Aiutare Vuol Dire…

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Passato l’8 dicembre, con le luci degli Alberi di Natale che illuminano le nostre case siamo entrati in pieno clima natalizio. Come ogni anno la “questua” di ONG, Associazioni, Gruppi, anche missionari, che chiedono di mettere una mano sul cuore e aprire il portafoglio, spesso utilizzando immagini di bimbi dallo sguardo “lacrimevole” – provate a chiedere ad un Africano qualsiasi quanto è contento di vedere una sua foto in lacrime o in condizioni pietose fare il giro delle case italiane – si fa sempre più “pressante”. L’editoriale sull’ultimo numero di Africa, del direttore Marco Trovato, ci sembra illuminante e perfetto per riflettere e fare il giusto discernimento.

“C’è da fidarsi?” – si chiede innanzitutto il direttore – che prosegue con la relazione del 2012, della Corte dei Conti sui “Contributi alle Organizzazioni non Governative per la realizzazione delle attività di cooperazionein cui i giudici  trovarono di tutto: soldi deviati, progetti fermi, rendiconti scomparsi, responsabili fantasma, infrastrutture realizzate su terreni inesistenti… Una serie impressionante di disfunzioni e attività opache.

Comunque, prima ancora del torbido, la domanda fondamentale è

se le donazioni servano davvero a far qualcosa di buono. Premesso che l’Africa non avrebbe bisogno di beneficenza ma di giustizia e di pace, premesso che la sopravvivenza di 1,4 miliardi di poveri nel mondo non dovrebbe dipendere dall’altruismo dei più ricchi ma da un’economia più equa, è innegabile che il mondo della solidarietà spesso lenisce (e talora occulta) i disastri della politica.

Nei suoi viaggi africani, ha incontrato

persone straordinarie impegnate ad alleviare le sofferenze di popolazioni vittime di miseria e soprusi […] missionari, volontari, filantropi e cooperanti mossi dalle più nobili intenzioni, capaci di piccoli miracoli.

Ma con altrettanta franchezza, confessa di

essere incappato molto più spesso in inutili “progetti di sviluppo”, fallimentari “interventi umanitari”, vergognosi sprechi di denaro” ed incontrat ong prive di scrupoli e di professionalità, benefattori megalomani e pericolosi.

rendendolo più prudente e sospettoso. Ma non più cinico e indifferente.

Continuo a dare fiducia a chi pubblica bilanci certificati e report puntuali, a chi limita le spese di gestione (e per gli stipendi, talvolta scandalosi, di manager e cooperanti) così da canalizzare gli aiuti dove più servono, a chi rispetta la dignità dei minori e non ne usa le immagini per impietosire, a chi non strumentalizza le “emergenze”, a chi lavora con gli africani e non per loro. Aiutare significa prima di tutto documentarsi, esigere trasparenza, discernere tra disonesti e meritevoli di fiduciaDonare senza informarsi serve solo a mettersi la coscienza in pace.

Fonte articolo: africarivista.it
Foto: Markus Spiske su pexels.com

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