L’ “affare” missionario è un affare di tutte le chiese, di ogni comunità cristiana. Ed essere fidei donum è motivo di grande gioia per la chiesa che invia, perché può vedere i segni della presenza di Dio, può sentire la sua voce e così può lasciarsi ancora una volta coinvolgere nella sua relazione d’amore con l’umanità.

Questo articolo è stato pubblicato su: Popoli e Missione On Line. Noi vi proponiamo alcuni estratti.

Essere fidei donum è come essere orecchio, occhio e cuore della chiesa. L’ascolto del grido degli uomini e delle donne di oggi; la percezione delle loro situazioni e necessità, delle loro istanze e preoccupazioni, delle loro esperienze e progetti dentro una situazione storica, sociale e culturale differente, ci aiuta e ci insegna a riconoscere il terreno dove il vangelo sta crescendo e dando i suoi frutti, vedendoci, così, collaboratori del disegno di Dio suscitato dallo Spirito.

E con grande gioia riconosciamo che l’esperienza ‘fidei donum’, da più di cinquant’anni,  è diventata proposta viva e concreta della chiesa italiana. Una proposta dalle molteplici sfaccettature, modellata conforme i periodi storici e arricchita dalle variegate personalità di preti e laici partiti per la missione.

Oggi i presbiteri fidei donum sparsi nel mondo sono circa 400. Mentre i laici e le laiche fidei donum inviati in missione sono 300. Tutte presenze preziose nel cammino dell’evangelizzazione.

La nostra vuole essere solo una WEB Rassegna Missionaria e ci limitiamo alla pubblicazione di alcuni estratti. Il lavoro vero, fatto dagli autori dell’articolo, è giusto leggerlo sul sito per il quale è stato scritto: Popoli e Missione On Line