando mi trovo a parlare con i miei compagni fiorentini, don Paolo e don Luca, mi dicono: “Ma lo sai cosa hai detto?”. Sono revisioni provvidenziali che mi ridimensionano tanto.
Ciò nonostante il primo dell’anno ho fatto la mia prima omelia in portoghese. Devo sicuramente ringraziare voi per le vostre preghiere, perché è andata molto bene: la gente ha compreso, nel senso profondo del termine, ciò che volevo dire. Piano, piano comincio a celebrare sempre più messe, tentando di vincere gli impacci di ogni tipo.
Nei prossimi giorni, all’inizio dell’anno mariano, avremo in parrocchia la visita della statua della “Madonna di Aparecida” e… indovinate chi è chiamato a celebrare quasi tutte le messe? Sarà un po’ come quando a Barberino è passata l’immagine della Madonna di Bocca di Rio a settembre o come quando a San Jacopino (qualche anno fa) passò l’immagine della Madonna di Fatima. Perciò capite che sarà un momento importante e, dovendo accompagnare le persone in diverse celebrazioni, chiedo nuovamente la vostra preghiera (visto anche che ha funzionato per la prima predica!).
Di nuovo grazie a tutti voi che mi avete accompagnato e continuate ad accompagnarmi fin dai primi giorni di questo viaggio. Grazie anche dei vostri messaggi personali. Se siete a conoscenza di altri che sono interessati alle lettere circolari (come questa che sto scrivendo), dategli pure il mio indirizzo e-mail: marcopaglicci@libero.it. Nel caso qualcuno che le riceve non desideri averle nella casella di posta elettronica, me lo comunichi allo stesso indirizzo.
Le vostre donazioni continuano ad arrivare. Grazie. Continuo a pregare per voi comunque, perché l’affetto non si misura dal contraccambio.
So che il Signore Gesù non ci lascia soli e che chiede prima di tutto di lasciarmi amare da Lui, di “lasciarci sorprendere da Lui”. Per questo vi auguro che anche la Madonna vi accompagni in tutto il 2017, anche in Italia.
Concludo, come l’altra volta, con un saluto in portoghese: Vamos em paz e bendigamos ao Senhor!
Con affetto,
don Marco
P.S. Sull’esempio dei gruppi Facebook delle Parrocchia di San Jacopino e di Barberino, anche noi apriremo nei prossimi giorni un gruppo Facebook col nome di “Nossa Senhora da Piedade – Massaranduba, Salvador da Bahia”. Sarà in portoghese, ma sarà un gruppo pubblico aperto a tutti, perciò, se volete, potete iscrivervi o seguirci anche lì.



