Cammino Formativo

Parola di Dio e vita: Lettura popolare della Bibbia

Come in America latina si ascolta la Parola di Dio e si confronta con la vita

Suor Tea Frigerio

Missionaria Saveriana

L’intervento di Suor Tea Frigerio nell’ambito del Cammino Formativo di Missio Toscana dal tema: “Parola di Dio e vita: Lettura popolare della Bibbia

Introduzione

Desidero iniziare questa nostra conversazione con un pensiero di Sant’Agostino, che medito costantemente e che uso spesso negli incontri di formazione biblica in Brasile. Non lo cito alla lettera ma ne traduco il senso: “Dio ha scritto due libri: il primo libro è la Creazione; ma l’umanità, col peccato, lo ha strappato e reso illeggibile. Allora Dio ha scritto un secondo libro affinché l’umanità potesse leggere di nuovo e interpretare il primo libro”.

A questo punto in genere faccio alcune domande tipo:

  • Quali sono questi due libri?
  • Quale dei due è più importante?
  • Allora dove incontriamo la parola di Dio?

La Parola di Dio l’incontriamo nella vita, nella bibbia sono contenute alcune Prole di Dio.

Mi è stato chiesto di condividere con voi come si legge la Bibbia in Brasile. Vi sono molti modi, ma qui non abbiamo la possibilità di parlarne, mi limito allora a condividere con voi il Metodo della Lettura popolare della Bibbia che noi del CEBI e elle CEBs adottiamo (CEBI – Centro Studi Biblici – è un’entità fondata nel 1977 per articolare, approfondire, divulgare e legittimare la lettura biblica che il popolo fa nelle proprie comunità. L’obiettivo del CEBI è promuovere una lettura liberatrice della Bibbia a servizio della pastorale popolare delle chiese cristiane. Il termine CEBs si è consolidato soprattutto nell’ambiente cattolico per designare le comunità che, nel loro cammino pastorale fra i più poveri coniugano vita e fede, in altre parole hanno una preoccupazione maggiore di vincolare alla loro spiritualità la dimensione socio-trasformatrice della fede cristiana).

Lc 24,13-35: Un’icona

Il testo di Luca dei Discepoli di Emmaus è per noi un’icona ispiratrice, perciò lasciamoci ispirare anche oggi.

È chiaro che questa pagina è una composizione ell’evangelista, il quale vuole lasciare un messaggio alla sua comunità e a noi a partire dalla memoria di Gesù. Il messaggio potrebbe essere: quale cammino percorrere per scoprire Gesù risorto e annunciarlo.

Luca e la sua comunità

La comunità di Luca (intorno agli anni 85) torna alla memoria di Gesù (anni 30-33) per dare risposta all’interrogativo: come essere fedeli alla sua proposta di vita?

Ricordiamo che le comunità di Luca sono formate da cristiani della seconda generazione e situate nel mondo greco-romano.

Per Luca è importante il cammino

    • Cammino di Maria Lc 1,39ss
    • Cammino di Gesù Lc 7,11ss
    • Cammino del Samaritano Lc 10,25ss
    • Cammino dei Discepoli Lc 24,13ss
    • Cammino della Comunità di Luca 
    • Cammino della Comunità nel tempo

Il Cammino deve condurre alla casa

Il testo

Avviciniamoci al testo lasciandolo parlare:

    • Facciamo una lettura personale
    • Dividiamo il testo in piccole unità
    • Diamo ad ogni unità un titolo
    • Quali passi Luca fa fare a Gesù nel suo incontro con i discepoli?
    • Condividiamo
    • Approfondiamo

Ed ecco, in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, 14e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. 15Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. 16Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo.17Ed egli disse loro: “Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?”. Si fermarono, col volto triste; 18uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: “Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?”.19Domandò loro: “Che cosa?”. Gli risposero: “Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; 20come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. 21Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. 22Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba 23e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. 24Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto”. 25Disse loro: “Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! 26Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?”. 27E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.
28Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. 29Ma essi insistettero: “Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto”. Egli entrò per rimanere con loro. 30Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. 31Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. 32Ed essi dissero l’un l’altro: “Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?”. 33Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, 34i quali dicevano: “Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!”. 35Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

Possiamo dividere il testo così:

  • Vv 13-14: cammino – avvicinarsi – situazione di vita
  • Vv 15-24: narrazione della vita
  • Vv 25-27: critica – confronto con la Bibbia
  • Vv 28-32: casa – comunità
  • Vv 33-35: annuncio – proclamazione – articolazione

I passi che Luca fa compiere a Gesù li possiamo riassumere così:

1° passo: la vita. È la strada dove sono i piedi

Partire dalla realtà: Gesù incontra i due amici (coppia di sposi? Gv 19,25ss) in situazione di paura e dispersione, di sfiducia e disperazione.

2° passo: la vita. È un momento critico, è necessario che qualcuno aiuti a leggerlo superando la situazione di sconforto.

Le forze di morte, la croce, avevano ucciso ogni speranza.  Gesù si avvicina e cammina con loro e li interroga. L’ideologia dominante impediva di vedere e avere una coscienza critica: Speravamo che fosse lui il liberatore! 

Questi primi due passi, che possono essere riassunti in uno, chiedono di avvicinarsi alle persone, ascoltare la loro realtà e il loro problema; essere capaci di fare le domande che aiutano a guardare la realtà con occhio critico.

3° passo: la lettura della Bibbia. È memoria, tradizione, storia che aiuta il confronto e che aiuta a leggere e interpretare la vita. 

Gesù non usa la Bibbia per fare una lezione ma per illuminare la vita e i problemi che fanno soffrire e così chiarisce la situazione che stanno vivendo. Con l’aiuto della Bibbia illuminare la situazione e trasformare la croce, segno di morte, in segno di vita e speranza. Ciò che impediva di vedere diventa luce e forza nel cammino.

4° passo: la comunità nella condivisione. Accogliere in casa lo straniero, il diverso e condividere. 

La Bibbia da sola non apre gli occhi, ma fa ardere il cuore. Ciò che apre gli occhi e fa avvertire la presenza di Gesù è lo spezzare il pane, il gesto comunitario della condivisione, la celebrazione. Nel momento che è riconosciuto sparisce. Fanno esperienza della risurrezione, il cammino rinasce come per forza propria. Saper creare un ambiente orante e di fede e fraternità dove lo Spirito possa operare e aiutarci a comprendere ciò che Gesù ha detto e fatto. In questo ha potuto recuperare la sua tradizione, cioè bere l’acqua del proprio pozzo.

5° passo: riarticolarsi con la comunità. Ritorno alla comunità per annunciare nella città di  morte che Gesù è Risorto.

Il risultato è risorgere e tornare a Gerusalemme. Risuscitano, creano coraggio e tornano a Gerusalemme dove continuano ad essere attive le forze di morte che hanno ucciso Gesù, ma dove ora si manifestano le forze di vita nella condivisione dell’esperienza di risurrezione. Coraggio al posto della paura. Ritorno al posto della fuga. Fede che vince la sfiducia. Speranza che sconfigge la disperazione. Coscienza critica invece del fatalismo di fronte al potere. Libertà invece che oppressione. In una parola: vita invece della morte! Invece della cattiva notizia della morte di Gesù, la Buona Notizia della sua Risurrezione.

Il risultato della lettura della Bibbia deve essere questo: sperimentare la presenza viva di Gesù e del suo Spirito presente in mezzo a noi. È Lui che apre gli occhi sulla Bibbia e sulla Realtà e porta a condividere l’esperienza di risurrezione, come fino ad oggi avviene negli incontri comunitari.

È una pedagogia, è un cammino per leggere la Bibbia. Questo testo ci presenta due immagini: il Cammino, dove la parola fa ardere il cuore e la Casa, dove si condivide il pane e si aprono gli occhi.

La lettura della Bibbia è un cammino che deve condurre alla casa. Nel cammino il cuore arde, ma è nella casa che si riconosce il Risorto, nell’accogliere lo straniero e nello spezzare il pane.

Il testo ci propone un cammino per incontrare Gesù Risorto. È necessario partire dalla vita, chiederci qual è la nostra situazione: scoraggiamento, occhi chiusi… Per liberarci a tutti i livelli, materiale e spirituale, dobbiamo saper guardare fino in fondo nella nostra vita.

Come fare? Avvicinarci, ascoltare, condividere, superare le barriere. Lo straniero si rivelerà “noi”. La condizione perché la comunità si riunisca è aver percorso questo cammino. La Bibbia diventa il momento critico della comunità perché si guarda la vita fino in fondo.

Rivalutare l’Eucaristia in rapporto alla vita. Celebrare l’Eucaristia con lo “straniero”, il “differente”che ci propone la condivisione.

Abbiamo allora questo schema:

 

 

La dinamica interna del processo di interpretazione

Nella lettura che le Comunità fanno della Bibbia, nonostante le differenze proprie di ogni paese e regione, c’è un metodo le cui caratteristiche sono comuni a tutti. Il metodo è molto di più che solo tecniche e dinamiche: è un atteggiamento che si assume di fronte alla Bibbia e di fronte alla vita. Il metodo dei poveri è caratterizzato da questi tre criteri:

  • I poveri portano con sé, dentro la bibbia, i problemi della vita. Leggono la Bibbia a partire dalle loro lotte, dai loro problemi, dalle loro condizioni di vita, dalla Realtà.
  • La lettura è fatta nella Comunità. È, prima di tutto, una lettura comunitaria, una pratica orante, un atto di fede.
  • Essi fanno una lettura obbediente: rispettano il Testo e si mettono in ascolto di quanto Dio dice, disposti a cambiare se Lui lo esige.

Questi tre criteri, Testo, Comunità, Realtà si articolano fra di loro con l’obiettivo di Ascoltare Dio oggi. Essi attualizzano, a loro modo, il testo dei discepoli di Emmaus. Sono tre aspetti o tappe dello stesso atteggiamento interpretativo di fronte alla Bibbia Fra i tre esiste una dinamica interna che segna il processo dell’interpretazione popolare: conoscere la Bibbia porta a convivere in comunità; convivere in comunità porta a servire il popolo; servire il popolo, a sua volta, porta a desiderare una conoscenza più approfondita del contesto d’origine della Bibbia, e così via. È una dinamica che non termina mai. I tre aspetti, testo, comunità, realtà: l’uno nasce dall’altro, suppone l’altro e porta all’altro.

 

Non importa a partire da quale dei tre aspetti si comincia il processo di interpretazione. Questo dipende dalla situazione, dalla storia, dalla cultura e dagli interessi della comunità o del gruppo. Quello che è importante è percepire che un aspetto resta incompleto senza gli altri.

Generalmente in ogni comunità ci sono persone che si identificano con uno di questi aspetti:

a) persone che vogliono conoscere la Bibbia e che si interessano maggiormente dello studio;

b) persone che insistono maggiormente sulla Comunità e per le sue funzioni interne;

c) persone più impegnate a trasformare la Realtà, servendo il popolo nella politica e nei movimenti popolari.

Tutto questo provoca tensioni tra i vari gruppi. Queste tensioni sono salutari e feconde. In altre parole, le tensioni aiutano a creare un equilibrio che favorisce l’interpretazione biblica, impedendole di diventare unilaterale.

Alle volte le tensioni sono negative e possono portare ognuno dei tre aspetti a chiudersi su se stesso e escludere l’altro. L’itinerario dell’interpretazione popolare, molte volte, è teso e conflittuale, portando in se stesso il pericolo di chiusure e ritardi.

  1. Tutti i movimenti pastorali usano la Bibbia e ad essa si appoggiano. In alcuni luoghi i movimenti fanno una lettura fondamentalista, rifiutano l’apertura alla realtà, si ripiegano sulla lettera della Bibbia. Diventano i gruppi più conservatori della parrocchia. Anche gli esegeti corrono il rischio di chiudersi, mettendosi così al servizio delle forze conservatrici dell’oppressione.
  2. Molti si chiudono nell’aspetto Comunitario, mistico, carismatico, rifiutano l’apertura al sociale e al politico. A volte hanno una pratica assistenzialista. La sottolineatura di questi aspetti porta lascia le coscienze tranquille e non scomoda il sistema in cui viviamo.
  3. Esiste anche la chiusura dall’altra parte, anche se meno frequentemente. Una comunità raggiunge in alto grado di coscientizzazione e impegno politico e comincia a dare meno importanza alla vita comunitaria, alle celebrazioni, alla devozione personale.
  4.     Anche se comprensibili, tali chiusure sono tragiche perché nessuno dei tre gruppi acquista senso da solo. Per superare il pericolo è importante un ambiente di dialogo. Quando la parola dell’uomo circola con libertà e senza censura, la parola di Dio genera libertà.

Novità dell’interpretazione popolare

Nell’interpretazione popolare che i poveri fanno della Bibbia c’è una grande novità per la vita delle Chiese. Novità antica, che viene da lontano e riprende valori di base della Tradizione comune!

  1. L’obiettivo non è ricercare informazioni  sul passato, ma illuminare il presente alla luce della presenza del Dio-con-noi, Dio Liberatore e interpretare la vita con l’aiuto della Bibbia.
  2. Il soggetto dell’interpretazione non è più l’esegeta. Interpretare è un’attività comunitaria alla quale tutti partecipano, ognuno a suo modo e secondo le sue capacità, incluso l’esegeta che ha un ruolo speciale. Questo esige un’appartenenza effettiva ed affettiva della comunità che ci fa accettare il senso comune. Constatiamo che i cambiamenti hanno provocato una crisi generale, ma la lettura popolare non è in crisi perché il soggetto non è l’esegeta ma la comunità ecclesiale di base.
  3. IL luogo sociale dove si fa l’interpretazione della Bibbia è quello dei poveri, degli esclusi e dei marginalizzati.
  4. La lettura che mette in relazione la Bibbia con la vita è ecumenica e liberatrice. Non vuole affermare che cattolici e protestanti discutono le divergenze per arrivare a una conclusione comune. Questo può essere una conseguenza. Ciò che abbiamo di più ecumenico è la vita. In America Latina la vita di gran parte della popolazione corre pericolo, perché già non è vita. Lettura ecumenica è interpretare la Bibbia in difesa della vita e non delle istituzioni e confessioni.
  5. Qui appare la caratteristica propria dell’esegesi popolare. Da noi il problema maggiore non è la fede che corre pericolo a causa della secolarizzazione, come in Europa. Ma è la vita che corre serio pericolo di essere eliminata e disumanizzata da un sistema economico ingiusto ed escludente. E, ciò che è peggio, la stessa Bibbia corre il pericolo di essere usata per legittimare questa situazione in nome di Dio. Già in passato la Bibbia fu usata per legittimare la conquista delle Americhe, la politica dell’Apartheid, le dittature militari e la repressione.
  6. Il metodo e la dinamica, usate dai poveri sono molto semplici. Non usano un linguaggio intellettuale, fatto di argomenti e raziocinio. Come nella Bibbia, preferiscono la loro maniera di raccontare fatti e usare comparazioni. Il linguaggio popolare funziona per associazione di idee. La loro prima preoccupazione non è far sapere ma far scoprire.
  7. Appaiono con maggior chiarezza la funzione e i limiti della Bibbia. I limiti sono questi: la Bibbia non è fine a se stessa, ma è a servizio dell’interpretazione della vita. Da sola non funzione, non riesce ad aprire gli occhi; è la condivisione del pane che fa aprire gli occhi. La Bibbia deve essere interpretata in un processo più ampio, che considera la comunità e la vita. È come il cuore: strapparlo dal corpo della comunità e della vita del popolo, muore.

Un po’ di storia

È una storia che viene da lontano. Indichiamo tre fattori che hanno condotto all’attuale congiuntura, il quarto c’è, ma non si può controllare.

  • Un nuovo modo di intendere la rivelazione di Dio e la Bibbia. I grandi cambiamenti dei secc. XIX e XX portarono i cristiani delle varie Chiese a guardare la realtà e la Bibbia con occhi diversi. In Germania, l’esperienza della trincea nella guerra 1915-18, vissuta da R. Bultmann come cappellano militare, lo portò ad un approccio biblico che influenzò l’esegesi biblica del XX secolo. In Belgio, la crisi fra le due guerre e il convivio con gli operai portarono il prete operaio J. Cardijin a creare il metodo usato nei vari circoli dell’Azione Cattolica: Vedere – Giudicare – Agire. Questo metodo ha influenzato i movimenti di rinnovamento ecclesiale cattolico in Brasile negli anni Cinquanta e Sessanta, soprattutto nelle organizzazioni dell’AC. Questo ha provocato un cambiamento nel modo di cercare la volontà di Dio e ha aperto ad un atteggiamento più ecumenico e meno confessionale. Negli Stati Uniti, l’impegno politico di N. K. Gottwald nella lotta contro la guerra in Vietnam ebbe un’influenza profonda nel suo modo di rileggere e interpretare le origini e la formazione del Popolo di Dio. I suoi scritti, soprattutto il libro Le tribù di IHWH, ebbero una grande influenza negli studiosi del Brasile, soprattutto nell’interpretazione dell’Esodo. In America Latina, negli anni Sessanta e Settanta, l’impegno politico di molti cristiani influì e continua a influire sul modo di leggere e interpretare la Bibbia. La disumanità delle dittature militari, alcune con l’appoggio velato delle autorità ecclesiastiche in nome di una cosiddetta tradizione cristiana, ha risvegliato le persone più coscienti ad una lettura nuova della Bibbia. Lettura più liberatrice, ecumenica, impedendo che la Parola di Dio fosse manipolata per legittimare l’oppressione e lo sfruttamento del popolo.
  • Il rinnovamento delle Chiese porta a un interesse rinnovato per la Bibbia. In seguito al terremoto delle due grandi guerre 1914-18 e 1939-45, la maggioranza delle Chiese entrò in un processo di conversione e cambiamenti. Le circostanze in cui si trovava l’umanità richiedevano una rilettura della fede e dell’esperienza di Dio. La trasformazione avvenne in modi diversi sia nelle Chiese che nei diversi Paesi. Nella Chiesa cattolica del Brasile, per esempio, il documento Dei Verbum del Vaticano II, le conferenze episcopali di Medellin e di Puebla consacrano un nuovo modo di vedere la rivelazione di Dio nella storia. Dal Vaticano II in poi è cresciuto nel popolo cattolico l’interesse per la Bibbia. Attraverso vari canali la Bibbia è arrivata nelle mani del popolo; ne citiamo alcuni: 1. IL rinnovamento liturgico; 2. Il lavoro pioniere del biblista Josè Pedreira de Castro, OFM, che si esprime nella traduzione e diffusione della Bibbia Ave Maria; 3. Il lavoro delle LEB che stimolò la traduzione della Bibbia dai testi originali (Loyola), le settimane bibliche; 4. L’entrata in Brasile delle missioni evangeliche che ha spronato la Chiesa cattolica a risvegliare nei suoi fedeli l’interesse biblico.
  • La situazione del popolo, il golpe militare, la nascita dei circoli biblici. La situazione di abbandono nel popolo (ancora attuale) provocò un lavoro di coscientizzazione politica per arrivare a un cambiamento. In questo lavoro fu molto attiva l’AC. Il colpo di stato militare del 1964 fece comprendere che era un cammino lungo e difficile e che doveva essere capillare, rispettando la religiosità popolare. Così, dalla metà degli anni Sessanta cominciò un lavoro di base rinnovato che fece nascere le Comunità ecclesiali di base. Nella situazione di controllo ideologico e di persecuzione sorsero le CEBs come spazio di articolazione dell’opposizione perché non si poteva lavorare con libertà. Molte furono le vittime della repressione; ricordiamo dom Helder Câmara. Dom Pedro Casaldaliga, p. Henrique, Santos Dias, Margarida Alves… La necessità di un lavoro più rispettoso e capillare fece nascere i Circoli biblici. Il metodo si avvaleva dell’esperienza dell’AC, con il suo metodo del Vedere – Giudicare – Agire e degli insegnamenti di Paulo Freire, attraverso la Pedagogia dell’oppresso. Il modo di leggere la Bibbia nelle comunità ecclesiali di Base imitava da vicino il metodo suggerito dal Vangelo di Luca nella narrazione dei discepoli di Emmaus, come abbiamo visto sopra.
  • L’azione dello Spirito Santo. Sono questi tre fattori che aiutano a capire la situazione attuale. Come abbiamo detto, c’è un quarto fattore, il più importante di tutti, che non può essere soggetto a una verifica, ma agisce attraverso tutti gli altri fattori: è l’azione dello Spirito Santo, che non è mai stato colto sul fatto, ma che, invisibilmente, agisce in questo cammino e lo conduce.

Così, dagli Sessanta e Settanta il popolo cominciò a leggere la Bibbia. I circoli biblici in pochi anni si diffusero in tutto il Brasile, segno che rispondevano a un bisogno reale. Nessuno sa quanti siano attualmente. Solo lo Spirito Santo ne conosce il numero. Essi sono stato e continuano ad essere le radici di un nuovo modo di essere Chiesa.

Un esempio di lettura popolare in gruppo

È molto importante prepararsi precedentemente

  • Scegliere il testo
  • preparare le domande riguardanti il testo e la sua attualizzazione
  • l’approfondimento successivo

Prendiamo, per esempio, il testo di Luca 10,25-37

  1. Leggere il testo insieme o personalmente
  2. Interagire con domande, in gruppo o a gruppi più piccoli
  3. Far notare che il dottore della legge usa un termine legato a un concetto economico: avere, ereditare la vita eterna.
  4. Il dottore della Legge conosce la legge ma…
  5. Gesù racconta una parabola dove ci sono dei personaggi:
    • l’uomo attaccato dai briganti / chi è quest’uomo oggi, chi sono i briganti?
    • il sacerdote: perché non si ferma / in chi possiamo identificarlo?
    • il levita: perché non si ferma / in chi possiamo identificarlo oggi?
    • il samaritano: cosa lo muove / quali gesti fa / chi è oggi?
    • cosa chiede Gesù? La sua domanda è differente da quella dello scriba? In cosa cambia?
  6. Gli occhi, le orecchie sono la porta di entrata della sofferenza altrui; possiamo farla entrare o chiuderla fuori; se lasciano entrare Gesù nasce la compassione e ci facciamo prossimo
  7. Il testo per dire compassione usa un vocabolo che afferma che le viscere si torcono, come quando la donna sta per partorire. Gesù sente questo. È la misericordia.
  8. Il samaritano è l’icona dello stesso JHWH che vede, ascolta conosce e scende, si fa prossimo per liberare il popolo dalla schiavitù (Es 3); è il cammino seguito da Gesù che si è avvicinato all’umanità per salvarla; deve essere anche il nostro cammino.
  9. È importante lasciar parlare stando attenti a non divagare, saper riportare sul discorso e stimolare.
  10. Alla fine cercare insieme di costruire il metodo usato, come detto sopra.

Ogni incontro biblico si apre con un momento di preghiera (invocazione allo Spirito) e si può chiudere con la recita del Padre Nostro.

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