Ogni due giorni appare un nuovo miliardario e l’1% della popolazione più ricca si è intascato l’82% della ricchezza prodotta in un anno. Mentre 789 milioni di persone sono in “povertà estrema”. Il rapporto “Ricompensare il lavoro, non la ricchezza” denuncia la disuguaglianza nel mondo. Italia compresa.

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In estrema sintesi, è questo che sta accadendo nel mondo. Dove ogni due giorni appare un nuovo miliardario. E dove, allo stesso tempo, 789 milioni di persone si trovano in “povertà estrema”. Dove l’1% più ricco della popolazione si è accaparrato in un anno l’82% dell’incremento della ricchezza netta, contro i 3,7 miliardi di persone più povere, a cui non è arrivato neppure un centesimo (dati marzo 2016-marzo 2017).

Miliardari sempre più ricchi. E sempre più uomini

Tanti numeri, che suonano come pugni in faccia alla decenza. «In base ai nuovi dati forniti da Credit Suisse, attualmente 42 persone possiedono la stessa ricchezza dei 3,7 miliardi di persone meno abbienti», si legge nel documento di Oxfam International.

Ricchezza frutto di eredità, monopolio, clientelismo

Stando a questa ricerca, gran parte della ricchezza non è la ricompensa di un duro lavoro. Circa due terzi dei patrimoni dei miliardari, infatti, sarebbero frutto di eredità, monopolio e clientelismo.

Quando il lavoro porta povertà e schiavitù

Il lavoro spesso non salva dalla povertà e dalla miseria, anzi. Secondo stime dell’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo), infatti, nei Paesi emergenti e in quelli in via di sviluppo «quasi un lavoratore su tre vive in condizioni di povertà».

E la situazione in Italia

L’ong sottolinea che «la quota di ricchezza dell’1% più ricco degli italiani superava di 240 volte quella detenuta complessivamente dal 20% più povero della popolazione».

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