Alessandra Magi, di Firenze, è partita come laica missionaria fidei donum, decidendo di passare un anno della sua vita a Salvador Bahia presso la parrocchia dove si trovano anche don Luca Niccheri e don Paolo Sbolci

Alessandra è partita poche settimane fa ma ha già condiviso con noi l’esprienza di questi giorni:

Massaranduba, 17 Dicembre 2015

 Olá irmãs e irmãos na Italia e Feliz Natal!

…ecco, il mio portoghese per ora si ferma qui o poco più…ma ho speranza di imparare qualche altra frase anche se non molti ci credono!

Sono arrivata da 10 giorni, catapultata nei bellissimi e calorosi (in tutti i sensi ve l’assicuro, dai 35° umidi agli abbracci e sorrisi bahiani!) festeggiamenti per i 50 anni di cooperazione missionaria tra Diocesi di Firenze e Diocesi di Salvador Bahia che hanno occupato la maggior parte del tempo la settimana scorsa, sto adesso iniziando a muovermi lentamente con Pe Paolo e Pe Luca nella realtà pastorale e sociale di Massaranduba.

Sono arrivata l’8 Dicembre (grazie all’intervento di molti angeli custodi…visti gli imprevisti e le difficoltà fino a 2 giorni prima della partenza…): solennità dell’Immacolata Concezione di Maria, inizio delle celebrazioni per il cinquantesimo di presenza missionaria fiorentina e apertura della Porta Santa a Roma di Papa Francesco e dell’anno del Giubileo straordinario della Misericordia…”troppa grazia” si direbbe a Firenze “o bene bene o male male!”.

“Ottimo inizio, promettente e carico di responsabilità” (come Anna Zucconi mi ha postato su facebook al mio arrivo)…già…ma più che altro l’ho sentito e lo sento carico di Benedizione e Grazia, che viene da Maria, madre accogliente e universale, da una Storia di Chiesa viva, costruita da donne e uomini di 2 diocesi distanti geograficamente ma che continuano a incontrarsi da 50 anni, dalla Gente Bahiana, sempre pronta ad accoglierti con sorrisi e abbracci, dal Perdono del Padre, dono gratuito d’Amore che dà la forza di accettarsi con le nostre fragilità per metterle nelle Sue mani, da questo Straordinario Anno Giubilare, provocazione a vivere in verità quotidianamente la Misericordia cristiana, dall’affetto e dall’amore degli Amici, della Famiglia e della mia Comunità di S.Croce a Quinto, con i quali, seppur su strade distanti fisicamente, camminiamo insieme, e infine, ma non ultimi, da Padre Luca e Padre Paolo, semplicemente veri!

In questa settimana si chiude anche l’anno scolastico in Brasile e sabato scorso al Beijaflor, la scuola comunitaria aperta dai nostri sacerdoti a Massaranduba, si è svolta la cerimonia della “Formatura” piena di valore e significato: accompagnare e sottolineare con un atto visibile (la consegna del diploma e dell’anello e se gia non lo avete fatto, guardate le belle foto di Pe Luca che documentano la giornata!) e una festa gioiosa, un passaggio importante nella vita di questi bambini e delle loro famiglie, le più povere del bairo sotto vari punti di vista, dalla scuola materna all’elementari per educare all’importanza e al valore della scuola, al potere di crescita e cambiamento della propria vita e destino che ha l’istruzione…e non sempre questo è acquisito e scontato!

In questi primi giorni vivo l’esperienza dell’esser straniera, disorientata, incuriosita, incerta e affascinata! È difficile stare senza fare, voler comunicare ma…non saper parlare, ascoltare e spesso non capire, vivere senza tutti quei piccoli e grandi punti fermi e conosciuti che ti fanno muovere con sicurezza nel tuo mondo! Penso che in maniera molto piu amplificata questa sia l’esperienza che ogni giorno migliaia di rifugiati, immigrati, sfollati, stranieri fanno nel nostro paese, costretti a scappare dalle loro terre amate e conosciute, ma divenute inospitali e impossibili da vivere…e allora provare in piccolo sulla mia pelle la condizione di “straniera” nelle sue opposte e variegate sfaccettature, dalla sofferenza alle differenze, dalla paura di non inserirti all’incomprensione, dalla gioia di scoprirti attesa, cercata, accolta al percepirti invasa, dal non saper come muoverti alla solitudine, dall’esser profondamente felice d’esser qua al sentirti fragile e vulnerabile…mi impone di uscire dalle mie certezze e sicurezze per incontrare le mie molteplici fragilità, mi mette nei panni di chi non sa muoversi o non può farlo permettendomi di vivere nuove vicinanze con chi oggi è emarginato e aprirmi a nuove possibilità d’incontro.

Tutto questo è il primo regalo che mi sta facendo quest’anno di missione!

Mi piace concludere condividendo le parole di un messaggio che mi ha inviato Don Felix (sacerdote del Congo che ha condiviso un bel pezzo di strada con la Comunità di S.Croce a Quinto): “Questa esperienza sia una bellissima opportunità di incontro vero con Gesù, il primo straniero nella famiglia di Nazaret e il primo extra comunitario. Ogni incontro, ogni viaggio sono una scuola dove imparare a vivere la vera dimensione della cattolicità della Chiesa, nella diversità dei popoli e culture. Vai avanti! Dio ti vuole bene!”

Estendo a tutti voi questo augurio per vivere in profondità la gioia del Natale!

Chiaramente si uniscono a me negli auguri anche Padre Luca e Padre Paolo!

Vi abbracciamo!

Alessandra.

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