In occasione della festa di fine anno missionario, Alessandra Magi ci ha raccontato la sua testimonianza di questi 6 mesi passati a Salvador Bahia.
Condividiamo con tutti voi quanto ha scritto:
Boa noite a todo mundo…visto che sto scrivendo a sera inoltrata!
Sono già a metà del mio Anno Santo a Massaranduba…6 mesi…a volte mi sembra di essere arrivata ieri (ad esempio quando iniziano a parlarmi velocemente, in bahiano stretto, magari durante la messa, sottovoce e dalla panca di dietro…e io non capisco niente…ma faccio finta di aver capito, annuisco e…rido…e chissà poi se c’era da ridere!!!), altre volte mi sento proprio a casa (ad esempio nelle piccole e preziose abitudini quotidiane della nostra atipica “famiglia” soteropolitana o quando aspetto per tempi incalcolabili “o onibus” per andare a Trindade o da Edvania o ancora quando chiacchero, in una lingua strana, con persone che stanno davvero diventando amiche e non solo ci capiamo, ma ci divertiamo anche!). Adesso comincia anche a farsi sentire la mancanza degli affetti italiani e già ho dovuto vivere da lontano gioie, fatiche e dolori di amici e familiari…ed è davvero difficile per chi come me è e vorrebbe sempre esser presente e ha la tendenza a darsi parecchio da fare per risolvere tutte le situazioni…che gran dono Dio mi sta facendo! Soffrendo mi fa toccare che anche il mio mondo può andare avanti senza di me, mi chiede umiltà, di riscoprirmi “manovale”, serva, obbediente, e mi sta regalando la ricchezza della preghiera quotidiana anche per esser vicina e presente in modo diverso a chi amo! Sta ponendo al mio fianco “maestri” che mi educano alla disciplina nella preghiera (impresa ardua con me!) e mi aiutano a vivere l’importanza e la bellezza, per ciascuno di noi, di dedicare spazio e tempo, ogni giorno, per star in ascolto e in dialogo con Dio, unica strada forse per svuotaci di noi stessi ed essere solo strumenti nelle Sue mani. Il primo grazie al Padre allora, è per tutte queste persone che camminano al mio fianco e svolgono con pazienza e generosità anche questo compito: Padre Paolo (che fatica per lui ogni sera recitare con me vespri o compieta addirittura in portoghese! Ma la condivisione e mettere la nostra giornata alla luce della parola del giorno, la facciamo in italiano…non vorrei esser l’unico strumento della sua sanità!), la comunità di Trindade, Edvania, la comunità della Parrocchia di Nossa Senhora da Piedade.
Condivido con voi, una delle preghiere e brani che Dio mi sta regalando per alimentare il mio cammino di fede. È di Mons. Oscar Romero e sicuramente meglio di qualsiasi mia parola riesce ad esprimere come Dio sta lavorando in me e quale è uno dei motivi, ne sono certa, per cui mi ha voluto condurre qua, in questa terra lontana e splendida.
Profeti di un futuro non nostro
Ogni tanto ci aiuta il fare un passo indietro e vedere da lontano.
Il Regno non è solo oltre i nostri sforzi, è anche oltre le nostre
visioni. Nella nostra vita riusciamo a compiere solo una piccola
parte di quella meravigliosa impresa che è l’opera di Dio.
Niente di ciò che noi facciamo è completo.
Che è come dire che il Regno sta più in là di noi stessi.
Nessuna affermazione dice tutto quello che si può dire.
Nessuna preghiera esprime completamente la fede.
Nessun credo porta la perfezione.
Nessuna visita pastorale porta con sé tutte le soluzioni.
Nessun programma compie in pieno la missione della Chiesa.
Nessuna meta né obbiettivo raggiunge la completezza.
Di questo si tratta:
Noi piantiamo semi che un giorno nasceranno.
Noi innaffiamo semi già piantati, sapendo che altri li
custodiranno. Mettiamo le basi di qualcosa che si svilupperà.
Mettiamo il lievito che moltiplicherà le nostre capacità. Non
possiamo fare tutto, però dà un senso di liberazione l’iniziarlo.
Ci dà la forza di fare qualcosa e di farlo bene. Può rimanere
incompleto, però è un inizio, il passo di un cammino.
Una opportunità perché la grazia di Dio entri e faccia il resto.
Può darsi che mai vedremo il suo compimento, ma questa è la
differenza tra il capomastro e il manovale.
Siamo manovali, non capomastri, servitori, non messia.
Noi siamo profeti di un futuro che non ci appartiene.
mons. Oscar Arnulfo Romero
Staccarci dalle nostre sicurezze, idee, mezze o intere verità su come fare le cose, su come organizzare e gestire progetti e pastorali, su come vivere è faticoso…l’incontro, l’accoglienza vera in umiltà, la collaborazione con l’altro, sempre diverso da noi, è difficile, ma ricordiamoci che noi siamo gli accolti, “gli incontrati” da Dio che ci cerca e poi ci prende così come siamo, trasforma i nostri limiti e pesantezze e ne fa strumento d’amore, vive al nostro fianco e ci accompagna, si fida di noi e addirittura ci invia per collaborare al Suo progetto per il mondo! Perché la Trinità è accoglienza, apertura all’altro, incontro, collaborazione, famiglia, comunità. Ecco perché noi possiamo accogliere, incontrare e collaborare con altri, perché Lui è incontro che si apre all’accoglienza tra Padre, Figlio e Spirito Santo, è comunità, famiglia che vive la collaborazione Santa per costruire il Suo regno d’Amore cercandoci, incontrandoci, accogliendoci e collaborando da sempre con ciascuno di noi! Che lo Spirito continui a soffiare sul mondo con forza e tenerezza! Che possiamo sempre esser capaci di non frenarlo e lasciarlo agire anche attraverso i nostri limiti!
Ed ecco il mio secondo grazie quindi, alla Trinità e a Padre Luca che mi ha fatto incontrare la spiritualità trinitaria, perché sto profondamente scoprendo e vivendo che grande ricchezza e pienezza è credere e affidarsi ad un Dio che è trino, è famiglia, è comunità!
Ed infine il mio terzo grazie è per le donne che sto incontrando. Non a caso sto terminando questa mia lettera proprio nel giorno in cui si ricorda la visita di Maria a Elisabetta, un incontro cercato e voluto tra due donne che è sostegno reciproco, lode a Dio, gioia e gratitudine, mirabilmente espressa, per la vita.
Quante donne sto conoscendo che ogni giorno con semplicità nel loro piccolo o grande compito affidatogli da Dio, costruiscono Speranza dove c’è Disperazione, Gioia dove regna Dolore e Tristezza, Perseveranza e Forza quando sono lasciate sole! Perché spesso sono sole qua le donne. Il Brasile davvero, per ciò che io sto vedendo e incontrando, ha come punto di forza la donna, che porta avanti famiglie con figli, nipoti, pronipoti (conosco più di una…TRISNONNA qua a Massaranduba!) spesso senza uomini, che crea e guida progetti politico-sociali, che balla e canta, piange e ride, prega e si fida di Dio!
Edvania, che ha aperto la propria casa a persone che vivono in strada e si prende cura, con fede e semplicità, forza e amore di uomini che arrivano malati, soli, disperati donando una nuova speranza e possibilità di rinascita alla vita; donna Zete, donna Edite (entrambe ultra ottantenni!), donna Josefa, donna Maria, donna Lindaura della Pastoral da saude che ogni martedì con dedizione e amore camminano per le strade di Massaranduba per far vista a malati e persone sole e anziane portando un sorriso, una parola di conforto, compagnia, gioia dove c’è dolore e tristezza; Claudice che dedica con generosità molto del proprio tempo libero alla catechesi, ai giovani e alla pastorale della parrocchia con entusiasmo e perseveranza anche quando…ti prenderebbe lo sconforto se guardassi solo ai risultati!; Vania e Juce, 2 giovani donne, che hanno scelto di offrire la loro vita al servizio della comunità di Trindade “peregrinando” quotidianamente al fianco di chi sta provando a ricostruire la propria vita, offrendo la propria creatività, amore per la natura e per l’uomo, testimonianza come strumenti di “restaurazione”; Annina, Isaltina, Annarosa, Stella le volontarie di Massaranduba che hanno lasciato casa, famiglia e affetti offrendo a Dio la loro vita perché ne facesse strumento d’amore tra i più poveri di Salvador, testimonianza che vivono semplicemente stando accanto, condividendo gioie e dolori, fatiche e piccole grandi vittorie con il popolo di Massaranduba da sempre; Francisca, Irasema, Claudia e tutte le professore (insegnanti e ausiliare) del Beijaflor che amano il proprio lavoro educativo e con generosità, pazienza, entusiasmo e professionalità, ogni giorno si occupano e preoccupano dei 100 e più bambini (belli ma impegnativi ve l’assicuro!) che la scuola accoglie, cercando di offrir loro un’alternativa costruttiva alle relazioni spesso aggressive e “povere” di cui spesso fanno esperienza in casa e nel quartiere; e poi Durvalinda, Marinalva, Norma donne che sono uscite dalla vita in strada e con forza si stanno dando un’altra opportunità, costruendo giorno dopo giorno, camminando passo dopo passo…e di tante altre donne che Dio mi dona la grazia d’incontrare e condividere qualche passo del mio andare potrei raccontarvi, ma voglio invece concludere chiedendo la Benedizione di Dio su tutte le donne e uomini che, in Brasile come in Italia e nel resto del mondo, vivono con semplicità e costanza, fatica e gioia, l’essere al servizio dei fratelli e sorelle che Dio pone sulla loro strada, con le parole con cui la gente di qua spesso ti saluta: “Dio ti accompagni”!…Benedizione che chiaramente estendo a tutti voi…anche perché siete tra quelle donne e uomini sopra citate!
Un abbraccio grande e caldo, boa tarde (perché ora è primo pomeriggio!)
Alessandra.



