132 sono i gruppi armati attivi nei due Kivu. Human Rights Watch e il Congo Research Group hanno creato una mappa online per tenere costantemente aggiornato l’elenco delle persone uccise, rapite, scomparse. Questo il bilancio di aprile. Fino alla data odierna.

Questo articolo è stato pubblicato su: Africa Rivista On Line. Qui vi proponiamo solo alcuni estratti.

La crisi politica nella Repubblica democratica del Congo continua a peggiorare. La costante espansione delle aree fuori controllo del governo ha come effetto la diffusione della violenza e dell’impunità, in particolare nelle province di Tanganyika, Ituri, Kasai, Nord Kivu e Sud Kivu. Si registrano omicidi mirati, ma anche casuali, e uccisioni di massa nel caso della provincia del Kasai, stupri, sequestri a scopo di estorsione, incendi di villaggi, saccheggi e spostamenti interni senza precedenti di persone, la maggior parte delle quali sono, ovviamente, bambini.

Per mappare la situazione, è nato il Kivu Security Tracker (KST), un progetto congiunto di Human Rights Watch e Congo Research Group, con sede presso il Centro di cooperazione internazionale dell’Università di New York. KST ha documentato che dal gennaio al marzo 2018, sono state uccise 205 persone, 334 rapite e 75 sequestrate a scopo di estorsione solo nel Nord e Sud Kivu. Il bilancio del secondo semestre 2017 è stato, sempre per i due Kivu, di 500 persone uccise e 1000 rapite. Il KST ha identificato 132 gruppi armati attualmente attivi in queste due province e ha mappato le aree in cui operano.

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