Ceuta e Melilla, le frontiere d’Europa sul continente africano, sono meta di un numero sempre crescente di migranti che tentano di raggiungere la Spagna, scontrandosi con una politica di respingimento repressiva e violenta.

Questo articolo è stato pubblicato su: Nigrizia On Line. Noi vi proponiamo alcuni estratti.

Nel 2017 sono stati 223, secondo le cifre dell’Organizzazione internazionale per la migrazione, i morti nel tentativo di superare la frontiera con la Spagna. Dall’inizio dell’anno ad oggi, altre 96 persone hanno perso la vita su questa tratta. Senza contare quanti giacciono, senza nome, sul fondo del mare.

Ceuta e Melilla sono da sempre città di frontiera[…] Non appena diventate le porte d’Europa in continente africano, le due città furono prontamente sigillate per fermare le migrazioni irregolari, grazie alla cooperazione tra Spagna e Unione Europea.

I tentativi di contenimento, anche violento, non impediscono comunque a centinaia di persone di tentare, ogni anno, il “salto” della barriera. Arrivano di notte, in gruppi di 200/300 persone, con ganci nelle mani e chiodi sulle scarpe, per sopperire al fatto che le reti con cui i muri sono costruiti hanno maglie così strette da impedire alle dita di entrarci. Solo i più veloci e fisicamente adatti riescono a raggiungere il suolo spagnolo prima che la Guardia Civile, da un lato, e la polizia marocchina, dall’altro, formino cordoni umani sotto le reti.

La nostra vuole essere solo una WEB Rassegna Missionaria e ci limitiamo alla pubblicazione di alcuni estratti. Il lavoro vero, fatto dagli autori dell’articolo, è giusto leggerlo sul sito per il quale è stato scritto: Nigrizia On Line