COSI’ LA CHIESA FIORENTINA HA CELEBRATO I MISSIONARI MARTIRI
“Non abbiate paura”. Con queste parole incoraggianti Gesù si rivolge più volte ai discepoli scelti per la missione e sono proprio queste le parole proposte come slogan per la celebrazione della XXV Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei missionari martiri, svoltasi lo scorso 24 marzo. Per questa occasione la parrocchia di S. Maria a Ricorboli ha accolto la veglia diocesana fiorentina, il parroco don Raffaele Palmisano insieme alla sua comunità hanno condiviso questo momento con calore e partecipazione. Posta di fianco all’altare ci ha accompagnato per tutto il tempo della preghiera l’immagine dell’icona dei “Nuovi Martiri”, immagine affollata di persone, di uomini e di donne che nella storia hanno dato testimonianza della propria fede, fino al sacrificio. Martiri del XX secolo che ci ricordano i martiri dei nostri giorni, 27 nel 2016, testimoni rimasti a fianco dei poveri fino all’ultimo, come le quattro suore Missionarie della Carità uccise nello Yemen, o che vivono la propria fedeltà a Cristo nella sofferenza come le comunità cristiane in Siria. La veglia si è aperta con la breve processione degli evangelizzatori del nostro tempo: una famiglia, un giovane catechista, un missionario ed una religiosa che sono rimasti accanto al celebrante per tutta la veglia quale segno di comunione e condivisione della missione di tutto il popolo di Dio. Come ha ricordato il Vicario, Mons. Giancarlo Corti, l’espressione di Gesù “Non abbiate paura” è un vero e proprio appello a rimanere uniti a Lui, perché è proprio questa appartenenza che non lascia spazio alla paura. Le immagini dei martiri che sono state appese sulla croce di legno hanno fatto riflettere su questa appartenenza, sull’autenticità missionaria di questi fratelli, sulla loro fedeltà al messaggio evangelico, sul significato della persecuzione, sul dono della vita. Dono fecondo e non vano che ci parla del sacrificio di Cristo e della Pasqua che si avvicina, così come ci ha parlato la preghiera corale conclusiva della veglia, poesia di David Maria Turoldo, “…ecco, già nuove son fatte tutte le cose, allora canteremo allora ameremo, allora allora…”
Chiara Maggini
Centro Missionario Diocesano




