Il 6 Gennaio è la Giornata Missionaria dei Ragazzi, ed il tema di quest’anno è “Poveri Come Gesù”. Le attività che Missio ragazzi ci propone quest’anno sono tantissime, tra cui l’inno e, attraverso la sua pagina FB, l’Hashtag  #‎GMRpovericomegesù‬, per targare tutte le attività che si svolgeranno sul territorio. Adesso, Don Michele Autuoro, direttore di Missio Italia, ci spiega il senso della Giornata e del tema scelto per quest’anno.

La missione è compito di tutti i cristiani, non solo di alcuni. È compito anche dei bambini! Nelle opere missionarie pontificie, i piccoli gesti dei bambini educano alla missione. La nostra vocazione cristiana ci chiede di essere portatori di questo spirito missionario perché avvenga una vera “conversione missionaria” di tutta la Chiesa, come ho auspicato nella Evangelii Gaudium…… Cari fratelli e sorelle, vi incoraggio a intensificare lo spirito missionario e l’entusiasmo della missione e a tenere alto nel vostro impegno nelle Diocesi, negli Istituti missionari, nelle Comunità, nei Movimenti e nelle Associazioni lo spirito della Evangelii Gaudium, senza scoraggiarsi nelle difficoltà, che non mancano mai e – sottolineo una cosa – cominciando dai bambini. Nella catechesi i bambini devono ricevere una catechesi missionaria” (Papa Francesco ai partecipanti al IV Convegno Missionario Nazionale di Sacrofano).

La Giornata Missionaria dei Ragazzi che tradizionalmente si celebra il giorno dell’Epifania o in altra giornata più adatta per la comunità, ci ricorda appunto che:

La missione è compito di tutti e anche dei bambini”.

Non basta allora celebrare una giornata ma è necessario educare i nostri ragazzi attraverso una catechesi missionaria, a vivere da discepoli missionari.

Il Tema

Il tema che accompagnerà non solo la GMR ma tutte le proposte per l’anno pastorale 2015-2016 è: Poveri come Gesù. Qualcuno potrà giustamente obiettare: cosa significa essere “Poveri come Gesù”? Come proporlo ai ragazzi? Il manifesto per la GMR 2016, disegnato da Saverio Penati, che ringraziamo per la sua generosa e fantasiosa collaborazione, raffigura sul mondo un ragazzo che si guarda allo specchio e nello specchiarsi ritrova l’immagine di Gesù: ognuno sarà libero di interpretare come vuole questa raffigurazione; io lo leggo così: ogni ragazzo che vive con generosità, allargando i confini del proprio cuore non solo a quelli della propria famiglia, agli amici o – come dice Gesù – a coloro che ci fanno del bene o hanno da ricambiare, permette a Gesù di continuare a percorrere le strade della nostra umanità facendo del bene.

Occorre avere sempre davanti a sé gli insegnamenti di Gesù e soprattutto i suoi sentimenti, così come scrive San Paolo alla comunità di Filippi:

Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù,
il quale, pur essendo di natura divina,
non considerò un tesoro geloso
la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso,
assumendo la condizione di servo
e divenendo simile agli uomini;
apparso in forma umana,
umiliò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte
e alla morte di croce
(Fil.2,6-11).

Poveri come Gesù significa condividere la propria vita con tutta l’umanità, a partire dai poveri e dagli ultimi. Gesù sulla croce ci ricorda che la misura di ogni azione, di ogni gesto, deve essere un dono totale e senza riserve per nessuno. Al Ladrone pentito dice infatti: “Oggi con me sarai nel paradiso” (Lc 23,43). Siamo chiamati a scegliere la via della piccolezza e non della grandezza e del potere, ma della mitezza e della misericordia.

Gesù che si identifica con i piccoli

Il ragazzo nello specchio non vede se stesso ma Gesù che si identifica con i piccoli; Egli si riferisce non solo ai bambini, bensì alle persone senza importanza nella società, incluso i bambini, e chiede che essi siano al centro delle preoccupazioni della comunità, poiché “il Padre non vuole che nessuno di questi piccoli si perda” (Mt 18,14). Quest’anno sarà segnato dal dono del Giubileo straordinario della Misericordia: siamo invitati a viverlo come proclamato da Gesù nella sinagoga di Nazareth:

“Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l’anno di grazia del Signore” (Lc 4,18-19).

Un grazie di cuore a quanti accompagnano i ragazzi in questo cammino missionario per essere, tutti insieme, una Chiesa Missionaria.

Fonte: Animatore Missionario 4/2015

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