Coltivare il dono della fede, ricevuto nel Battesimo, in tutti i suoi elementi coincide con il coltivare anche la vocazione missionaria propria di ogni cristiano. L’animazione missionaria ha proprio questo compito e ha come suoi soggetti la famiglia cristiana, insieme a tutti gli altri educatori della fede; quindi la parrocchia in tutte le sue componenti e in tutte le sue attività. Iniziative e metodi di animazione si sono man mano consolidati nel tempo. Il primo fra essi è quell’insieme di attività che vanno sotto il nome di Ottobre missionario, al cui inizio (1° ottobre, memoria di Santa Teresa del Bambino Gesù) si pone la Giornata Missionaria per le Religiose, e che ha il suo culmine nella Giornata Missionaria Mondiale, istituita da Pio XI nel 1926.

Altri momenti privilegiati di animazione missionaria sono quelli legati all’iniziazione, alla Confermazione e all’Eucaristia, nonché la preparazione al sacramento del Matrimonio. Ma tutta l’azione liturgica che si svolge nel corso di un intero anno deve risvegliare all’impegno della missione, sottolineandone i diversi temi nell’Avvento, nel Natale, nella Quaresima, nel culmine delle celebrazioni pasquali fino alla Pentecoste e in tutto il resto del ciclo liturgico. Anche la pietà popolare deve essere pervasa dal sentimento della missione.

La catechesi, poi, nelle sue varie fasi, deve sviluppare il senso della chiamata alla missione: dalla catechesi dell’infanzia fino a quella dell’età adulta. È particolarmente importante che si parli della vocazione missionaria e delle sue varie forme nelle cosiddette “età della scelta”, cioè con adolescenti e giovani. Animatori missionari sono anzitutto i ministri ordinati che nella predicazione, nella direzione spirituale, nell’amministrare il sacramento della Penitenza (non possono essere trascurate le tante, più o meno gravi, colpe di omissione in ordine alla missione!), nell’avvicina- re i malati e tutti i sofferenti, devono ripetere che “Dio, nostro salvatore, vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità” (1Tm 2,4). Spetta in particolar modo ad essi, nella loro responsabilità pastorale, formare comunità consapevoli e responsabili della missione per il proprio territorio e per il mondo.

Dal Vademecum del Centro Missionario Diocesano, Missio Italia

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