Don Alberto Vigorelli, prete e missionario per 30 anni, in Africa ed America Latina, oggi collaboratore parrocchiale a Mariano Comense, nella Diocesi di Milano, è stato rinviato a giudizio, dopo che il Giudice di Pace ha respinto la richiesta di archiviazione – avanzata peraltro dal Pubblico Ministero – dall’accusa di diffamazione da parte dell’allora eurodeputato, ed oggi Senatore, Matteo Salvini, leader della Lega, per le parole pronunciate durante un’omelia del Novembre 2016, “o siete Cristiani o sei di Salvini”, commentando la frase del Vangelo: “ero straniero e mi avete accolto”. 

Don Agostino Rota Martir, prete della Diocesi di Pisa, appresa la notizia, gli ha scritto una lettera di sostegno. Eccola:

Carissimo don Alberto, sono un sacerdote della Diocesi di Pisa e ti scrivo per esprimere la mia solidarietà e vicinanza in merito la vicenda della tua frase “scandalosa” incriminata: “O sei cristiano o sei di Salvini.”, pronunciata nella tua omelia domenicale il 6 novembre scorso

Mi è piaciuta per vari motivi, non solo per la sua incisività e chiarezza, ma soprattutto perché lancia una pietra nello stagno dell’equilibrismo tattico ecclesiale, quando fa ritenere che tutto sommato il messaggio cristiano possa convivere con chiunque, basta un piccolo adattamento e si è a posto. Per molti politici definirsi cristiani è un diritto di nascita, acquisito una volta per tutte, un’etichetta.. mentre seguire il Vangelo è considerato irrilevante, una cosa scontata e che non deve interrogare la nostra coscienza. Immagino quanti consigli avrai ricevuto in questo tempo, che ti invitano alla prudenza, alla pacatezza, ad un coinvolgimento equidistante e saggio: come se i poveri e le vittime meritano la stessa attenzione dei loro “oppressori” e di quella classe politica che se ne sta tranquilla e comoda, preoccupata come guadagnare e soddisfare la “pancia” del proprio elettorato… mica siamo in un paese del “terzo mondo”, dove i missionari sono perseguitati perché difendono i poveri!

Grazie per il tuo coraggio e per il tuo stile di coerenza e fedeltà al Vangelo, perché solleva un interrogativo che le comunità cristiane saranno chiamate a prendere in considerazione: quello di essere anche un segno di contraddizione in nome del Vangelo, alla logica del mondo: “prima noi, poi gli altri..”, la stessa che sull’altare della sicurezza, oggi vengono sacrificati gli esclusi, i poveri, i migranti, mentre sono i privilegiati di Gesù al banchetto del suo Regno.

Ti sono vicino in questo momento e la mia preghiera ti accompagnerà anche quando dovrai presentarti davanti al tribunale degli uomini: “ E quando vi arresteranno per portarvi in tribunale, non preoccupatevi, di quel che dovrete dire, dite ciò che in quel momento Dio vi suggerirà, perché non siete voi a parlare, ma lo Spirito Santo.” ( Mc.13, 11)

Ti abbraccio e ti ringrazio!
Don Agostino Rota Martir
c/o campo Rom di Coltano (PI)
(sacerdote della diocesi di Pisa)