Nella Repubblica Centrafricana, da anni in balia di una guerra spietata tra milizie armate (Seleka e anti-balaka), violenza, abusi e morte sono ancora all’ordine del giorno. L’ultimo dei fatti di cronaca risale alla notte tra l’8 e il 9 aprile, quando un campo base della Minusca (Caschi Blu delle Nazioni Unite) è stato attaccato a Bangui. Un soldato senegalese ha perso la vita.

Questo articolo è stato pubblicato su: Popoli e Missione On Line. Qui vi proponiamo solo alcuni estratti.

Ma la realtà è che la popolazione non si sente al sicuro neanche sotto protezione Onu. La fiducia verso i Caschi Blu è ai minimi storici.

A raccontarcelo al telefono da Berberati, nord-est del Paese, è suor Elvira Tutolo, dell’ordine della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret.

La settimana scorsa un soldato dei Caschi blu è stato avvistato da un ragazzino mentre portava armi con ogni probabilità ad un gruppo ribelle degli ex Seleka – spiega la missionaria a Popoli e Missione on-line – Molti di questi giovani del contingente Onu che dovrebbero proteggere la popolazione, poiché ancora non è stato rimesso in sesto l’ esercito, non lo fanno, sono dei mercenari

I soldati di entrambi i gruppi sono davvero piccoli: i bambini-soldato vanno dagli 8-9 anni fino ai 17». Un altro fenomeno aberrante è quello di intere famiglie che gravitano nei gruppi armati: «sono combattenti delle milizie, anche molto giovani, che si accoppiano con ragazzine e fanno figli. Alcuni di loro, non tutti, rimangono insieme e così nelle milizie aumenta il numero delle famiglie-soldato».

Il progetto missionario di suor Elvira ha salvato la vita a tanti ragazzini sottratti alle milizie armate: la casa-famiglia Kizito di Berberati, per gli ex bambini-soldato e ragazzi di strada (attualmente 130 ospiti). La casa non è un orfanotrofio ed è gestita da coppie di genitori che “adottano” i bambini.

Noi missionari siamo riusciti in un certo senso ad ottenere la fiducia dei capi degli anti-balaka…

La nostra vuole essere solo una WEB Rassegna Missionaria e ci limitiamo alla pubblicazione di alcuni estratti. Il lavoro vero, fatto dagli autori dell’articolo, è giusto leggerlo sul sito per il quale è stato scritto:Popoli e Missione On Line.