Durante gli incontri con i detenuti che partecipano al laboratorio teatrale biblico, nel Carcere di Porto Azzurro, ci siamo imbattuti nella figura di Don Chisciotte della Mancia, colui che ingaggia battaglie improbabili contro mulini a vento.

Una lotta inutile, persa in partenza?

Abbiamo abbinato alla figura del cavaliere sognatore quella di un antico profeta del popolo ebreo. I suoi mulini a vento erano, di volta in volta, il re, i sacerdoti del Tempio, i ricchi del suo tempo. Lotta impari per il povero Geremia, che finì recluso in un pozzo, una vecchia cisterna inaridita.

Quante volte, dal fondo di quel pozzo, avrà invocato la luce del suo Dio, oltre che del sole?

Durante la rappresentazione teatrale dei due eroi che lottano invano contro i rispettivi mulini a vento, fu suonata e cantata – anche dal pubblico – una canzone composta per l’occasione

Le voci del fondo di un pozzo

arrivano strane

e la vita, vita non è

da quaggiù.

E mi chiedo a cosa è servito

lottare

se l’arma più forte che ho

rimbalza su muri di pietra.

Ma dal fondo del pozzo

si vede la luna

mi sorride e mi dice

non ti spaventare.

Se mi vedi vuol dire

che puoi ancora guardare

il cielo

la strada non è finita

non ti voltare.

E dal fondo del pozzo

io vedo ancora la luna

mi prende per mano

e riporta su.

Se mi vedi vuol dire

che puoi ancora guardare

il cielo

la strada non è finita

non ti voltare.

Il testo è quasi diventato ormai l’inno nazionale di chi è costretto a vivere la maggior parte delle sue ore nel chiuso di una cella!