Papa Francesco , nel suo intervento alla Conferenza episcopale italiana del 16 maggio 2016, riassume con grande efficacia la caratteristica di fondo della nostra società all’inizio del Terzo millennio:

In un mondo in cui ciascuno si pensa come misura di tutto, non c’è più posto per il fratello”.

Se io sono bastante a me stesso, se sono autosufficiente, se sono al centro del mondo… non c’è posto per l’altro, vicino o lontano che sia; per l’altro c’è posto solo se fa parte del mio gruppo. Non c’è posto nemmeno per l’Altro, se non costruito a mia misura. Non c’è posto per la natura, per la Terra come casa comune. É da questa visione dell’uomo e del mondo, frutto del modello consumistico del capitalismo, che hanno origini tutti i nostri problemi: la Terza guerra mondiale a pezzi, altra felice definizione di papa Francesco, risorgenti fenomeni razzisti e nazifascisti, il fondamentalismo religioso, non solo dell’Islam ma anche di altre religioni, compresa la nostra, la crisi ambientale che sta distruggendo la nostra Terra…

Ma io non sono bastante a me stesso e se mi isolo dall’altro…

Non solo ma questa idea è profondamente sbagliata e fonte di infelicità e di non realizzazione anche a livello personale: è vero che io sono unico come persona, è giusto recuperare la dimensione personale, ma io non sono bastante a me stesso e se mi isolo dall’altro, dal creato, non mi comprendo, sono nel fallimento più totale.

Non ci possiamo rassegnare a questa visione dell’uomo e del mondo, che è profondamente anticristiana, che è profondamente contraria allo spirito di tutte le religioni che non siano sette. Noi cristiani siamo invitati a reagire proponendo non “principi non negoziabili”, che impediscono la crescita di una sana laicità dello Stato, indispensabile per opporsi e far tramontare i fondamentalismi religiosi, ma proponendo valori di fondo per un mondo nuovo, da vivere come persone e come comunità, come Chiesa. Proponendoli a tutti gli uomini di buona volontà, per costruire una prospettiva di pace fra le diversità umane e fra l’umanità e la nostra Casa comune.

La centralità della famiglia umana e della nostra Casa comune che è la Terra

E questi valori esistenziali sono quelli che ci ha rivelato il Signore: Dio è Padre e Madre di un amore sconfinato, compassionevole per tutta l’umanità e per tutto il creato. Noi siamo chiamati a scoprirci figli prediletti di un unico Padre, e quindi fratelli.

E questi valori vanno ricercati continuamente, vissuti come essenza della nostra vita, proposti a chi abbiamo vicino, fra noi, nelle nostre città e paesi, e a chi abbiamo lontano. É la scoperta della bellezza e della gioia che ci dona il condividere, il camminare insieme; è la scoperta delle potenzialità positive della globalizzazione, ricercata, voluta e imposta dall’Occidente e che ha portato non solo alla globalizzazione dei commerci ma anche alla circolazione dei popoli.

All’inizio del Terzo millennio siamo chiamati a camminare insieme per superare la centralità della finanza e riscoprire la centralità della famiglia umana e della nostra Casa comune che è la Terra.

Carlo Prezzolini