Cammino Formativo

L’animazione missionaria

La visione di Chiesa: Comunione e Missione

Emma Gremmo, p. Carlo Uccelli

Centro Fraternità Missionarie, Piombino

Sovente quando si parla di Missione l’accento è posto sull’impegno concreto, sul “fare”, fare “per” o fare “con” i poveri, aiutare, tirare fuori dal sottosviluppo, rispondere alle emergenze umanitarie, ecc…… È importante invece inquadrare la Missione in un contesto più completo di vita cristiana, in una visione di Chiesa, così come l’ha voluta il Signore Gesù.

Un Dio Famiglia all’inizio della nostra fede

All’inizio della vita cristiana c’è un Dio-Famiglia, la Trinità, la cui vita è formata da due grandi attività: COMUNIONE e MISSIONE. La Trinità vive al proprio interno un Amore speciale di relazione; questo AMORE-COMUNIONE non resta però chiuso tra loro, ma si apre all’esterno, a noi umanità, con la MISSIONE di ben due componenti della Trinità, e si apre rischiando…: Gesù sarà ucciso e lo Spirito Santo anche oggi non è sempre accolto, ascoltato!

E’ la Trinità, questo Dio-Famiglia, che “scende” a noi-umanità, e scende per autodonarsi gratuitamente, unilateralmente e senza pentimenti, graziandoci e accogliendoci “mentre noi gli eravamo nemici”, per farci essere figli con il Figlio Gesù (cfr. Rom. 5,6-8). Questo è il Progetto del Padre e niente ormai può annullare questo Dono e Accoglienza di Dio per noi, nemmeno il nostro peggior peccato. Per Lui noi ora siamo tutti, senza eccezioni, realmente Suoi Figli e come tali ci guarda, ci considera, ci accoglie, a prescindere e assolutamente prima di ogni nostra risposta religiosa o morale. Dietro ogni persona, anche la peggiore, Dio Padre vede il Suo amatissimo Figlio Gesù, perché “Dio ha tanto amato il mondo da dare ciò che ha di più caro, il Suo Unigenito” (cfr. Gv. 3,16)

“per tutti, per ogni uomo o donna di ogni luogo e tempo, senza eccezioni.”

Un privilegio di Amore però il Padre lo ha: non per i più buoni e osservanti, ma per gli “ultimi”. Le “viscere materne” di Dio si commuovono per questi figli che sono in situazione di bisogno fisico o morale. Così ormai nessuno può sentirsi abbandonato o maledetto perché Dio, nel Figlio Gesù, è già “sceso con” lui.

Questa è l’AUTOCOSCIENZA di base, chiara, accolta e scelta, che i Cristiani dovrebbero avere; autocoscienza che si traduce poi in visione e prassi ecclesiale di Comunione e Missione.

Quale Chiesa e quale Missione volute dal figlio Gesù

La sera della Risurrezione Gesù si rende presente tra i suoi discepoli dicendo: “COME” il Padre ha mandato Me, “COSI’” Io mando voi” (cfr. Gv. 20,19-23). E in quelle due parole chiave “COME” e “COSI’”, sta l’indicazione di Gesù per la comunità cristiana e per ogni missionario. Quali avvenimenti più significativi, quali modalità, atteggiamenti, ha vissuto Gesù per essere missionario del Padre

Incarnazione e vita a Nazareth

Nazareth vuol dire quotidianità, piccolezza, condivisione di vita in “compagnia degli uomini”; vuol dire vicinanza, inculturazione, crescita in un popolo con il quale Dio ha già scritto la sua storia e crescita in un preciso luogo e momento storico; vuol dire imparare a leggere la vita, il contesto religioso e sociale del tempo, sapendo connettere Parola, Progetto di Dio e Vita; vuol dire essere gravati come tutti dalle contraddizioni, dalle schiavitù e dai dolori, indicando però la strada per
uscirne…

Vita pubblica e itinerante
GESU’ VIVE COMUNIONE E MISSIONE

  • La Comunione di Gesù è di incontrare le persone con gli stessi atteggiamenti di accoglienza, di dono, di perdono gratuiti del Padre.
  • La Sua Missione è fatta di Annuncio e di Solidarietà
    • Annuncio del Regno, annuncio dell’incredibile Amore di Dio, annuncio che invita alla conversione e propone una Vita Nuova
    • Solidarietà “liberante” che guarisce, risana, responsabilizza, rimette in piedi.

Gesù vive Comunione e Missione animato dalla potenza e dalla forza dello Spirito Santo che è sempre con Lui.

GESU’ SI ASSOCIA DEI DISCEPOLI E DELLE DISCEPOLE PER FAR LORO VIVERE COMUNIONE E MISSIONE

In Mc. 3,14-15 c’è tutto il Progetto di Chiesa voluta da Gesù, progetto di cui dovremmo avere, anche qui, una chiara coscienza, per cogliere l’essenziale della vita cristiana e vivere e agire di conseguenza.

  • GESU’ LI CHIAMÓ A STARE CON LUI PER ESSERE CHIESA “COMUNIONE”
    (stare con Gesù, stare tra loro discepoli, stare con tutti in una Comunione-Relazione-Accoglienza che si espande)
  • E PER INVIARLI A ESSERE CHIESA “MISSIONE “
    (ad annunciare l’Amore di Gesù e il Suo Vangelo e a vivere una Solidarietà “liberante”)

Se la prima parola di Gesù è stata “Seguimi”, l’ultima è stata “Andate!” e per questo noi siamo chiamati a fare continuamente sintesi tra Comunione e Missione, i due poli costitutivi della vita cristiana e della Chiesa.

Croce e Risurrezione: vertice della Comunione e della Missione.
La Croce rivela il volto inatteso di Dio, rivela come Dio ragiona:, come Dio agisce. In Gesù Crocifisso il Padre si rivela sempre Amore totale, dono gratuito, unilaterale e senza pentimenti per noi umanità. Si rivela Servizio, Misericordia, Accoglienza senza limiti e “viscerale” in nostro favore, “mentre” siamo peccatori. Gesù Crocifisso è la manifestazione più alta della Comunione di Dio e proprio lì, sulla Croce, amando e morendo “in quel modo”, rivela in pienezza il suo essere Missionario del Padre. Per questo, ci dice S. Paolo, Dio suo Padre lo ha risuscitato e lo ha costituito Signore, “IL” nostro Signore.

Gli Atti degli Apostoli dicono che:

  • La casa della Comunione poggia su quattro pilastri (cfr. Atti 2,42):
    Erano assidui all’ASCOLTO DELLA PAROLA
  • alla COMUNIONE FRATERNA
  • all’ EUCARISTIA
  • alla PREGHIERA

 

  • La Missione viaggia su due gambe:
    • ANNUNCIO del Volto di Dio rivelato nel Figlio Gesù Crocifisso e Risorto, e la Vita Nuova che questa fede comporta
    • SOLIDARIETA’ LIBERANTE che è impegno nei bisogni concreti; liberazione dal male interiore; fondazione di piccole comunità cristiane vive, perché ogni comunità diventerà a sua volta nel proprio territorio fermento di Comunione e di Missione, seme e certezza di vita rinnovata, libera e liberante
  • La Missione si attua

 

PER IRRADIAZIONE
I discepoli di Gesù, di ogni tempo e luogo, coinvolti nella vita di Comunione che li trasforma e li conforma alla stessa logica del Padre e di Gesù di accoglienza gratuita, di fraternità, di perdono, di solidarietà, di misericordia, di servizio, del portare gli uni i pesi degli altri…, IRRADIANO questa vita là dove vivono. Essi, come singoli e come comunità, diventano appello e attrattiva per tutti a conoscere, e forse anche a seguire, Colui che è alla fonte di una tale esistenza. Anche là dove non ci si può proclamare cristiani e non si può annunciare, si può sempre essere cristiani in Comunione e Missionari per irradiazione.

E PER INVIO
fuori dai confini della propria Patria e cultura, vivendo continuamente, come Gesù, i due momenti dell’ “uscire” e dell’ “entrare”, tipici della Missione Ad Gentes.

  • Non più “Clero-Laici” ma “Comunità-Ministeri”

Chi è chiamato a portare avanti questi sei elementi che rendono viva e dinamica la Comunione e la Missione? Tutti, ogni battezzato, con modalità e servizi diversi che si chiamano Ministeri In questa visione di Chiesa è totalmente abolito il binomio Clero-Laici, mentre trionfa quello di COMUNITA’-MINISTERI = comunità cristiane a servizio della Comunione e della Missione, attraverso tanti e diversificati ruoli e servizi, tutti di pari dignità, per la vita e la festa della Chiesa e del Mondo. Qui occorre proprio cercare le strade, a fatica, ma cercarle, senza rivendicazioni di diritti o di prevaricazione degli uni sugli altri. Cercarle nella Comunione e nel riconoscimento-rispetto delle diverse vocazioni, per portare avanti insieme la Missione, responsabili del mondo perché in esso si faccia strada la Fraternità al modo di Dio.

Questa è la visione di Chiesa comunione e Missione che ci è chiesto di vivere oggi con la potenza e la forza dello Spirito Santo che ha guidato Gesù.

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