Immigrazioni: un cammino missionario e sinodale

da | Gen 13, 2016 | Primo Piano | 0 commenti

Incontrarsi per camminare insieme, creare sinergie, piccoli passi che possono segnare il cammino sinodale della Chiesa toscana.

È questo, in estrema sintesi, il senso dell’incontro tra le Commissioni regionali di Missio e Migrantes, alla presenza dei due Vescovi incaricati dalla Conferenza Episcopale Toscana per le rispettive pastorali, che si è svolto a Prato, presso l’Oratorio di Sant’Anna.
Un luogo non casuale, quello dell’incontro – ha sottolineato don Santino Brunetti, incaricato Migrantes, della diocesi di Prato – perché qui ogni giorno si incontrano ragazzi e ragazze di tutte le religioni senza nessuna differenza”.

Camminare insieme ed in modo sinodale

E con quello stesso atteggiamento di sincerità dovremmo affrontare la domanda che ci siamo fatti: Cosa siamo chiamati a fare come pastorali del territorio di fronte al fenomeno dell’Immigrazione, che ci interpella non soltanto dall’esterno, ma anche nell’intimo delle nostre strutture pastorali?
Oggi la presenza di preti e suore stranieri nelle nostre parrocchie è molto più forte che in passato, ed in alcune diocesi della nostra Regione, supera addirittura la maggioranza dei preti in servizio.
La questione immigrazione va affrontata insieme, in un cammino sinodale, che chiaramente non è facile, ma senz’altro possibile. Gli esempi da cui prendere spunto non mancano, come la parrocchia interculturale di Prato, fortemente voluta dal vescovo Antonelli, per dare una spinta al superamento del concetto della divisione delle Comunità per etnie che invece devono essere naturalmente assorbite dalle Parrocchie. In questo la collaborazione anche con l’ufficio catechistico dovrebbe essere una necessità prima che una volontà.

L’immigrazione come fattore strutturale e non di emergenza

Se per molti, negli ultimi tempi, l’Immigrazione è diventata un’emeregnza, non lo è stata invece per la Chiesa e per tanti settori della società civile che ne hanno sempre riconosciuto la strutturalità, le potenzialità anche nell’offrire nuove possibilità di ripresa economica e sociale all’Italia, e di quanto questa ridisegni profondamente gli assetti culturali, linguistici, sociali e religiosi del nostro paese. É l’esempio della “Carta di Siena”, un documento, frutto del lavoro di rete tra le commissioni regionali MigrantesFamigliaMissioGiovaniLavoro e Caritas, l’Università per Stranieri di Siena, il Centro La Pira, “che intende dare un contributo – ci ha spiegato p. Alessandro Bedin, missionario comboniano e nuovo incaricato regionale di Migrantes per la Toscana – al cambiamento culturale nei confronti dell’immigrazione, e di avviare un dialogo più profondo e costruttivo tra le realtà Toscane, in particolare Chiesa e Istituzioni civili, le quali hanno contribuito a elaborare buone prassi nel settore dell’accoglienza e dell’integrazione sociale.

Proposte d’Insieme

Dal confronto, dal dialogo e dal dibattito, in questo primo incontro tra due realtà pastorali fortemente impegnate nel territorio e nel Mondo, come Missio e Migrantes, sono emerse proposte anche molto concrete e sul solco di una Chiesa in permanente stato di Missione: la collaborazione tra gruppi misisonari e comunità cristiane etniche per una graduale integrazione con le comunità parrocchiali; comunità formative interdiocesane per i preti, i religiosi e le religiose non italiani che vengono a svolgere il loro servizio delle nostre comunità diocesane; l’impegno a costruire una Pastorale d’insieme nel settore delle Migrazioni, tra Caritas, Missio, Migrantes, la Catechesi, la Liturgia, la Pastorale Sociale e del Lavoro, la Pastorale Giovanile e tutti quei settori della nostra Chiesa territoriale che in qualche modo sono direttamente coinvolti in questo processo.

Dopo il primo incontro con Migrantes, il percorso di Missio Toscana continua anche con Caritas, in una riunione, ad Arezzo, il 26 geannaio 2016, a cui prenderanno parte mons. Riccardo Fontana, vescovo di Arezzo e Delegato CET per Caritas, e Alessandro Martini, incaricato regionale Caritas.

Ogni uomo e ogni donna di buona volontà sono Chiesa di Dio. quali pensi siano i percorsi che la Chiesa missionaria debba intraprendere di fronte al fenomeno dell’immigrazione?