Ci sono storie piccole che non fanno cronaca, che prendono vita ai margini della società e lì restano, come ombre. Sono realtà dalle quali si allontana lo sguardo, ma è un peccato non riuscire a vederle nella loro bellezza.

Vi racconto la piccola storia di un dormitorio aperto ai senzatetto.

Stanze calde e grandi in una colonia marina di provincia che il mare accarezza e fugge nelle fredde notti invernali.

Una perla nascosta in un territorio impaurito

Tanti dormitori in Italia danno sollievo a chi è senza casa, io voglio raccontarvi di questo che ho conosciuto, una perla nascosta in questo territorio impaurito dall’arrivo dei migranti, paralizzato dal pregiudizio e segnato da nuove povertà.
Una perla nascosta, ma luminosa, perché la sua presenza è segno di fraternità e speranza.

Tornano a sentirsi uomini e ad avere meno paura

Fra quelle mura convivono persone tanto diverse, musulmani e cristiani, italiani e stranieri, chi di passaggio e chi ormai si sente a casa. Storie differenti, di chi ha perso tutto e di chi non ha mai trovato niente, di chi sogna giorni migliori e chi si è rassegnato e non ha più la forza di sperare.

Nel dormitorio accarezzato dal mare, al rientro da giornate pesanti e precarie, si trovano in famiglia. C’è chi li accoglie. E le sere diventano calde, anche se fuori la temperatura scende, si prepara la cena, si mangia insieme intorno al tavolo, poi qualcuno gioca a dama, chi ha voglia di scherzare, chi racconta, chi prega anche per chi non prega più. E ci si dimentica, almeno finché le luci sono accese, della propria miseria e di quel dolore che resta lì in fondo al cuore come un chiodo.

Tornano a sentirsi uomini e sentono che insieme possono resistere e avere meno paura.

Dove sembra ci sia tanto buio, invece c’è luce

Al risveglio un nuovo giorno da affrontare. Qualcuno esce presto con una sacca sulle spalle per andare a vendere, qualcun altro va in cerca di lavoro, e altri ancora non avranno niente da fare. Ognuno si confonderà nel ritmo veloce della città.

In un luogo dove sembra ci sia tanto buio, invece c’è luce. È la luce splendente dei figli prediletti di Dio, che nel silenzio ci ricordano un bambino, anche lui forestiero e senza casa, che come loro non è stato accolto dal mondo e che, come loro, pur essendo inerme e disarmato, ha fatto paura.

Eppure ci ha indicato la strada della salvezza.

Giulia Pieri
Missionaria