Il Papa ai movimenti popolari Usa: «Nessun popolo è criminale»

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Nell’ambito della nostra rassegna sulle principali notizie delle Testate Missionarie, riprendiamo il testo dal sito mondoemissione.it sul Messaggio di Papa Francesco ai movimenti Popolari negli Usa.

Per la prima volta fanno tappa in California le organizzazioni che danno voce ai poveri, già incontrate da Francesco a Roma e a Bogotà. E per l’occasione il Papa ha inviato loro un messaggio che è una denuncia fortissima di alcune logiche che non è difficile ritrovare anche nei primi passi dell’amministrazione Trump

«Nessun popolo è criminale e nessuna religione è terrorista. Il terrorismo cristiano non esiste, il terrrorismo ebraico non esiste e il terrorismo islamico non esiste. Nessuno di questi esiste. Nessun popolo è criminale o trafficante di droga o violento. Ci sono persone fondamentaliste e violente in tutti e popoli e in tutte le religioni ed è con le generalizzazioni intolleranti che diventano più forti, perché si nutrono di odio e xenofobia. Affrontando il terrore con l’amore, invece, lavoriamo per la pace».

È quanto scrive papa Francesco in un messaggio inviato al primo incontro locale dei movimenti popolari che si sta tenendo in questi giorni a Modesto, in California. Un appuntamento che segue gli incontri di Roma e Bogotà con le realtà che danno voce e organizzano i poveri intorno ai tre diritti fondamentali: terra, casa e lavoro. È la prima volta che queste realtà fanno tappa negli Stati Uniti; e succede proprio nel mezzo delle polemiche sulle prime misure adottate dal presidente Donald Trump, tra cui il contestato muro al confine con il Messico e il travel ban che vorrebbe chiudere le porte del Paese ai cittadini di sette Paesi a maggioranza islamica.

All’incontro di Modesto – che vede presenti 690 leader provenienti da 12 diversi Paesi – partecipa in rappresentanza del Papa il cardinale Peter Turkson. Ed è stato lui ieri sera a leggere una lunga lettera di Francesco di cui riportiamo qui sotto i passaggi centrali in una nostra traduzione dall’inglese.

«Il pericolo più grave oggi – scrive il Papa – è non riconoscere il fratello. Quando ci comportiamo così neghiamo la sua e la nostra umanità senza rendercene conto; neghiamo noi stessi e il più importante dei comandamenti di Gesù»

«Le società globalizzate spesso guardano dall’altra parte con una pretesa di innocenza. Guidati da ciò che è politicamente corretto o ideologicamente alla moda, guardiamo a quanti soffrono senza toccarli. Sono mostrati in diretta alla tv; si parla di loro con eufemismi e anche una certa apparente tolleranza, ma non si fa nulla sistematicamente per sanare le ferite sociali o per affrontare le strutture che lasciano così tanti fratelli e sorelle ai margini. Questo atteggiamento ipocrita, così diverso da quello del buon samaritano, manifesta l’assenza di un vero impegno per l’umanità».

«Prima o poi la cecità morale di questa indifferenza verrà alla luce, come quando scompare un miraggio. Le ferite esistono, sono una realtà. La disoccupazione è reale, la violenza è reale, la corruzione è reale, la crisi d’indentità è reale, la democrazia sventrata è reale. La cancrena del sistema non può essere nascosta per sempre perché prima o poi il fetore diventa troppo forte; e quando non può più essere negato le stesse forze che hanno generato questo stato di cose cominciano a manipolare la paura, l’insicurezza, i litigi e anche l’indignazione giustificata delle persone, in modo da trasferire la responsabilità di tutte queste cose verso un “non prossimo”».

«Non sto parlando di nessuno in particolare – precisa nel messaggio papa Francesco -, sto parlando di un processo sociale e politico che sta fiorendo in molte parti del mondo e pone un grave pericolo all’umanità». È evidente, però, che lette oggi negli Stati Uniti queste parole indicano un orientamento molto chiaro nel dibattito che attraversa il Paese dopo il travel ban che il presidente Donald Trump vorrebbe imporre.

Nella lettera il Papa prende inoltre una posizione molto netta anche su un altro cavallo di battaglia del nuovo inquilino della Casa Bianca: la frenata sulle politiche ecologiche. «La crisi ecologica è reale – scrive il Papa -. Un consenso scientifico molto ampio indica che oggi siamo di fronte ea un riscaldamento dannoso del sistema climatico. La scienza non è l’unica forma di conoscenza, è vero. Ed è anche vero che la scienza non è necessariamente “neutrale” – molte volte nasconde visioni ideologiche o interessi economici. Tuttavia sappiamo anche che cosa accade quando neghiamo la scienza e non ascoltiamo la voce della Natura. Faccio mio tutto ciò che ci preoccupa come cattolici. Non cadiamo nel negazionismo. Il temo sta scadendo. Agiamo ora»

 

 

Copyright: mondoemissione.it

Credits Foto: mondoemissione.it

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