L’elezione di Papa Francesco, 3 anni fa (13 marzo 2013), è stato un momento fondamentale e di passaggio per tutta la Chiesa, in particolare per quella missionaria che già da tempo, nella sua stragrande maggioranza, cercava di portare avanti, non senza fatica, il soffio di rinnovamento del Concilio Vaticano II.

Il commento di p. Giulio Albanese, missionario comboniano e direttore delle riviste di Missio Italia, sul suo profilo Facebook, nell’anniversario di questa Buona Notizia, riesce a dare voce e a scaldare il cuore delle missionarie e dei missionari che ogni giorno si spendono sulle strade del mondo.

La gioia per questa Buona Notizia si affianca – scrive p. Giulio – “all’esigenza di esprimere la mia indignazione (sua e di molti ndr) per le ininterrotte critiche mosse all’azione e alla persona del Vescovo di Roma da parte di personaggi pseudo-cattolici che negano il suo primato.”

“Sepolcri imbiancati” all’attacco

Un attacco che viene non da quegli ambienti che sono stati sempre critici nei confronti del Pontificato, anzi la Chiesa in uscita di papa Francesco sembra aver sortito un effetto positivo su di loro, ma da gente che, nei pontificati precedenti, si è sempre professata cattolica […] da quei “sepolcri imbiancati” che vorrebbero impedire l’affermazione dei temi che papa Bergoglio sta sviluppando coraggiosamente nel suo magistero, in particolare la fine della Chiesa Costantiniana (quella fatta di pianete dorate, veli omerali di broccato, stole a lamine d’argento, merletti e candelabri…) nel contesto di un ampio disegno di riforma, il rilancio del cammino conciliare, l’indicazione di un forte rinnovamento pastorale, la denuncia delle strutture di peccato che deturpano la persona umana e mettono in pericolo la sopravvivenza del pianeta. 

La risposta è si!

A tutti gli scettici e denigratori, che arrabbiati e scioccati – come scrive p. Thomas Rosica, C.S.B,  su America Magazine si stanno facendo le domande del tipo: “Cosa sta facendo?” “Come può continuare con questo ritmo?” “Si ricorda che è il Vicario di Cristo?” “Avrà successo la sua riforma?”, la risposta è: “Si”. La riforma di Francesco è inevitabile perché non emana da Assisi, da Loyola, da Marnosa o anche da Roma per quanto significativo possa essere il significato di questi luoghi! Essa si fonda su una grande storia che viene dalla Terra Santa, dove troviamo Betlemme, Nazareth, Naim, Emmaus, il Monte Tabor, la Galilea, Gerusalemme e la Decapoli; le terre della Bibbia. Papa Francesco ha fondato il suo Ministero Petrino sul Vangelo del Pescatore di Galilea, che è il Figlio di Dio e il Signore, il Salvatore e il Redentore della famiglia umana.