{"id":13101,"date":"2016-07-13T15:37:35","date_gmt":"2016-07-13T13:37:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.missiotoscana.it\/firenze\/?p=13101"},"modified":"2016-07-13T15:39:04","modified_gmt":"2016-07-13T13:39:04","slug":"firenze-salvador-bahia-due-comunita-cammino","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.missiotoscana.it\/firenze\/2016\/07\/13\/firenze-salvador-bahia-due-comunita-cammino\/","title":{"rendered":"Firenze e Salvador Bahia, due comunit\u00e0 in cammino"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section admin_label=&#8221;section&#8221;][et_pb_row admin_label=&#8221;row&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243;][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221;]<\/p>\n<p id=\"yui_3_16_0_ym19_1_1468239273599_7466\" class=\"yiv2239128258MsoNormal\"><span id=\"yui_3_16_0_ym19_1_1468239273599_7470\">Relazione\u00a0 \u201cFirenze e Salvador Bahia, due comunit\u00e0 in cammino\u201d svolta dal Card. Piovanelli i<\/span><span id=\"yui_3_16_0_ym19_1_1468239273599_7471\">n occasione del convegno per il 50\u00b0 della presenza della chiesa fiorentina a Salvador Bahia in Brasile il <\/span>2 dicembre 2015 nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio<\/p>\n<p id=\"yui_3_16_0_ym19_1_1468239273599_7477\" class=\"yiv2239128258MsoNormal\"><span id=\"yui_3_16_0_ym19_1_1468239273599_7476\">Un testo lucido, essenziale che raccoglie riflessioni profondamente maturate e puntuali.<\/span><\/p>\n<p id=\"yui_3_16_0_ym19_1_1468239273599_7478\" class=\"yiv2239128258MsoNormal\"><span id=\"yui_3_16_0_ym19_1_1468239273599_7479\">Un testo che riassumendo i tratti principali della storia della presenza fiorentina a Salvador Bahia, sottolinea le profonde novit\u00e0 che il Concilio aveva portato all\u2019idea di missione e alla sua concretizzazione e riflette sul rapporto tra chiese sorelle e su come la nostra chiesa locale sia chiamata a coinvolgersi in questo senso.<\/span><\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_tabs admin_label=&#8221;Scheda&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;] [et_pb_tab title=&#8221;RELAZIONE &#8221; tab_font_select=&#8221;default&#8221; tab_font=&#8221;||||&#8221; tab_line_height=&#8221;2em&#8221; tab_line_height_tablet=&#8221;2em&#8221; tab_line_height_phone=&#8221;2em&#8221; body_font_select=&#8221;default&#8221; body_font=&#8221;||||&#8221; body_line_height=&#8221;2em&#8221; body_line_height_tablet=&#8221;2em&#8221; body_line_height_phone=&#8221;2em&#8221;]<\/p>\n<p>FIRENZE \u2013 SALVADOR\u00a0 BAHIA\u00a0 \/\u00a0 50 ANNI FA<\/p>\n<p>Due films hanno segnato profondamente la mia giovinezza \u00a0e, in certo modo, mi hanno aperto alla missione: il film \u201cMonsieur Vincent\u201d con una commossa attenzione ai poveri ed un film su don Giovanni Bosco con la partenza dei primi salesiani per l\u2019America latina.<\/p>\n<p>Devo per\u00f2 riconoscere che consideravo la partenza per la missione di alcuni, soprattutto preti e religiosi, s\u00ec come \u00a0giusta risposta all\u2019imperativo missionario \u201cAndate in tutto il mondo\u00a0 e predicate il Vangelo a tutte le genti\u201d\u00a0 (Mc 16), ma \u00a0con questa idea: mentre le Chiese locali sono impegnate a custodire la fede e farla anche crescere \u00a0nel loro territorio, alcuni di buona volont\u00e0 \u2013 preti, religiose, laici \u2013 lasciano la loro patria e vanno lontano a predicare il Vangelo.<\/p>\n<p>La scoperta della Chiesa locale come comunit\u00e0 missionaria chiamata ad annunciare il Vangelo non solo nel suo territorio, ma a tutto il mondo, in questo modo crescendo tutti nella conoscenza e nella fedelt\u00e0 a Cristo Signore, \u00e8 venuta dopo.<\/p>\n<p>Ricordo la partenza di don Renzo Rossi per la missione. Eravamo amici dal tempo del Seminario.\u00a0 Don Renzo venne a salutarmi\u00a0 a Castelfiorentino, dove io mi trovavo come parroco da alcuni anni.\u00a0 Io ammiravo\u00a0 il suo coraggio e la bellezza della sua scelta. Una scelta, certo, \u00a0che comportava un distacco,\u00a0 ti metteva in una lontananza dalla tua terra, \u00a0dalla tua cultura, da tutti i tuoi. Rammento bene una confidenza di Mons. Raffaele Bensi,\u00a0 confessore di don Renzo e mio confessore: \u00a0\u00a0\u00a0P\u00e9 Renzo, che sentiva forte il distacco dalla sua terra e dal suo ambiente, qualche volta si metteva\u00a0 da solo sulla spiaggia di fronte all\u2019Oceano Atlantico a gridare la sua nostalgia. \u00a0La sua scelta,\u00a0 un po\u2019 nuova per noi, provoc\u00f2 anche in me il desiderio di fare altrettanto. Tanto che mi offrii al vescovo \u00a0per fare anch\u2019 io quel passo.<\/p>\n<p>Ma, quella, \u00a0era proprio una generosa scelta sua, certamente col beneplacito dell\u2019arcivescovo \u2013 allora arcivescovo di Firenze era il Card. Ermenegildo Florit &#8211;\u00a0 ma era una scelta personale: lui aveva sentito di essere chiamato e, col beneplacito dell\u2019arcivescovo, rispondeva. Ugualmente, un altro sacerdote aveva avuto il coraggio di fare quella scelta: don Sergio Merlini.<\/p>\n<p>Cinquant\u2019anni fa: la loro scelta fu una scelta importante per la dimensione missionaria della Chiesa di Firenze.<\/p>\n<p>La loro partenza\u00a0 fu una spinta salutare anche per alcune congregazioni religiose che nonostante il calo delle vocazioni si offrirono alla missione e affiancarono i sacerdoti.<\/p>\n<p>Negli anni \u201980 col Card. Giovanni Benelli, ci fu per noi un importante cambiamento di \u00a0prospettiva: la Chiesa locale si fa carico dell\u2019invio in missione.<\/p>\n<p>Cos\u00ec don Renzo Rossi e don Sergio Merlini \u00a0ricevettero pubblicamente\u00a0 il mandato missionario. Cos\u00ec partirono, in seguito, don Piero Sabatini don Alfonso Pacciani, \u00a0e poi Lorenzo Lisci e Rodolfo Tedeschi.<\/p>\n<p>Si ebbe, allora, anche un segno della partecipazione del presbiterio alla missione.\u00a0 Avendo questi ultimi due lasciato il ministero sacerdotale, sorse il problema: \u00a0considerando queste perdite, nonch\u00e9 la diminuzione generale del numero dei sacerdoti, conviene continuare a mantenere l\u2019impegno della missione?\u00a0 Ricordo bene che in una riunione del Consiglio Presbiterale la decisione largamente maggioritaria\u00a0 fu di continuare, affrontando anche i\u00a0 rischi eventuali\u00a0 legati alla missione, perch\u00e9 ogni comunit\u00e0 cristiana \u00e8 chiamata non a chiudersi per difendersi, ma ad uscire per ritrovare se stessa nell\u2019obbedienza al comando evangelico e all\u2019esigenza di condividere i beni che il Signore ha donato alla nostra vita.<\/p>\n<p>Ed allora, ecco don Luca Niccheri e don Paolo Sbolci, che lasciano le loro parrocchie e vanno a Salvador Bahia in Brasile; ecco don Giovanni Paccosi e don Paolo Bargigia che partono per il Per\u00f9; ecco don Gherardo Gambelli\u00a0 che va in Africa nel Ciad; ecco che riparte anche don Sergio Merlini e questa volta va in Africa.<\/p>\n<p>Don Gianni Colzani\u00a0 \u2013 teologo di Milano, che ha fatto lezione anche alla nostra Facolt\u00e0 Teologica, riconosciuta come Facolt\u00e0 Teologica dell\u2019Italia Centrale \u2013 ci dice che\u00a0 una nuova fondazione teologica del discorso missionario rende libera e sicura per tutti \u201cla possibilit\u00e0 di partecipare pienamente al mistero di Cristo\u201d. Cos\u00ec la missione appare \u201cla manifestazione, cio\u00e8 l\u2019epifania e la realizzazione del piano di Dio nel mondo e nella sua storia\u201d. In questa azione di salvezza tutto ci\u00f2 che di verit\u00e0 e di grazia era riscontrabile per una misteriosa presenza di Dio in mezzo alle genti, essa lo purifica dalle scorie del male e lo restituisce al suo autore\u201d.<\/p>\n<p>Certamente, tenuto conto della crisi di identit\u00e0 che ha investito la missione dopo la seconda \u00a0guerra mondiale, non basta rivestire la tesi tradizionale con concetti moderni come dialogo,\u00a0 sviluppo, liberazione, umanizzazione, solidariet\u00e0 e simili; occorre piuttosto un cambio di mentalit\u00e0, una trasformazione degli schemi concettuali dominanti, una nuova diversa fondazione della missione.<\/p>\n<p>La missione della Chiesa non tanto come crescita e completamento della Chiesa, quanto come irruzione di una novit\u00e0 nella storia, una novit\u00e0 tale che cancella i drammi del peccato. La salvezza va offerta come insopprimibile speranza di rinnovamento del mondo.\u00a0 Deve esprimere la speranza e offrire quell\u2019abbondanza di vita che, secondo il Vangelo di Giovanni, rappresenta la ragione stessa della venuta di Cristo fra noi: \u201c <em>Io sono venuto perch\u00e9 abbiamo la vita e l\u2019abbiano in abbondanza<\/em>\u201d (Gv 10,10).<\/p>\n<p>Attenta alla storia, la missione esige una correlazione profonda\u00a0 tra Vangelo e storia.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 non\u00a0 pensare a Firenze\u00a0 e al convegno della Chiesa italiana nello scorso autunno?<\/p>\n<p>\u201c Ecce homo \u201c.<\/p>\n<p>\u201cPensare l\u2019umano oggi &#8211; ci ha detto il nostro Arcivescovo Card. Giuseppe Betori &#8211; non pu\u00f2 prescindere da come Dio lo ha pensato nell\u2019atto creativo, quale vertice e responsabile della creazione tutta e quindi inestricabilmente legato al creato, alla terra e ai viventi che la abitano e la edificano come ambiente di vita\u201d.<\/p>\n<p>Il ritmo escatologico impresso da Cristo risorto alla storia umana, esige attenzione a quanto lo Spirito e la Parola stanno operando tra noi.<\/p>\n<p>\u201cAndare in missione equivale a partecipare alla missione di Dio svolta dallo Spirito\u201d.<\/p>\n<p>Il primo atto missionario \u00e8 il discernimento per scoprire il modo in cui lo Spirito si sta muovendo nel mondo per unirsi a quel movimento\u201d.<\/p>\n<p>Forse, nella prima met\u00e0 del Novecento la teologia della missione era una teologia del missionario pi\u00f9 che una teologia della missione e perci\u00f2 sviluppava prevalentemente, se non esclusivamente, \u00a0i temi dell\u2019annuncio, della conversione, della <em>plantatio <\/em>e della espansione della Chiesa.<\/p>\n<p>Ed allora ecco gli interrogativi: a che cosa mira la missione? quale rapporto tra evangelizzazione, conversione e <em>plantatio Ecclesiae<\/em>? Quale rapporto tra l\u2019azione di Dio e il <em>munus<\/em> ecclesiale?<\/p>\n<p>Come rapportare la missione della Chiesa e le missioni <em>ad gentes<\/em> ?<\/p>\n<p>Il \u00a0soggetto della missione \u00e8 la gerarchia o il popolo di Dio?<\/p>\n<p>E quale rapporto tra il centralismo romano di <em>Propaganda Fide<\/em> e le giovani Chiese?<\/p>\n<p>Domande cruciali che il documento <em>Christifideles<\/em> (35) \u00a0\u00a0riassume cos\u00ec: \u201cLa Chiesa deve fare oggi un grande passo avanti nella sua evangelizzazione, deve entrare in una nuova fase storica del suo dinamismo missionario\u201d. Ma, per il Concilio, questa nuova tappa storica coincide con il cammino della Chiesa.\u00a0 Non a caso il decreto <em>Ad Gentes <\/em>(5)\u00a0 dir\u00e0 che \u201cquesta missione (della Chiesa) continua e sviluppa nel corso della storia la missione del Cristo stesso\u201d.<\/p>\n<p>Questo legame tra la realt\u00e0 della Chiesa e il suo <em>munus<\/em>, il suo compito missionario, \u00a0\u00a0sar\u00e0 il cuore dell\u2019insegnamento conciliare e render\u00e0 sempre pi\u00f9 manifesto che la Chiesa\u00a0 \u00e8 \u201csacramento, cio\u00e8 segno e strumento dell\u2019intima unione con Dio e dell\u2019unit\u00e0 di tutto il genere umano\u201d.\u00a0 Non \u00e8 qui il caso di discutere se queste indicazioni erano sufficienti per affrontare la situazione del tempo. Quello che si pu\u00f2 vedere \u00e8 che il Concilio passa dalle missioni alla missione e che questo porta in primo piano due \u00a0conseguenze: la centralit\u00e0 della testimonianza e il partenariato delle Chiese sorelle.<\/p>\n<p>Il Concilio abbandona un modello di espansione della cristianit\u00e0, di conquista di nuovi popoli alla fede, un modello di stampo coloniale che pure era stato nobilitato dalla fede e dalla carit\u00e0 di molti missionari che vi avevano innestato temi come la salvezza delle anime, la gloria di Dio, la <em>plantatio Ecclesiae<\/em>, la dignit\u00e0 dei figli di Dio, la luminosit\u00e0 della conversione. La fine dell\u2019eurocentrismo unitamente alla valorizzazione delle culture e delle religioni indigene esigeva cammini diversi; leggendo la storia con occhi nuovi. il Concilio riprender\u00e0 il tema della volont\u00e0 salvifica universale connettendovi la dottrina patristica dei <em>semina Verbi<\/em> \u00a0(i semi della Parola) che motiva cristologicamente\u00a0 la presenza di elementi di santit\u00e0 e verit\u00e0 nelle religioni non cristiane.<\/p>\n<p>Di conseguenza, come mostra il decreto del Concilio Vaticano II \u00a0<em>Nostra<\/em> <em>Aetate<\/em> 2, \u00a0valorizzer\u00e0 gli aspetti positivi delle altre religioni.<\/p>\n<p>Queste indicazioni trascinano con s\u00e9 anche il passaggio dall\u2019impegno\u00a0 delle missioni all\u2019impegno della missione e quindi alla valorizzazione \u00a0delle \u00a0Chiese indigene.\u00a0 Il Concilio prender\u00e0 atto che una Chiesa che abbraccia il mondo pu\u00f2 operare solo sulla base della cooperazione tra i suoi membri; ne ricaver\u00e0 una nuova visione dei rapporti tra Chiese di antica tradizione e giovani Chiese; il partenariato di Chiese sorelle e la loro cooperazione avranno alla base non l\u2019importanza delle Chiese pi\u00f9 ricche e pi\u00f9 colte, ma la responsabilit\u00e0 di tutte le Chiese all\u2019obbedienza al Signore e al Vangelo, la comune responsabilit\u00e0 missionaria.<\/p>\n<p>L\u2019opera dei missionari non viene cancellata, ma diventa decisiva la testimonianza offerta dalla vita e dai credenti delle giovani Chiese. In poche parole, il cristianesimo smetter\u00e0 di essere una religione straniera e occidentale per incarnarsi in Chiese radicate nelle societ\u00e0 di appartenenza chiamate a partecipare al cammino civile dei loro popoli.\u00a0 La secolarizzazione, il dialogo scienza e fede, \u00a0la sfida dell\u2019ateismo, tipici dell\u2019Occidente sviluppato, lasceranno la loro centralit\u00e0 alla questione dei poveri e al dialogo con le altre religioni.<\/p>\n<p>Chiese sorelle non si scambiano solo denaro e persone, ma anche, e soprattutto, preghiere, esperienze di cammini spirituali e pastorali, metodologie di evangelizzazione.<\/p>\n<p>Dalle giovani Chiese abbiamo imparato a rendere viva la pastorale attraverso il metodo delle piccole comunit\u00e0 di base: gruppi che si ritrovano nelle case attorno alla Parola di Dio secondo un programma indicato dal vescovo per tutta la Diocesi e che si aprono ai vicini di casa, a conoscenti ed amici, attivando\u00a0 un confronto molto partecipato tra vita e Vangelo e facendo crescere il desiderio e il bisogno di ritrovarsi tutti la Domenica attorno all\u2019altare dell\u2019Eucaristia.<\/p>\n<p>La missione appare inseparabile da questo scambio di doni tra le Chiese: scambio che la nostra societ\u00e0 indica come pluralismo, ma che, per\u00a0 i credenti,\u00a0 ha una singolare profondit\u00e0 spirituale che apre alla fiducia e alla speranza\u00a0 e si chiama \u201ckoinonia\u201d cio\u00e8 \u201ccomunione\u201d.<\/p>\n<p>Certamente, Dio si serve anche della nostra povert\u00e0 e delle nostre debolezze per farci imparare\u00a0 la strada del Regno.<\/p>\n<p>Il fatto che in Europa gli istituti religiosi soffrano per mancanza di vocazioni locali rende sempre pi\u00f9 facile, sino a considerarla una normalit\u00e0, che le comunit\u00e0 religiose si presentino con persone\u00a0 di colore e di razza diverse, di cultura e di lingua differenti.\u00a0 E questo, sempre pi\u00f9 spesso, non solo a livello di appartenenza comunitaria, ma anche\u00a0 a livello di responsabilit\u00e0 alte.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, la Chiesa si presenta come una comunit\u00e0 composta da persone di razze diverse, che sono come fratelli e sorelle che si rispettano e si amano. Vedendoli, \u00a0molti continueranno a ripetere come agli inizi del cristianesimo: \u201cGuardate come si amano!\u201d\u00a0 e Ges\u00f9 ripeter\u00e0 con pi\u00f9 forza: \u201cVoi siete la luce del mondo\u201d.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 un\u2019altra parola esaltante come questa, n\u00e9 altra parola che come questa impegni, senza limiti di spazio e di tempo, il concreto della nostra vita.<\/p>\n<p>Cos\u00ec la Chiesa\u00a0 illumina una strada destinata all\u2019umanit\u00e0 intera: composta di persone diverse per cultura, razza, tradizione,\u00a0 lingua, religione, \u00a0l\u2019umanit\u00e0 intera \u00e8 chiamata a diventare \u00a0una famiglia di popoli, una famiglia che raccoglie le donne e gli uomini di tutta la terra. Quando questo avviene e nella misura in cui avviene,\u00a0 la comunit\u00e0 cristiana diventa luce del mondo, quasi uno specchio per l\u2019umanit\u00e0 intera: tutti, proprio tutti gli uomini \u2013 al di l\u00e0 delle differenze culturali e religiose \u2013 sono chiamati a vivere nella solidariet\u00e0, nello scambio di beni intellettuali, scientifici, artistici, nell\u2019aiuto a superare eventuali difficolt\u00e0 e ritardi, crescendo tutti verso una umanit\u00e0 pi\u00f9 serena, capace di dire no alla guerra,\u00a0 capace di aiutare i poveri e difendere i deboli, capace di dare una mano dovunque ci sia bisogno di incoraggiamento e sostegno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una strada lunga e difficile, sulla quale non si finisce mai di camminare, per cui ognuno \u00e8 chiamato a fare ogni giorno un altro passo.<\/p>\n<p>Una strada sulla quale la Chiesa, consapevole delle sue responsabilit\u00e0, \u00a0non finir\u00e0 mai di chiedere perdono, mentre il vento dello Spirito \u00a0non cesser\u00e0 mai di gonfiare le sue vele.<\/p>\n<p>Giorgio La Pira, indimenticabile sindaco di Firenze, esclamava: \u201c<em>Ecco l\u2019intiero corso dei secoli \u2013 dal principio alla fine, dal primo all\u2019ultimo \u2013 \u201cattratto\u201d verso Cristo Risorto ed \u201cin cammino\u201d verso di Lui<\/em>\u201d e citava la poesia di Pasternak nel romanzo <em>Il Dr. Zivago<\/em>: \u201c\u2026 e il terzo giorno risorger\u00f2 \/ e come le zattere discendono i fiumi \/ in giudizio, da me, come chiatte in carovana \/ affluiranno i popoli\u201d.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 qui, a tutto tondo, l\u2019umanesimo di Giorgio La Pira, il quale nell\u2019immediato dopoguerra si era gi\u00e0 costruito una gerarchia di valori, anteponendo \u201cl\u2019umanesimo della trascendenza e della grazia\u201d all\u2019 \u201cumanesimo antropologico e terrestre\u201d.<\/p>\n<p>\u00c8 l\u2019umanesimo cristiano, che \u2013 tra profezia e storia \u2013 portava La Pira a tradurre tutto in \u201capostolato\u201d e in \u201cmissione\u201d: fino a dire con certezza, come riassumeva il poeta fiorentino Mario Luzi: \u201cDio c\u2019\u00e8, la Provvidenza esiste, noi abbiamo la fortuna di essere qui\u201d.<\/p>\n<p>Da qui egli traeva quella forza luminosa che nei momenti di buio e di abbandono gli faceva ripetere: \u201cMa Cristo \u00e8 risorto!\u201d, riprendendo sempre il cammino \u201cin spem contra spem\u201d, cio\u00e8 sperando contro ogni speranza.<\/p>\n<p>\u00c8 un\u2019indicazione preziosa per tutti noi, \u201cscelti da Dio fin dall\u2019eternit\u00e0 per essere santi e immacolati al suo cospetto\u201d in quella continua donazione di s\u00e9 che \u00e8 l\u2019amore vero.<\/p>\n<p>\u201cDio c\u2019\u00e8, la Provvidenza esiste, noi abbiamo la fortuna di essere qui\u201d: la fortuna, cio\u00e8 la grazia e l\u2019impegno di fare un altro passo e dare il nostro colpo di remo alla barca della Chiesa e della storia.<\/p>\n<p>Non finiremo mai di ringraziare coloro che con il loro esempio ci hanno spalancato la porta e indicato la strada.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[\/et_pb_tab] [\/et_pb_tabs][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Relazione  \u201cFirenze e Salvador Bahia, due comunit\u00e0 in cammino\u201d svolta dal Card. Piovanelli in occasione del convegno per il 50\u00b0 della presenza della chiesa fiorentina a Salvador Bahia in Brasile<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":13102,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"on","_et_pb_old_content":"<p id=\"yui_3_16_0_ym19_1_1468239273599_7466\" class=\"yiv2239128258MsoNormal\"><span id=\"yui_3_16_0_ym19_1_1468239273599_7470\">Relazione\u00a0 \u201cFirenze e Salvador Bahia, due comunit\u00e0 in cammino\u201d svolta dal Card. Piovanelli i<\/span><span id=\"yui_3_16_0_ym19_1_1468239273599_7471\">n occasione del convegno per il 50\u00b0 della presenza della chiesa fiorentina a Salvador Bahia in Brasile il <\/span>2 dicembre 2015 nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio<\/p><p id=\"yui_3_16_0_ym19_1_1468239273599_7477\" class=\"yiv2239128258MsoNormal\"><span id=\"yui_3_16_0_ym19_1_1468239273599_7476\">Un testo lucido, essenziale che raccoglie riflessioni profondamente maturate e puntuali.<\/span><\/p><p id=\"yui_3_16_0_ym19_1_1468239273599_7478\" class=\"yiv2239128258MsoNormal\"><span id=\"yui_3_16_0_ym19_1_1468239273599_7479\">Un testo che riassumendo i tratti principali della storia della presenza fiorentina a Salvador Bahia, sottolinea le profonde novit\u00e0 che il Concilio aveva portato all\u2019idea di missione e alla sua concretizzazione e riflette sul rapporto tra chiese sorelle e su come la nostra chiesa locale sia chiamata a coinvolgersi in questo senso.<\/span><\/p><p class=\"yiv2239128258MsoNormal\">\u00a0<\/p>","_et_gb_content_width":"","footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-13101","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-formazione","et-has-post-format-content","et_post_format-et-post-format-standard"],"cc_featured_image_caption":{"caption_text":false,"source_text":false,"source_url":false},"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v15.8 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Firenze e Salvador Bahia, due comunit\u00e0 in cammino - Missio Firenze<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"http:\/\/www.missiotoscana.it\/firenze\/2016\/07\/13\/firenze-salvador-bahia-due-comunita-cammino\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Firenze e Salvador Bahia, due comunit\u00e0 in cammino - Missio Firenze\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Relazione \u201cFirenze e Salvador Bahia, due comunit\u00e0 in cammino\u201d svolta dal Card. 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