Per la Giornata del Rifugiato 2016, la testimonianza di Mons. José Luis, vescovo della diocesi di Manzini, nello Swaziland, che dal suo blog Bhubesi ci racconta l’iniziativa del Consiglio delle Donne Cattoliche in Swaziland, che ha celebrato al “Centro di Malindza”, Sabato 18 Giugno, la Giornata del Rifugiato.

La Testimonianza data dalle Donne alla fine della Celebrazione è una sorta di anticipazione delle parole di Papa Francesco all’Angelus della Domenica successiva:

I rifugiati sono persone come tutti, ma alle quali la guerra ha tolto casa, lavoro, parenti, amici. Le loro storie e i loro volti ci chiamano a rinnovare l’impegno per costruire la pace nella giustizia. Per questo vogliamo stare con loro: incontrarli, accoglierli, ascoltarli, per diventare insieme artigiani di pace secondo la volontà di Dio

Papa Francesco

Angelus di Domenica 19 Giugno 2016

Tutto è cominciato – racconta il Vescovo Josè Luis – quando il Consiglio delle Donne Cattoliche mi ha detto “che sarebbe stato molto felice se quel giorno avessi potuto Celebrare con loro…

Avevo altri impegni. Dissi che Venerdì dovevo essere nel vicariato di Ingwavuma per la preparazione finale all’ordinazione di un nuovo Vescovo, ma ho anche aggiunto che “quanto prima mi avessero confermato la data avrei fatto di tutto per essere lì con loro“.

Nonostante le Domeniche successive le Comunità venivano invitate ad aiutare con cibo, vestiti e materiale per l’igiene personale, non sapevo cosa aspettarmi da quell’incontro.

Rafforzare la Speranza con Gioia

Appena sono arrivato al Centro erano già tutti lì, compresi 5 preti. La Sala era piena di membri della SCCW (Consiglio delle Donne Cattoliche in Swaziland) e dai Rifugiati ospiti del Centro. Come mi aspettavo, è stata una celebrazione gioiosa. Una celebrazione di fede capace di rafforzare la speranza in tutti coloro che stanno attraversando dei momenti difficili. Una celebrazione di fede che diventa “love in action” (ndr.: amore in azione) come era scritto sullo striscione.

Nell’intervento alla fine della Messa le organizzatrici hanno detto:

“Siamo del Consiglio delle Donne Cattoliche dello Swaziland, facciamo parte dell’Organizzazione Mondiale delle Donne Cattoliche. La nostra missione  è quella di promuovere la presenza, la partecipazione e la corresponsabilità delle donne cattoliche nella società e nella chiesa per aiutarle nella loro missione evangelizzatrice e di lavoro per lo sviluppo umano.

Quattro Motivi per essere qui:

  1. Siamo qui su mandato di Papa Francesco, che in prima persona ha sempre testimoniato attraverso azione semplici l’amore della Chiesa per le persone svantaggiate. Portiamo un messaggio d’amore. Nonostante le difficoltà non c’è risposta migliore alle situazioni critiche se non quella del Buon Samaritano (che senza saperlo io stesso avevo scelto come Vangelo per la Messa);
  2. spinti dalla Celebrazione dell’Anno della Misericordia che ci invita a a vivere alla luce della Parola: “siate misericordiosi come il Padre vostro”. Un invito all’amore, alla tenerezza, alla generosità incondizionata. Con questo Giubileo Papa Francesco ci sta offrendo l’opportunità di andare incontro all’incredibile misericordia di Dio;
  3. dall’insegnamento sociale della Chiesa che ci invita alla promozione della dignità umana, in particolare – come dice il Papa – a pregare e sostenere tutti coloro che per diverse ragioni si trovano in terra straniera come voi qui oggi;
  4. dalla vocazione cristiana: siamo chiamati ad amare gli altri come Cristo ha amato noi e a vederlo in ogni persona.

Alla fine hanno aggiunto:

Ai Rifugiati diciamo: nonostante il cammino che vi ha portati qui sia stato pieno di imprevisti ed incertezze, siate coraggiosi e ricordate che anche Cristo stesso con la Sacra Famiglia è stato rifugiato in Egitto per fuggire dal terrore di Erode.

Fonte Foto: BpBhubesi su flickr.com