L’appello di Padre Mauro Armanino, missionario dello SMA, che in una Lettera Aperta, apparsa sulle pagine di Avvenire, ha scritto ai Parlamentari italiani perchè fermassero l’invio di truppe militari in Niger.

Non è stato così, purtroppo, ma le sue parole restano importanti per farci riflettere.

Abbiamo comprato l’assenso della Repubblica del Niger, che pure oggi, nella sabbia delle frontiere già armate, riconosce di essere da 59 anni una Repubblica sovrana. Abbiamo usato il denaro per comprare il diritto a operare con militari allo scopo di occupare terreno, sorvegliare e se è il caso punire, secondo i dispositivi di controllo del territorio delineati dal piano di occupazione in corso.

Padre Mauro, vive in Niger, da molti anni e senz’altro conosce la popolazione di quelle terre, molto meglio di qualunque altro analista, non a caso scrive:

I cittadini del Niger, mai consultati su queste operazioni militari, forse non lo diranno immediatamente ad alta voce, taceranno per timore, per rispetto o per ospitalità. Non sono contenti e non lo saranno mai. Sanno bene che le armi portano la guerra e le guerre portano morti. Loro che di sabbia se ne intendono lo sanno bene che alla fine a vincere sarà lei, la sabbia. E di ciò che avremo scritto coi militari non resterà che il vento. E la sabbia della vergogna.

La Lettera, non è l’unico appello contro le guerre che quest’anno, i Missionari, hanno lanciato, come lo stesso Missionario dello SMA scrive:

Del resto non sono l’unico a denunciare la deriva del Paese. Alex Zanotelli, missionario oggi in terra campana, l’ha appena scritto: «Quest’anno il governo italiano spenderà 24 miliardi di euro in Difesa, pari a 64 milioni di euro al giorno. Per il 2018 si prevede un miliardo in più. Ma è ancora più impressionante l’esponenziale produzione bellica nostrana: Finmeccanica (oggi Leonardo) si piazza oggi all’8° posto mondiale. Lo scorso anno abbiamo esportato per 14 miliardi di euro, il doppio del 2015! Grazie alla vendita di 28 Euro Fighter al Kuwait per otto miliardi di euro, merito della ministra Pinotti, ottima piazzista d’armi. E abbiamo venduto armi a tanti paesi in guerra, in barba alla legge 185 che ce lo proibisce.

Quell’ultimo appello, scritto nel post scriptum alla lettera, rimasto inascoltato dai nostri parlamentari, è comunque una presa di posizione chiara che i missionari e le missionarie di ogni tempo hanno manifestato, e continuano ancora oggi, pur con tutti i limiti legati all’umana fragilità:

Avrete l’opportunità e la responsabilità di scrivere un’altra storia della nostra presenza in Africa. Non sulla sabbia, ma sui volti. Quei volti che noi, missionari, abbiamo incontrato e raccontato per decenni…Non traditeli, dovrete renderne conto di fronte alla storia, scritta da nomi di sabbia che serbano un futuro di pace per tutti.

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