Ispi riassume in dieci domande le credenze più diffuse in fatto di immigrazione. Le ong sono taxi del mare? Accogliere i richiedenti asilo costa di più? L’Europa ha lasciato sola l’Italia? Domande alle quali la politica, spesso, dà risposte strumentali. Soprattutto in tempo di perenne campagna elettorale.

Questo articolo è stato pubblicato su: Osservatorio Diritti On Line. Qui vi proponiamo solo alcuni estratti.

Per questo l’Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi) ha pubblicato ieri un fact-checking delle credenze più diffuse sull’immigrazione in tema di sbarchi e di accoglienza. Una guida per districarsi tra bufale e pregiudizi.

Alcuni miti sono duri a morire. Ne è un esempio l’idea delle ong come taxi del mare: il primo a dirlo era stato Luigi Di Maio, leader dei Cinque Stelle, ma oggi è diventata una credenza diffusa, in particolare in alcuni schieramenti politici. Eppure non c’è alcun nesso tra l’aumento dei viaggi – che dipende da dinamiche interne ai trafficanti libici – e salvataggi in mare.

Altro falso mito è invece quello che in Italia non si facciano espulsioni a causa dell’inefficienza del nostro sistema. C’è un dato di verità: tra il 2013 e il 2017 i rimpatriati sono stati due su dieci tra coloro che avevano in mano il foglio di via (in Germania, al contrario, il tasso era il 78%).

La nostra vuole essere solo una WEB Rassegna Missionaria e ci limitiamo alla pubblicazione di alcuni estratti. Il lavoro vero, fatto dagli autori dell’articolo, è giusto leggerlo sul sito per il quale è stato scritto:Osservatorio Diritti On Line.