Attraversare come un Viaggio il 2017

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Dalla riflessione di Emma Gremmo durante la Celebrazione del 1 gennaio 2016, nella Parrocchia del Cotone, a Piombino (LI), uno stimolo a vivere un anno di viaggio aperto alla scoperta del volto di Dio, sempre uguale e sempre così diverso, alla comprensione sempre maggiore del viaggio di Dio verso noi e con noi, al coraggio di fare scelte coerenti.

Quali luci ci dona il Vangelo di Luca al Cap. 2 vv.16-21 per illuminare il viaggio del 2017? Il Vangelo ci presenta tre viaggi: il viaggio di Dio verso noi umanità, il viaggio dei pastori, il viaggio di Maria e Giuseppe, da accogliere, meditare e con cui confrontarsi vitalmente in questo tempo che ci è dato.

Il Viaggio di Dio

Questo viaggio di Dio è tutta una storia d’amore con noi umanità che è contenuta nella Bibbia ed è il viaggio più importante, quello che motiva poi il viaggio dei pastori, di Maria e Giuseppe e anche il nostro in questo anno. Il Natale ci racconta il viaggio di un Dio che scende, che si fa uno di noi, compagno di viaggio. Eccolo qui, come dice papa Francesco con una delle sue frasi folgoranti, “non Dio immensamente onnipotente, ma Dio assolutamente prossimo”. Dio che non trasforma la nostra vita in una fabbrica di miracoli, ma in una perenne occasione di amare “come” Lui ama. Dio che ama tutti, non esclude, abbraccia sempre e sempre perdona. Dio che non si impone, ma guardateli: un bambino e un crocifisso! Un Dio che può essere accolto o rifiutato e, se rifiutato, Lui se ne sta lì continuando ad amarci pazzamente, ecc.. ecc..  cioè quello che ormai diciamo sempre sul nostro Dio che si è rivelato in Gesù, a volte senza capirne fino in fondo tutta la portata rivoluzionaria. Questo è il viaggio di Dio verso noi umanità, per farci vedere il Suo vero volto. Scriveva tempo fa p. Ermes Ronchi: “la più grande disgrazia che ci può capitare è quella di sbagliarci sul volto di Dio”, perché da questo scaturiscono modalità di vita e di pastorale o identiche o totalmente diverse da quelle sognate da Gesù. Come persone, ma anche come Chiesa ci siamo a volte fatti.. e ci facciamo.. un Dio che assomiglia a noi, al nostro modo umano di pensare, di agire, di giudicare e pigramente stiamo lì a custodirci questo Dio sbagliato. A volte mi chiedo: perché tanta resistenza a papa Francesco? Certo è molto amato dalla gente, ma tra le alte gerarchie ecclesiali e anche alla base, tra i cristiani comuni che io definisco talebani, c’è resistenza e calunnia:

“perché il vero volto di Dio, rivelato anche nel Natale di Gesù, libera, toglie potere, impedisce le parole stereotipate, il “si è sempre detto e fatto così

Tu Dio, nel tuo viaggio verso di noi umanità, come ti chiami? Chi sei veramente?

Il Viaggio dei Pastori

Oltre a tutto quello che a Natale abbiamo sentito su loro e che cioè non erano i buoni degni di ricevere l’annuncio degli angeli, ma era gente emarginata, esclusa dalla vita religiosa del tempo e del Tempio, perché considerati lontani da Dio, osserviamo adesso i passi del loro viaggio. Essi ricevono un annuncio, l’annuncio del vero volto di Dio, non come lo pensavano loro, non come lo pensavano i potenti, non come lo pensava l’istituzione religiosa del Tempio e cosa fanno? Quale viaggio intraprendono?

 

Si consultano, ne parlano: sarà proprio vero? Non è che ci inganniamo? Nasce da questo loro consultarsi un piccolo inizio di amicizia, di comunità. Penso alle piccole fraternità del Vangelo che nelle nostre due parrocchie si riuniscono nelle case attorno alla Parola proprio per capire, confrontarsi e cercare punti guida per la vita.

 

Andiamo a vedere”. A vedere cosa? Il vero volto di Dio. Si muovono per verificare e lo fanno “in fretta”, non rimandano: ma si, ma figurati!

 

Non si inginocchiano ad adorare, non danno cioè subito l’assenso, ma si danno il tempo per contemplare, per capire il viaggio di Dio verso noi umanità, il tempo per godere di sentirsi amati. Darsi il tempo è necessario per approfondire. Per es. quando diciamo che Dio ama tutti senza esclusioni, vuol dire che ama anche gli attentatori di Parigi, Berlino, quello della notte di Capodanno ad Instanbul… ma perché? Ma come li ama? Cosa vorrebbe produrre il suo amore per loro? Il tempo per capire, il tempo per non trarre subito le solite conclusioni, il tempo per lasciarsi illuminare…

 

Questo viaggio dei pastori ha tanto da dire a noi cristiani e alla Chiesa istituzione. Vinciamo quest’anno la pigrizia, la resistenza a restare fermi, la tentazione che tanto sappiamo già. Ci viene consegnata anche quest’anno la vita di Gesù contenuta nel Vangelo per scoprirla e farla nostra sempre di più. Contempliamo e viviamo allora il viaggio dei pastori per accogliere e capire il viaggio di Dio.

Il Viaggio di Maria e Giuseppe

La Parola di Dio, gli avvenimenti, i fatti della vita hanno bisogno di essere assimilati, capiti, interiorizzati. Maria e Giuseppe sono anche loro stupiti.

 

“Tutto è piccolo, semplice, feriale, quotidiano, niente di urlato, di spettacolare e nello stesso tempo con novità sorprendenti.”

Capiscono che tante cose, dette dai capi religiosi e dalla loro tradizione religiosa, non reggono più e quindi hanno bisogno di comprendere meglio e di fare una nuova sintesi. Vivono un viaggio di discernimento e di crescita progressivo per capire il viaggio di Dio nell’umanità e il suo vero volto. Vivono un viaggio di concentrazione e di pazienza per mettere insieme e collocare al posto giusto le nuove tesserine dl mosaico.

 

Capita a tutti? Più si invecchia e più certe cose che apparivano chiare si ingarbugliano, si fa strada ancora tanto nuovo da scoprire, emerge la necessità di nuove sintesi e scelte nuove. Buon anno allora! Un anno di viaggio aperto alla scoperta del volto di Dio, sempre uguale e sempre così diverso, alla comprensione sempre maggiore del viaggio di Dio verso noi e con noi, al coraggio di fare scelte coerenti.

Credits foto: pexels.com

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