A 24 anni si preparava a entrare tra le suore della Sacra Famiglia. È morta domenica mentre cercava di proteggere una ragazzina dalle pallottole dei militari di Joseph Kabila. Il cardinale Laurent Monsengwo Pasinya: «Vogliamo che regni la forza della legge e non la legge della forza»

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Come racconta il sito La Croix Afrique, Thérèse Deshade Kapangala si trovava a Messa nella parrocchia di San Francesco di Sales a Kintambo, una località a nord-ovest di Kinshasa. Al termine della Messa – presieduta da padre Joseph Musubao, zio della ragazza, un gruppo di laici ha provato a dare vita a una marcia di protesta contro l’ostinazione del presidente Joseph Kabila che – a mandato scaduto e nonostante i tentativi di mediazione della Chiesa – si ostina non voler lasciare il potere. Appena usciti dalla chiesa hanno trovato l’esercito ad attenderli che ha iniziato a sparare. Non è bastato neanche tornare a cercare rifugio dentro la chiesa: gli spari cono continuati comunque e hanno colpito proprio Thérèse, mentre cercava di proteggere una ragazzina.

 

Su queste nuove violenze è intervenuto con forza in queste ore il cardinale Laurent Monsengwo Pasinya, arcivescovo di Kinshasa: «Noi contiamo nuovamente i nostri morti, i feriti, i sacerdoti e i laici arrestati, i furti, quando invece il capo della polizia aveva ricevuto l’ordine di rispettare i diritti umani e di evitare spargimento di sangue, così non è stato», ha denunciato in una dichiarazione alla stampa. «Siamo diventati una prigione a cielo aperto? Come è possibile uccidere uomini, donne, bambini e persone anziane che recitano cantici religiosi stringendo in mano la Bibbia, il crocifisso, il rosario?».

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