Sono passati 25 anni da quando il Centro Missionario Diocesano di Firenze ha iniziato a proporre un percorso di formazione alla mondialità e alla missionarietà in ascolto dei testimoni in missione.
Dall’ormai lontano 1994, quando nella sala della Facoltà Teologica i primi partecipanti si radunarono per riflettere su tematiche nuove, in un’epoca in cui si cominciava timidamente a parlare di rapporto nord-sud, intercultura, dialogo interreligioso. E i laici iniziavano a prendere consapevolezza della loro chiamata ad essere missionari in virtù del battesimo seguendo le linee dell’enciclica Redemptoris Missio.

25 anni di incontri, parole, riflessioni, immagini, suoni… 25 anni in cui un cammino è stato tracciato muovendosi tra alti e bassi, salite e discese, curve e rettilinei. 25 anni in cui abbiamo intessuto un filo che va da Nord a Sud e da Sud a Nord.
Sono numerosi i relatori che si sono avvicendati, guidando i partecipanti in nuove tematiche, perché potessero scoprire, incontro dopo incontro, un nuovo modo di guardare il mondo intorno a sé. Per rispondere alla missione a cui ognuno di noi è chiamato e che ci invita a metterci in relazione con l’altro. Per andare oltre le apparenze, dentro la storia e le culture, per allargare il nostro orizzonte e imparare nuovi linguaggi in dialogo con i popoli del mondo.

25 anni di viaggi per andare alla scoperta di mille mondi diversi, accolti dai missionari, imparando a viaggiare leggeri, lasciando a casa se stessi per sperimentare l’altro e l’altrove, trovando che l’unico bagaglio indispensabile da avere con sé sono occhi, orecchie e cuore, imparando come viaggiare in punta di piedi. Per scoprire alla fine che il viaggio più lungo che si può affrontare è quello che va dagli occhi al cuore.

Il filo conduttore di quest’anno è “noi visti dagli altri“. In una società sempre più multietnica, il dialogo interculturale diventa una stretta necessità. Occorre sviluppare la capacità di mettersi in relazione con un’altra cultura, sgombrando la mente da preconcetti, accogliendo chi è diverso da sé. Ma nel tentare di praticarlo, non solo ci apriamo alla conoscenza dell’altro, ma arricchiamo la nostra identità grazie all’ascolto, all’accoglienza e alla contaminazione con l’altro. Possiamo scoprire chi siamo veramente attraverso lo sguardo degli altri, attraverso un decentramento narrativo perché proprio utilizzandolo gli altri diventiamo noi. E’ un allenamento contro il razzismo e l’intolleranza per imparare ad accettare la parzialità della propria verità, mai assoluta. Punti di vista diversi che allargano la nostra visione del mondo.

In estate per i partecipanti al corso che lo desiderano ci sarà la possibilità di partecipare ad un viaggio in Etiopia, in Turchia od in Calabria.  Si tratta di viaggi di conoscenza, ospiti dei missionari e delle realtà locali, in cui l’obiettivo non è fare qualcosa, ma mettersi in relazione con qualcuno. I piccoli gruppi formati da cinque o sei persone insieme ad un accompagnatore si immergeranno nella realtà quotidiana dei missionari, visitando il territorio, scuole, dispensari, associazioni, incontrando le comunità, partecipando ai loro appuntamenti e alle liturgie. Ma l’esperienza non si chiuderà con il rientro in Italia, perché la parte più importante del viaggio inizia proprio una volta scesi dall’aereo, quando tutto ciò che hanno assorbito i  sensi, la  mente e il cuore sarà capace di cambiare scelte e gesti quotidiani.
Quest’anno vogliamo sottolineare con maggior forza del solito il nostro impegno nel proporre questo corso. Per contribuire, incontro dopo incontro, alla costruzione di un mondo diverso, di quel Regno di giustizia e pace che è il progetto e il sogno di Dio.

Maria Chiara Pallanti
Centro Missionario Diocesano Firenze